Valutati biomarcatori per spiegare la relazione tra cancro e malattie cardiovascolari

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Valutati biomarcatori per spiegare la relazione tra cancro e malattie cardiovascolari

Un gruppo internazionale di ricercatori ha valutato possibili variabili di laboratorio da usare come biomarcatori, che spieghino la relazione tra cancro e malattie cardiovascolari. I risultati hanno dimostrato che esistono diverse molecole candidabili per tale ruolo.

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Ricerche recenti hanno suggerito l’esistenza di una relazione tra la presenza di malattie cardiovascolari da una parte e, dall’altra, la probabilità di sviluppo di tumori e il rischio di decesso che essi determinano. Quello che non sono stato chiarito sono i meccanismi fisiopatologici che spieghino questa associazione. Perciò, Jovani e colleghi hanno eseguito uno studio valutando se biomarcatori già associati alla presenza di malattie di cuore e vasi mostrassero un’associazione con la frequenza del cancro e con quella dei decessi ad esso attribuiti. Gli autori hanno fatto riferimento a un archivio di 5032 casi dello studio Framingham, eseguito negli Stati Uniti. Tutti i i soggetti arruolati non erano affetti da tumore al momento dell’inclusione nella ricerca e di tutti erano disponibili campioni di sangue. Su tali campioni sono stati misurati 71 diversi biomarcatori associati a malattie cardiovascolari ed è stata registrata la comparsa delle neoplasie negli anni successivi. Dalle analisi eseguite è risultato che il Fattore di Differenziazione della Crescita-15 (Growth Differentiation Factor-15: GDF15) si è associato a un aumentato rischio di sviluppo di tumore in generale (rapporto di rischio 1.31; intervallo di confidenza al 95% 1.17-1.47), di cancro dell’apparato gastrointestinale (rapporto di rischio 1.85; intervallo di confidenza al 95% 1.37-2.50) e di cancro del colon-retto (rapporto di rischio 1.94; intervallo di confidenza al 95% 1.29-2.91) e a una maggiore probabilità di decesso da neoplasia (rapporto di rischio 2.15; intervallo di confidenza al 95% 1.72-2.70). Il fattore 1 derivato dalle cellule stromali (Stromal Cell-derived factor-1: SFD1) ha mostrato una relazione inversa con il rischio di decesso da tumori (rapporto di rischio 0.75; intervallo di confidenza al 95% 0.65-0.86), vale a dire che la sua presenza si è correlata con un ridotto rischio di decesso. Il fattore di crescita dei fibroblasti-23 (Fibroblast Growth Factor-23: FGF23) ha mostrato un’associazione con lo sviluppo del cancro del colon-retto (rapporto di rischio 1.55; intervallo di confidenza al 95% 1.20-2.00) e la granulina (Granulin: GNR) si è correlata con quello dei tumori del sangue (rapporto di rischio 1.61; intervallo di confidenza al 95% 1.30-1.99). Altri biomarcatori di infiammazione, di attivazione del sistema immunitario e di metabolismo e fibrosi hanno mostrato associazioni che potrebbero spiegare la relazione tra cancro e malattie cardiovascolari.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che i risultati del loro studio hanno emergere molte relazioni significative tra biomarcatori delle malattie cardiovascolari e cancro. Ciò supporta l’ipotesi che tali malattie condividano meccanismi di sviluppo e suggerisce l’individuazione di variabili di laboratorio che facciano prevedere la loro comparsa.          

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