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Un esame di laboratorio potrebbe aiutare i medici di scegliere i trattamenti più appropriati e personalizzati per persone affette da cancro della testa e del collo

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Un esame di laboratorio potrebbe aiutare i medici di scegliere i trattamenti più appropriati e personalizzati per persone affette da cancro della testa e del collo

Gli scienziati del Centro della Ricerca sul Cancro dell’Università di Manchester (Gran Bretagna) hanno scoperto che un esame che rileva la presenza o l’assenza di una specifica proteina cellulare, chiamata proteina p16, può essere utile nel definire meglio, rispetto ai metodi finora disponibili, la sopravvivenza per le persone affette da tumore della testa e del collo.

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I ricercatori ritengono che l’esame potrebbe consentire ai medici di scegliere i trattamenti più appropriati e personalizzati, proprio partendo dal profilo di rischio associato al singolo caso, migliorando i risultati delle cure di questa debilitante malattia.

I tumori dell’interno della bocca (cavo orale) e della faringe, che colpiscono tra l’altro la lingua e le tonsille, sono di solito provocati dal fumo di tabacco e/o dall'assunzione cronica di alcool. Tuttavia, un numero crescente di casi è associato all’infezione provocata da un virus denominato Papilloma virus umano (in inglese Human Papilloma Virus: HPV). I tumori di testa e collo correlati all’HPV si presentano in soggetti più giovani, hanno caratteristiche differenti e una prognosi migliore di quelli dovuti a fumo e abuso di bevande alcoliche. Pertanto, i ricercatori hanno deciso di studiare una molecola caratteristica (marcatore) dell’infezione del HPV, la proteina p16, per confrontare caratteristiche cliniche, efficacia dei trattamenti e sopravvivenza in persone con tumori del cavo orale che fossero positivi o negativi per la presenza della proteina p16.

Lo studio, eseguito su un ampia casistica di oltre 200 persone e pubblicato recentemente sulla rivista Clinical Oncology (Oncologia Clinica), dimostra che la presenza della proteina p16 (indicativo di un tumore causato dal virus HPV) è fortemente legata a una maggiore sopravvivenza o, detto in altre parole, a una minore “aggressività” del tumore.

L’approccio finora disponibile. per rilevare se un tumore del cavo orale sia causato da HPV, si basa sulla ricerca dell’ acido desossiribonucleico (desoxyribonucleic acid: DNA) del virus, ma i risultati di questo tipo di esame non si correlano altrettanto bene con le caratteristiche del tumore.

Il nuovo approccio è quello di utilizzare un “marcatore” di HPV, vale a dire un parametro di laboratorio facilmente valutabile su una porzione di tessuto prelevata dal tumore. Lap16 é una proteina prodotta delle cellule umane coinvolta nella loro moltiplicazione (la moltiplicazione non controllata è una caratteristica delle cellule cancerogene). Una maggiore espressione della proteina p16 nei tumori del cavo orale ( e anche di quelli del collo dell’utero) è indicativo del fatto che il tumore si è sviluppato per una infezione da HPV.

Catharine West, che ha guidato la ricerca, ha dichiarato: "Sappiamo che, nella maggior parte dei casi, la p16 è legata a differenze nella sopravvivenza. Volevamo vedere se funzionava come segno prognostico in confronto ad altre misure, come la classica stadiazione della malattia - basata su dimensione e diffusione del cancro. Tutto ciò che ci permette di prevedere il risultato (delle cure, ndr) potrebbe aiutare i medici a pianificare i trattamenti più personalizzati per i singoli pazienti".

Lo studio dimostra che, nei casi p16-positivi, si rileva un aumento della sopravvivenza, a prescindere dallo stadio della malattia, mentre in quelli p16-negativi solo la stadiazione tradizionale [approfondimenti al link: valutazione del cancro], si correlava alla sopravvivenza.

Se confermati da altre evidenze sperimentali, i risultati di questo studio offriranno nuoveopportunitàdidiagnosi e cura per i malati di tumori della testa e del collo.

Redazione Fondazione Cesare Serono

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