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Tumore ovarico, manteniamoci informate

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Tumore ovarico, manteniamoci informate

Le vite di due donne per raccontare il tumore ovarico: Claudia Gerini presta il suo volto e la sua voce per una serie di video-racconti che parlano del tumore ovarico e che sono il fulcro della campagna Tumore Ovarico, manteniamoci informate!, un’iniziativa promossa dalla Fondazione AIOM insieme ad ACTO Onlus, LOTO Onlus, Mai più sole e aBRCAdabra con il sostegno incondizionato di GSK.

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Stefania Gori della Fondazione AIOM sottolinea l’importanza dell’iniziativa: “È nata dalla necessità che le donne con carcinoma ovarico siano sempre informate sull’avanzamento della ricerca e che le donne non affette sappiano che esistono dei sintomi insidiosi che possono portare a una diagnosi di carcinoma ovarico in forma avanzata: una malattia difficile da diagnosticare in modo precoce”.

Le due donne protagoniste della campagna sono entrambe affette da un tumore ovarico, una con una mutazione RCA e l’altra senza. “Il tumore ovarico è una patologia che colpisce circa 250mila donne nel mondo e in Italia ci sono circa 5200 nuove diagnosi ogni anno”, come ha spiegato la dottoressa Domenica Lorusso, “è uno dei tumori per i quali non c’è uno screening riconosciuto in grado di anticipare la diagnosi, spesso l’80% delle pazienti ha una diagnosi quando il tumore è ormai al terzo-quarto stadio”. È una “malattia rapidamente mortale fino a qualche anno fa, oggi almeno il 50% delle pazienti sopravvive a 5 anni. A complicare il quadro, la consapevolezza che il tumore ovarico non è unico, ma sono almeno cinque cancri con storie cliniche diverse. L’unico fattore di rischio per questa patologia è l’ereditarietà, il 30% dei casi è legato a una mutazione dei geni BRCA1, BRCA2”. Per quanto, invece, riguarda la sopravvivenza a una diagnosi di tumore ovarico: “Una terapia di mantenimento con farmaci orali, gli inibitori di PARP, determina lunghe sopravvivenze nelle pazienti mutate e anche nelle pazienti non mutate, le quali rappresentano la maggior parte delle donne affette da carcinoma ovarico (75%)”.

Nicoletta Cerana, presidente dell’ACTO, Alleanza Contro il Tumore Ovarico Onlus, ha sottolineato che l’unica arma a disposizione delle donne è una diagnosi tempestiva e inoltre “non si può andare in qualunque ospedale o da qualunque medico: è un tumore per specialisti, deve essere preso in mano da un centro ospedaliero con numeri, cure e approccio multidisciplinare di cui questo cancro ha bisogno”.

La dottoressa Lorusso è tornata poi a parlare del tumore ovarico elencandone i sintomi che traggono troppo spesso medici in inganno: “Nei libri Il tumore ovarico è presentato come un killer silenzioso. I sintomi sono sfumati: mal di pancia, difficoltà digestiva, perdite ematiche, non si riesce a chiudere la gonna per il gonfiore. Spesso questa fase di dolori addominali sfumati e poco definiti è curata con fermenti lattici e identificata come colite o gastrite. Il messaggio per tutte le donne è che c’è un’altra malattia. Il singolo mal di pancia ce l’abbiamo tutti, la reiteratezza del sintomo va approfondita con esami ad hoc come l’ecografia pelvica con la sonda transvaginale”.

Ornella Campanella, presidente di Abracadabra, si è autodefinita “una delle tante silenziose Angelina Jolie” d’Italia facendo riferimento alla decisione dell’attrice premio Oscar per prevenire il tumore ovarico, causa della morte della madre. “Il test BRCA ha un valore enorme perché offre due opzioni importanti: ha valore predittivo, avere una donna con diagnosi di tumore ovarico consente agli specialisti di offrire a quella paziente un profilo terapeutico mirato. E un valore sociale: intercettando una donna con una mutazione genetica si estende il test ai suoi consanguinei, donne e uomini, anche se l’uomo non si ammala con tumore ovarico può trasmetterlo ai figli”. Un compito fondamentale per le associazioni è quello poi di “indirizzare le pazienti nei centri ad hoc perché non è un tumore che può essere curato dal ginecologo di fiducia”.

La campagna ha affidato alle voci di due amiche, Sara e Monica, due diagnosi diverse di tumore ovarico. I sei video-racconti sono diretti da Paola Passot, per prepararli ha letto e visitato i siti di diverse associazioni ed è rimasta commossa e colpita dal “senso di speranza” di queste donne. “È bello fare qualcosa per le donne, facciamo solo cose per gli altri, ma per noi non facciamo mai abbastanza. L’informazione è potere, bisognerebbe informarsi per affrontare la malattia”.

A narrare le diagnosi e le malattie di Sara e Monica, l’attrice Claudia Gerini che ha accettato subito di essere voce e volto della campagna Tumore Ovarico, manteniamoci informate!

“Una delle mie prerogative è parlare con il pubblico nel modo più diretto possibile - spiega l’attrice - Angelina Jolie, con grande lucidità e coraggio, ha preso questa decisione e l’ha comunicata al mondo, anche io stessa quando ho iniziato a informarmi sul tumore ovarico, ero completamente ignorante sulla materia e mi ha colpito che i controlli di routine non bastano. Anche io come donna e madre, voglio essere informata. Questa è una comunicazione che informa, ma non spaventa, prende per mano la paziente”.

Le donne non devono essere più sole è quello che ha sottolineato, Albachiara Bergamini, la presidente Mai più sole: “Le pazienti non conoscono questa patologia e soffrono di una solitudine che rende difficile la guarigione. L’informazione è fondamentale per avere accesso a una diagnosi precoce e una vita lunga. Il gioco di squadra può fare la differenza nella battaglia contro il tumore ovarico. Parlarne per tutte le donne è fondamentale, ed è questo l’obiettivo della campagna promossa da Fondazione AIOM alla quale ha aderito con entusiasmo la nostra Associazione, che dal 2013 promuove l’informazione sul tumore ovarico per le donne e per le pazienti sul territorio sardo”.

Il link per vedere i video-racconti: Manteniamoci Informate

Chiara Laganà