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Tumore metastatico del colon-retto: la personalizzazione delle cure

Intervista |time pubblicato il
Tumore metastatico del colon-retto: la personalizzazione delle cure

Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più frequenti, ma è anche una di quelle nelle quali, ottimizzando la gestione, oggi si raggiungono obiettivi che, in passato, erano inimmaginabili. L’ideale è prevenirlo, aderendo ai programmi di screening. Nelle forme diagnosticate precocemente la guarigione è più facile da ottenere, ma, con i trattamenti oggi disponibili, si raggiungono buoni risultati anche se ci sono già metastasi. Carmelo Pozzo, Professore di oncologia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, illustra, in una serie di interviste, come può essere gestito al meglio questo tumore.  La seconda intervista è dedicata alla personalizzazione dei trattamenti in base alle caratteristiche dei malati.

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Il cancro del colon-retto con metastasi era, anni fa, una neoplasia gravata da una bassa sopravvivenza. Oggi, dice Carmelo Pozzo nell’intervista, può essere guarito nel 5-15% dei casi e, in molti altri, i migliori trattamenti permettono una sopravvivenza prolungata. Per raggiungere tali obiettivi, però, la sua gestione deve essere ottimale e, in particolare le cure, devono essere ritagliate sulle caratteristiche del singolo malato. Perché tutto ciò si concretizzi, spiega l’intervistato, si devono determinare specifiche condizioni. Innanzitutto, la rimozione chirurgica del tumore dovrebbe essere fatta in modo da permettere una verifica accurata e approfondita delle caratteristiche della neoplasia, sia dal punto di vista dell’anatomopatologo che in termini di diagnosi biomolecolare. Carmelo Pozzo segnala che i Centri di chirurgia che eseguono il maggior numero di interventi di questo tipo e i servizi di anatomia patologica più specializzati nella valutazione di questi tumori forniscono le maggiori garanzie, sia nell’esecuzione dell’intervento che nella successiva raccolta delle informazioni necessarie per impostare i protocolli di cura. Una volta che tali informazioni sono disponibili, i passaggi successivi della gestione del cancro del colon-retto devono essere concordati da un gruppo che comprenda tutti gli specialisti che possono giocare un ruolo: chirurgo, oncologo, radioterapista, gastroenterologo e altri ancora. Questo gruppo multidisciplinare prenderà decisioni facendo riferimento alle caratteristiche del singolo caso, fra le quali sono molto importanti la presenza di altre malattie associate e le aspettative del malato e dei suoi cari. Nell’intervista si forniscono anche indicazioni circa schemi generali di cura e durata delle terapie e si illustra l’obiettivo della terapia adiuvante. Quest’ultima aiuta ad affrontare casi nei quali ci sono lesioni non operabili al momento della diagnosi, che potranno diventarlo dopo radioterapia e trattamenti farmacologici.

I messaggi fondamentali che un esperto come Carmelo Pozzo trasmette in questa intervista sono due. Il primo è che anche il cancro metastatico del colon-retto si può affrontare con successo. Il secondo è che, per farlo, bisogna rivolgersi a chi ha l’esperienza più vasta nella gestione di questa malattia. È indispensabile che dal chirurgo all’oncologo, dall’anatomopatologo a chi si occupa della diagnosi biomolecolare della neoplasia, tutti abbiano un’ampia esperienza le migliori attrezzature per gestire questo tumore. I rapporti dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica indicano che i Centri che offrono la gestione ottimale di questo e di altri tumori non sono presenti ovunque, ma i malati hanno il diritto di accedervi, per essere curati in modo da ottenere i migliori risultati possibili.

Redazione Fondazione Cesare Serono