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Tumore metastatico del colon-retto: la diagnosi biomolecolare

Intervista |time pubblicato il
Tumore metastatico del colon-retto: la diagnosi biomolecolare

Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più frequenti, ma è anche una di quelle che, gestita secondo gli approcci più moderni, permette di ottenere i risultati migliori. L’ideale è prevenirlo aderendo ai programmi di screening. Quando il tumore è già presente, si ottengono ottimi risultati se la diagnosi è precoce e le cure sono tempestive. Con i trattamenti oggi disponibili si raggiungono buoni obiettivi anche nelle forme con metastasi. Carmelo Pozzo, professore di oncologia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, illustra, in una serie di interviste, come può essere ottimizzata la gestione di questa forma di tumore. La terza intervista è dedicata alla diagnosi biomolecolare che deve guidare la scelta delle cure.

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Come spiega Carmelo Pozzo, quello che ha rivoluzionato il trattamento del cancro metastatico del colon-retto è stata la diagnosi biomolecolare che permette di mirare le cure ottimizzando l’efficacia. Egli aggiunge che oggi non è accettabile pianificare la terapia di questa forma di tumore senza avere prima valutato la mutazione del gene RAS. Tale gene si può presentare nella forma cosiddetta wild-type cioè, non mutata, o nella forma mutata. Nel secondo caso, la malattia ha un andamento più aggressivo e risponde meno ai trattamenti. Nei soggetti con il tumore caratterizzato dalla forma wild-type, l’associazione di farmaci antagonisti dell’EGFR con le cure convenzionali produce i migliori risultati, in termini di sopravvivenza e di qualità della vita dei malati. Inoltre, l’inserimento di questi prodotti nei protocolli di terapia non ha un impatto negativo sulla tollerabilità, perché i loro effetti collaterali sono di solito lievi e facilmente gestibili. Carmelo Pozzo aggiunge che, anche nei tumori con mutazione del gene RAS, si possono impiegare terapie a bersaglio, ma di altro tipo, che, pur considerando la già citata maggiore aggressività di tali forme, migliorano comunque gli esiti delle cure. Dopo avere riportato anche le attuali conoscenze sulla diagnosi molecolare relativa al gene BRAF, Carmelo Pozzo ribadisce che oggi la verifica delle caratteristiche genetiche del cancro metastatico del colon-retto è una premessa irrinunciabile della pianificazione del trattamento. Tali procedure diagnostiche sono disponibili in molti Centri di oncologia, ma non in tutti. Quando l’esame istologico di una lesione non fosse completato dalla diagnosi biomolecolare, questa va richiesta presso i laboratori che la eseguono e che possono fornirla nel più breve tempo possibile. Ciò permette di affrontare tempestivamente la neoplasia con la cura più efficace.

Redazione Fondazione Cesare Serono