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Tumore al polmone: un nuovo test predice la sopravvivenza dopo asportazione chirurgica della neoplasia?

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Tumore al polmone: un nuovo test predice la sopravvivenza dopo asportazione chirurgica della neoplasia?

Due studi, uno condotto da un gruppo di esperti statunitensi e l'altro eseguito da un gruppo di ricercatori cinesi, ambedue pubblicati su The Lancet (Il Bisturi), hanno valutato l'efficacia di un esame biochimico per predire la sopravvivenza in pazienti sottoposti a resezione chirurgica di un tumore polmonare non a piccole cellule (dall'inglese Non-Small Cell Lung Carcinoma: NSCLC).

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L'NSCLC è la forma più comune di tumore polmonare: riguarda l'85% circa dei casi.

Nei due studi sono stati arruolati in totale 1.439 pazienti, 433 per lo studio statunitense e 1006 per quello cinese, sottoposti ad asportazione chirurgica di un NSCLC. Gli autori hanno utilizzato un innovativo test molecolare per analizzare il DNA nei campioni di tessuto tumorale asportati. Questo test permette di valutare l'attività  di 14 geni che svolgono un ruolo chiave nello sviluppo della patologia e, sulla base di questa attività , di calcolare il rischio di decesso. In relazione all'analisi dei risultati del test, i pazienti sono stati divisi in tre gruppi: ad alto rischio di decesso, a medio rischio e a basso rischio.

A distanza di cinque anni, gli studiosi hanno valutato la sopravvivenza nei partecipanti. È emerso che nei pazienti dello studio statunitense, la sopravvivenza è stata del 71,4% nel gruppo a basso rischio, del 58,3% in quello a medio rischio e del 49,2% in quello ad alto rischio. Nei pazienti analizzati dai ricercatori cinesi, la sopravvivenza è stata del 74,1% nel gruppo a basso rischio, del 57,4% in quello a rischio intermedio e del 44,6% in quello ad alto rischio.

Gli autori hanno concluso che, in questa casistica, il nuovo test molecolare è stato affidabile nell'identificare i pazienti con NSCLC ad alto rischio di mortalità  dopo la resezione chirurgica, ma si tratta di un'evidenza molto preliminare e parziale che necessiterà  di conferme su casistiche ancora più ampie.

Redazione Fondazione Cesare Serono

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