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Tumore ai polmoni, l’appello di Veronesi a favore delle TAC a basse dosi

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Tumore ai polmoni, l’appello di Veronesi a favore delle TAC a basse dosi

Il direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), Umberto Veronesi, ha raccomandato ai medici di seguire le direttive dell’American Cancer Society (Società Americana del Cancro) suggerendo ai pazienti fumatori di sottoporsi a tomografia assiale computerizzata (TAC) a basse dosi perché la procedura “rappresenta una svolta storica nella lotta al cancro polmonare”, come ha scritto in un intervento sul quotidiano La Repubblica.

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Secondo alcuni studi scientifici pubblicati dall’American Cancer Society, eseguire questa indagine diagnostica su fumatori ed ex fumatori può favorire la diagnosi precoce di cancro e aumentare, in alcuni casi, la sopravvivenza. Per Umberto Veronesi questo approccio rappresenta, caso unico nel suo genere, “una possibilità concreta di salvezza e mantenimento della salute senza colpevolizzare”. Un’opportunità da non sottovalutare, visti i numeri forniti nello stesso articolo: nel nostro Paese ogni giorno muoiono 100 persone per cancro al polmone. Pur sottolineando il ruolo che le sigarette hanno nello sviluppo del tumore, Umberto Veronesi non ha attribuito nessuna colpa ai fumatori e non ha espresso alcun giudizio perché, secondo il direttore dell’IEO,  si ha “il dovere” di trattare le “persone, a prescindere dalle loro scelte individuali”.

Fino agli anni ’90, ha dichiarato Umberto Veronesi, non si disponeva della tecnologia adeguata per formulare diagnosi in fasi precoci del tumore al polmone e ridurre la mortalità polmone nei soggetti colpiti dalla neoplasia. Ma verso la fine di quella decade si è resa disponibile e si è diffusa progressivamente “la TAC a basso dosaggio”. Questo esame si differenzia dalla TAC tradizionale per la somministrazione di una minore quantità di radiazioni e per altri alspetti tecnici della procedura. La TAC a basso dosaggio produce immagini meno definite di quelle ottenute con la TAC tradizionale, ma la minore dose di raggi somministrata la rende più sicura e ripetibile nel tempo, se necessario, anche se non può sostituire in tutte le indicazioni la tecnica tradizionale. Sviluppi positivi legati a questa tecnica furono subito osservati all’IEO, ma secondo Umberto Veronesi in Italia la diffusione dell’esame è stata ostacolata da medici che lo ritenevano “troppo costoso, troppo difficile da interpretare e troppo complesso da organizzare”. C’è anche da aggiungere che alcune pubblicazioni misero in discussione, in passato, la precisione diagnostica della TAC a basse dosi. Umberto Veronesi ha invece ribadito che, pur con qualche difficoltà, l’applicazione di questa metodologia ha permesso di raggiungere il risultato di salvare migliaia di uomini e donne. All’IEO, è possibile sottoporsi a quest’esame e bastano solo 10 secondi per “salvarsi la vita”, come spiega la pagina web del C.O.SMO.S (acronimo di Continuous Observation of SMOking Subjects, osservazione continua dei soggetti fumatori), lo studio che ha coinvolto migliaia di fumatori che si sono sottoposti volontariamente alla TAC a basso dosaggio:. È stata avviata anche la seconda fase della ricerca, denominata C.O.SMO.S II. Si tratta di un progetto che parte dai risultati dello studio precedente “per diffondere l’anticipazione della diagnosi” nei pazienti fumatori o ex fumatori.

Chiara Laganà

Fonte: La Repubblica, IEO