Tomografia computerizzata e dati clinici per la stima del rischio di cancro del polmone

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Tomografia computerizzata e dati clinici per la stima del rischio di cancro del polmone

Specialisti statunitensi hanno eseguito uno studio mirato a sviluppare un modello per la stima del rischio di cancro del polmone basato sia sui risultati della tomografia computerizzata, che su elementi di dati clinici. I risultati hanno dimostrato che, combinando tutte queste informazioni, si è ottenuta una stima più precisa di quella basata su un solo tipo di riscontro.

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Il cancro del polmone è una delle neoplasie più diffuse nel Mondo ed è associata, negli Stati Uniti e a livello globale, al rischio più elevato di decesso da tumore, anche a causa del ritardo con il quale viene formulata la diagnosi. Lo screening è uno strumento utile a ridurre tale ritardo. Sulla base delle evidenze raccolte con lo studio sullo screening nazionale del polmone (National Lung Screening Trial: NLST) è stata formulata la raccomandazione a eseguire uno screening con tomografia computerizzata a bassa dose di raggi in soggetti di età compresa fra 50 e 80 anni con indice tabagico di 30 (in inglese 30 pack-years), sia che avessero smesso di fumare nei 15 anni precedenti, sia che avessero continuato. In un altro studio, è stato proposto un modello di definizione del rischio basato sull’integrazione di 11 elementi di dati clinici. Secondo Gao e colleghi, l’integrazione di questi due approcci poteva migliorare la stima del rischio di sviluppo del cancro del polmone. Sono state analizzate in maniera retrospettiva due casistiche raccolte negli Stati Uniti. Una era stata raccolta dal NLST, con partecipanti arruolati tra l’agosto 2002 e l’aprile 2004, l’altra era quella del programma Vanderbilt di screening del polmone (Vanderbilt Lung Screening Program: VLSP) che ha incluso casi tra il 2015 e il 2018. Una validazione incrociata basata sui dati del NLST è stata usata per lo sviluppo iniziale e per la verifica del modello, che ha considerato i riscontri della tomografia computerizzata e gli elementi dei dati clinici. Sono stati usati metodi statistici specifici per verificare l’efficacia del modello e i risultati prodotti sono stati confrontati con quelli di altri modelli pubblicati, che erano basati solo sugli elementi dei dati clinici o solo sui riscontri della tomografia computerizzata. Del totale di 23.505 malati del NLST 13.838 erano uomini e 9.667 donne e l’età media era 62 ± 5 anni. I casi  del VLSP  sono stati 147: 82 maschi, 65 femmine con età media 65 ± 5 anni. Usando la validazione incrociata basata sui dati del NLST, l’area sottesa alla curva del modello proposto è stata 0.88, più ampia di quella dei modelli pubblicati che avevano fatto riferimento ai soli elementi dei dati clinici (area sottesa alla curva 0.69; p<0.05) o ai soli riscontri della tomografia computerizzata (area sottesa alla curva 0.86; p<0.05). Inoltre, anche impiegando i dati del VLSP il modello che ha integrato dati clinici e esiti della tomografia computerizzata ha fornito risultati migliori: area sottesa alla curva 0.91, rispetto a 0.59 con l’impiego dei soli dati clinici e 0.88 con i soli riscontri radiografici (p<0.05 per ambedue i confronti).

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che il modello di stima del rischio di presenza di cancro del polmone che integra elementi dei dati clinici e riscontri clinici e radiologici è stato più efficace di quelli basati su una sola tipologia di evidenze.                       

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