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Uno studio clinico ha confrontato l’efficacia di due terapie a bersaglio nel tumore del colon-retto metastatico

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Uno studio clinico ha confrontato l’efficacia di due terapie a bersaglio nel tumore del colon-retto metastatico

Per la prima volta uno studio clinico ha confrontato l’efficacia di due terapie a bersaglio, associate a chemioterapia tradizionale, come terapia di prima linea nel trattamento del tumore del colon-retto metastatico. La sopravvivenza totale è stata prolungata di 3.7 mesi nel gruppo trattato con cetuximab, rispetto a quello che aveva ricevuto bevacizumab, comunque associati a chemioterapia tradizionale. I risultati sono stati presentati in occasione del Congresso annuale della Società Americana di Oncologia Clinica, tenutosi di recente a Chicago.

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Cetuximab è un anticorpo monoclonale rivolto contro il recettore del fattore di crescita epidermico (un recettore che si trova sulla superficie delle cellule tumorale) ed è in grado di agire in modo mirato sui meccanismi che regolano la crescita del tumore. Esso ha dimostrato di essere efficace, in associazione alla chemioterapia tradizionale, sui tumori del colon-retto metastatico nei quali non è presente una mutazione di un gene definito KRAS (detti anche casi wild-type in italiano “tipo selvaggio”). Bevacizumab è un anticorpo monoclonale mirato ad inibire il fattore di crescita dell’endotelio vascolare, il tessuto che ricopre internamente i vasi sanguigni, e blocca la crescita di nuovi vasi che sono importanti per la crescita del tumore.

Un gruppo di ricercatori tedeschi ha selezionato 592 soggetti, con tumore del colon o  retto, che presentavano metastasi e non avevano mutazioni del gene KRAS, e li hanno trattati con chemioterapia tradizionale (FOLFIRI: acido folinico+fluorouracile+irinotecan) associata a cetuximab o bevacizumab. Nei pazienti valutabili la risposta complessiva è stata del 72.2% nel gruppo cetuximab e del 63.1% nel gruppo bevacizumab, con una differenza significativa (p=0.017) a favore del primo dei due farmaci a bersaglio. Gli autori del lavoro hanno sottolineato, in particolare, che la sopravivenza complessiva è stata maggiore, 28.7 mesi, nel gruppo che ha ricevuto cetuximab, rispetto all’altro: 25.0 mesi.

Le conclusioni degli autori sono che utilizzare cetuximab come prima linea di trattamento consente una soppravvivenza maggiore di quasi 4 mesi nei pazienti KRAS wild-type, rispetto a bevacizumab.

Tommaso Sacco

Fonte: Randomized comparison of FOLFIRI plus cetuximab versus FOLFIRI plus bevacizumab as first-line treatment of KRAS wild-type metastatic colorectal cancer: German AIO study KRK-0306 (FIRE-3); 2013 Annual Meeting of the American Society of Clinical Oncology. Abstract LBA3506.