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Sono sopravissuto/a al cancro, e adesso?

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Sono sopravissuto/a al cancro, e adesso?

Due studi pubblicati nel 2013 hanno affrontato il problema del supporto da fornire alle persone che sopravvivono al cancro grazie all’efficacia delle cure. Dalle loro conclusioni si deduce che la gestione di questi soggetti va sensibilmente migliorata e che specifici progetti dovranno potenziare il coordinamento fra oncologi e medici di medicina generale.

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Lo studio eseguito da Forsythe e colleghi ha valutato se gli oncologi fornivano, a soggetti sopravvissuti a cancri della mammella o del colon, una documentazione comprendente il riassunto delle cure eseguite e il programma dei controlli da fare nei mesi successivi. I risultati hanno indicato che circa metà degli oncologi consegnava, alle persone sopravvissute al cancro, il riassunto dei trattamenti assunti per curare la malattia. Invece, solo il 20% forniva anche la pianificazione dei controlli, in un unico “pacchetto” di informazioni, definito “piano di assistenza della sopravvivenza” (in inglese: Survivorship Care Plan: SCP), che comprendeva indicazioni su abitudini di vita adeguate allo stato di salute dei soggetti. D’altra parte, figure mediche che negli Stati Uniti corrispondono ai medici di medicina generale italiani, hanno dichiarato di aver avuto il solo riassunto delle cure nel 30% dei casi e la SCP completa nel 13%. Alla trasmissione di una documentazione più completa sono corrisposti un miglior coordinamento fra l’attività dei diversi tipi di figure sanitarie e una maggiore interazione fra le stesse.

L’altra ricerca, eseguita da Hill-Kayser e colleghi, ha studiato l’efficacia di uno strumento di tipo informatico in grado di produrre piani di assistenza per sopravvissuti al cancro che aveva lo scopo di seguire meglio questi soggetti nel tempo. I soggetti, interrogati circa l’utilità dei protocolli di controllo generati dal programma, hanno definito gli stessi buoni o eccellenti nel 93% dei casi. Il 62% ha giudicato soddisfacenti le informazioni fornite, il 63% ha dichiarato che ha cambiato la sua condivisione dell’assistenza medica. Un altro risultato importante è che il 54% aveva adottato o aveva intenzione di adottare modificazioni delle abitudini di vita, sulla base dei suggerimenti contenuti nel piano di assistenza che aveva ricevuto.

Le cure per i tumori sono sempre più efficaci e questo fa sì che più persone sopravvivano al cancro. Questo però crea la necessità di programmi di supporto e piani di assistenza che aiutino i sopravvissuti a vivere la loro nuova condizione. Gli strumenti informatici possono essere di grande utilità in questo campo ed è quindi importante che i centri di oncologia si organizzino per fornire questo tipo di supporto.

Tommaso Sacco

Fonti