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Sigarette elettroniche: i rischi superano gli ipotetici vantaggi?

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Sigarette elettroniche: i rischi superano gli ipotetici vantaggi?

Al XXI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) svoltosi a Roma dal 25-27 ottobre 2019 si è parlato anche dei molti rischi e degli ipotetici vantaggi che si attribuiscono alle sigarette elettroniche.

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Il fumo è causa o fattore predisponente di diversi tipi di cancro, da quello del polmone a quelli della testa e del collo. Le sigarette elettroniche continuano a essere proposte da alcuni come strumenti utili per smettere di fumare, ma i dati circa questo potenziale effetto positivo sono contraddittori, mentre si raccolgono riscontri che ne suggeriscono effetti negativi. Di sicuro la diffusione di questi dispositivi è andata progressivamente aumentando e, secondo alcune fonti, nel 2018 li usavano oltre 40 milioni di persone, rispetto ai 7 milioni circa del 2011. Le ragioni di questo grande aumento vanno dalla percezione che esse siano meno pericolose delle sigarette tradizionali, al loro ipotetico effetto di facilitazione della disassuefazione dal fumo. Le sigarette elettroniche non sono tutte uguali. Alcune di esse sono prodotte da aziende multinazionali del tabacco, altre da piccoli produttori. Il primo Paese nel quale sono state introdotte è stata la Cina nel 2003 e oggi sono disponibili quasi ovunque. Da un dispositivo all’altro cambia anche la quantità di nicotina che viene rilasciata ad ogni boccata e, con il progredire delle generazioni dei dispositivi prodotti, si è osservato un aumento della quantità di nicotina liberata. Quelli di prima generazione arrivavano a liberare circa 11 ng/ml di questo composto in 35 minuti e quelli di seconda generazione rilasciano quasi 20 ng/ml in 35 minuti, mentre una sigaretta tradizionale libera circa 20 ng/ml in 5 minuti. Se da una parte, quindi, c’è una riduzione, in termini assoluti, delle quantità di nicotina assunte dall’organismo, passando dalle sigarette tradizionali a quelle elettroniche, dall’altra, usando le sigarette elettroniche, si rischia di assumere quantità importanti di nicotina e che la nicotina crea la dipendenza dal fumo. In Gran Bretagna è stato valutato l’effetto delle sigarette elettroniche sulla disassuefazione, che ha evidenziato vantaggi rispetto all’utilizzo di altri metodi o alla disassuefazione senza ausili. Altre valutazioni hanno osservato che, per ogni aumento dell’1% dell’uso delle sigarette elettroniche, c’è un incremento dell’abbandono del fumo dello 0.05%. Tali dati indicherebbero un impatto molto limitato dell’impiego di questi dispositivi sulla disassuefazione. Nella sessione del Congresso dell’AIOM dedicata a questo argomento sono stati riportati anche dati molto allarmanti sull’evoluzione dell’impiego di questi dispositivi. Alcuni tipi di sigarette elettroniche sarebbero diventati, invece ce uno strumento per la disassuefazione, la causa dell’acquisizione dell’abitudine al fumo da parte di bambini e di adolescenti. Infatti, la proposta di sigarette elettroniche che rilasciano vapori con aromi graditi ai più giovani, avvicinerebbe al fumo soggetti che non hanno mai fumato in precedenza le sigarette tradizionali, ma che passerebbero in seguito a queste ultime. È stato presentato anche un progetto sviluppato dal Ministero della Salute insieme all’Istituto Superiore di Sanità, all’Università di Bari e ad alcuni Enti regionali. Il progetto ha avuto l’obiettivo di analizzare i componenti di molti dei liquidi usati nelle sigarette elettroniche. I risultati hanno indicato che il contenuto di nicotina quasi sempre non corrisponde a quello riportato nell’etichetta e che vi si ritrovano sostanze contaminanti potenzialmente tossiche, che vanno dall’acetaldeide ai metalli pesanti.

I dati e le informazioni presentati nella sessione del Congresso dell’AIOM dedicata alle sigarette elettroniche sono tutt’altro che tranquillizzanti. L’effetto positivo di questi dispositivi sulla disassuefazione dal fumo non è stato confermato in tutte le ricerche e si formulano ipotesi circa la tossicità di alcune sostanze che essi rilasciano. Se a queste informazioni si aggiungono i recenti riscontri, raccolti negli Stati Uniti, su decessi e gravi danni alla salute associati all’uso di sigarette elettroniche, si può ipotizzare che, prima o poi, si impongano limitazioni al loro impiego. 

Tommaso Sacco