Segni e sintomi del tumore del polmone: che cosa riferire al medico per una diagnosi precoce

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Segni e sintomi del tumore del polmone: che cosa riferire al medico per una diagnosi precoce

In Italia si stima che, nel 2020, ci siano stati circa 41.000 nuovi casi di cancro del polmone, dei quali 27.550 nei maschi e 13.300 nelle femmine. In ordine di frequenza, nel sesso maschile è la seconda neoplasia (14%), dopo quella della prostata, e nel sesso femminile la terza (7%). Le prevalenze più elevate di questo tumore nei maschi si registrano tra i 50 e i 69 anni (14%) e dopo i 70 anni (17%). È importante conoscere la frequenza del tumore del polmone, anche rispetto a sesso ed età, perché, come si chiarirà di seguito, nel pensare a questa malattia come causa di alcuni sintomi, è bene sapere qual è la probabilità che un individuo ne possa essere affetto in base a tali fattori. Sempre per quantificare il rischio che una persona ha di ammalare di questa neoplasia, si devono ricordare i fattori che ne favoriscono lo sviluppo. Ad esempio: se una tosse, come quelle descritte di seguito, si presenta in un maschio dai 50 anni in su, sarebbe bene fare qualche esame che permetta di escludere la presenza di questo tumore. Questo tipo di approccio si rende necessario perché le manifestazioni della malattia, quando ci sono, non sono specifiche e possono essere confuse con quelle delle infezioni delle vie aeree. Se poi la neoplasia è asintomatica, come può succedere spesso nelle fasi iniziali, la sua individuazione è affidata solo a periodici screening, anche questi programmati in base ai livello di rischio attribuibile a ciascun soggetto. D’altra parte, per il tumore del polmone, come e più che per altre neoplasie, la probabilità di successo delle cure è strettamente correlatae alla tempestività della diagnosi.  Di certo è di fondamentale importanza porre la massima attenzione ai segnali d’allarme che, quando sono presenti, non solo suggeriscono il sospetto diagnostico di un tumore del polmone, ma, se analizzati accuratamente, suggeriscono anche la sua localizzazione.

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Tosse dispnea (“fiatone”, affanno): i tumori che crescono verso l’interno del lume dei bronchi tendono a ostruirli, riducendo o impedendo il flusso dell’aria e la normale ventilazione dei polmoni a valle dell’ostruzione. Per le neoplasie che crescono in questo modo, ma anche per quelle che crescono verso l’esterno della parete dei bronchi e da lì li comprimono, i sintomi consistono in alterazioni della respirazione vale a dire, appunto, tosse e dispnea. Nelle forme più avanzate di sviluppo si può verificare un’insufficienza respiratoria. D’altra parte, dispnea e tosse possono essere provocate da molte patologie. La tosse può essere provocata dalle comuni malattie da raffreddamento o da infiammazioni croniche delle vie aeree, come quelle caratteristiche dei fumatori. Anche la dispnea può avere tante cause diverse, prima fra tutte la ridotta resistenza allo sforzo, comune nelle persone sedentarie e sovrappeso o obese. Importante è, quindi, comprendere quando, partendo da queste manifestazioni cliniche, si deve avviare un percorso di diagnosi che valuti anche la presenza di un tumore del polmone.

  • Se la tosse è persistente: le infezioni respiratorie provocano una tosse che tende a diminuire e a risolversi nel giro di alcune settimane. Se una tosse stizzosa (secca) o con catarro non si risolve in tre o quattro settimane, nonostante un adeguato trattamento antibiotico eventualmente associato a corticosteroidi, va cercata una causa diversa dalle infezioni, inserendo tra le ipotesi di diagnosi anche il cancro al polmone, soprattutto nelle persone di fasce di età caratterizzate da una maggiore prevalenza di tumore del polmone (vedi sopra) e in quelle con fattori di rischio (inserire link con scheda dedicata della parte statica).
  • Una tosse cronica che cambia: chi fuma può avere spesso periodi prolungati di tosse, più intensa al mattino. Se, rispetto a questa forma di tosse, se ne manifesta una più profonda o con un suono più rauco, il cambiamento va riferito al medico, con il quale si possono concordare approfondimenti diagnostici.
  • Tosse con sangue nello sputo (escreato ematico): piccole perdite di sangue associate alla tosse (emottisi) possono essere dovute anche a cause diverse dal tumore del polmone, ma molto raramente. Per questo, se le perdite di sangue sono anche saltuarie, ma si mantengono nel tempo, sono raccomandate verifiche specifiche. Anche per decidere approfondimenti diagnostici partendo dalla presenza di tale sintomo, è bene fare riferimento ad eventuali fattori di rischio di sviluppo della neoplasia rilevati nel singolo soggetto (inserire link con scheda dedicata della parte statica).
  • Se c’è una dispnea che non ha cause note: la dispnea, percepita dal soggetto come affanno o “fiatone”, può avere tante cause. Innanzitutto si può presentare quando una persona raggiunge un livello di attività fisica, anche solo salendo le scale, superiore a quello al quale è abituato. Varie malattie cardiovascolari, prima tra tutte lo scompenso cardiaco (inserire link con scheda dedicata della parte statica) possono provocare dispnea e ne può essere all’origine anche l’ansia. Se però, in un soggetto con dispnea, queste cause, e altre ancora, vengono escluse con opportuni accertamenti e il soggetto stesso ha fattori di rischio per lo sviluppo del tumore del polmone, è raccomandabile fare verifiche specifiche [2,3].

Se quelli finora elencati sono i sintomi d’allarme più frequenti, che vanno condivisi con il proprio medico di medicina generale per concordare l’esecuzione di esami diagnostici, se ne possono presentare anche altri, causati da specifiche forme di tumore del polmone.

  • Un dolore al torace: lesioni che si sviluppano in corrispondenza della parete del torace possono causare dolori percepiti in corrispondenza delle costole e esteso alle scapole e alla schiena. Si tratta di un dolore costante, che continua nel tempo e, se con un dito si preme nel punto dove si avverte il dolore, questo aumenta. Se la neoplasia coinvolge la pleura, oltre al dolore avvertito come una puntura e a volte peggiorato dalla respirazione e dalla tosse, c’è una dispnea che dipende dalla presenza di un eccesso di liquido nelle pleure. A complicare l’interpretazione del sintomo dolore c’è il fatto che, a volte, è intermittente e può risolversi perché il malato assume antinfiammatori e ciò può creare incertezze nell’interpretazione.

Se le manifestazioni sopra riportate, pur non essendo specifiche, hanno comunque un nesso più stretto con le strutture e la funzione dell’apparato respiratorio. Altre sono ancora più aspecifiche, cionondimeno sono di frequente riscontro nei malati con tumore del polmone.

  • Inappetenza (mancanza di appetito) e perdita di peso ingiustificata: anche per queste manifestazioni si deve andare per esclusione. Dopo avere verificato che la riduzione dell’appetito e il calo di peso non abbiano cause diverse, si può ipotizzare la presenza di una neoplasia e, a indirizzare le ricerche verso il tumore del polmone, dovrà essere l’eventuale presenza di manifestazioni specifiche come quelle finora elencate.

Dal 3 al 5%dei casi di tumore del polmone provoca una Sindrome di Pancoast. Essa è dovuta all’irritazione del plesso brachiale, un complesso di nervi, dovuta alla localizzazione della neoplasia nella parte alta di uno dei due polmoni (tumore di Pancoast). Questi quadri sono caratteristici per la presenza di manifestazioni particolari che si possono associare in una Sindrome definita di Claude-Bernard-Horner [4]:

  • restringimento delle pupille (miosi)
  • abbassamento della palpebra (ptosi)
  • occhio incavato (enoftalmo)
  • riduzione o assenza di sudorazione (ipoidrosi)
  • dolore e debolezza dei muscoli del braccio e della mano
  • voce rauca e tosse per danni al nervo laringeo ricorrente di sinistra
  • colorito bluastro (cianosi) e gonfiore del viso e possibile dilatazione delle vene del collo (turgore giugulare) se il tumore comprime la vena cava superiore [5].

Salvo quest’ultima forma rara di tumore del polmone, nella maggioranza dei casi la neoplasia si presenta con sintomi poco specifici, quando ci sono. Ciò fa sì che per un tempo più o meno lungo non vengano eseguiti esami che potrebbero rivelare la presenza della neoplasia e il ritardo della diagnosi limita molto le possibilità di guarigione. Quali le possibili soluzioni? Screening delle persone che hanno fattori di rischio e attenzione verso i segnali d’allarme, da riferire tempestivamente al medico di riferimento.

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