Segni e sintomi del cancro del colon e del retto: che cosa riferire al medico per una diagnosi precoce

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Segni e sintomi del cancro del colon e del retto: che cosa riferire al medico per una diagnosi precoce

Il cancro del colon-retto si sviluppa lentamente e possono trascorrere cinque anni prima che si manifesti con dei sintomi. Questo ritardo nella comparsa di manifestazioni cliniche che suggerirebbero approfondimenti diagnostici può diventare decisivo per la prognosi della neoplasia. Infatti, un tumore scoperto precocemente di solito risponde meglio alle cure, aumentando sensibilmente la probabilità di ottenere una guarigione completa. Per tali motivi è importante porre la giusta attenzione ai segni e ai sintomi del cancro del colon-retto, riferendoli al proprio medico curante, che pianificherà un adeguato percorso di diagnosi.

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Sangue occulto nelle feci: una della prime manifestazioni del cancro del colon-retto può essere “occulta”. Essa consiste, infatti, nella perdita di piccolissime quantità di sangue dalla lesione neoplastica, che si mescolano alle feci e non risultano visibili nelle stesse. L’unico modo per rilevare il sangue nelle feci è quello di sottoporle a un esame di laboratorio denominato sangue occulto fecale. Si tratta di un test talmente efficace nell’individuare precocemente il tumore che è alla base della maggior parte dei programmi di screening del cancro del colon-retto. In Italia molte Regioni hanno attivato tali programmi per la popolazione generale a partire dai 50 anni di età, ma negli Stati Uniti si tende a raccomandarlo già dai 45 anni. Non sempre gli screening del cancro del colon-retto raccolgono le adesioni che dovrebbero, anche per un’inadeguata informazione.

Ematochezia: con questo termine si indica la presenza visibile di sangue nelle feci. Questa manifestazione suscita certamente più allarme di altre, ma non è detto che indirizzi direttamente verso una diagnosi di cancro del colon-retto, perché altre malattie più comuni ne possono essere all’origine. L’ematochezia si associa più spesso al tumore quando è localizzato negli ultimi tratti del colon o nel retto. Il sangue appare di colore rosso brillante e a volte sembra “colorare” la superficie delle feci.

Feci “a matita”: a volte le feci assumono questa forma, allungata e sottile, per la presenza negli ultimi tratti dell’intestino di un restringimento dovuto al cancro.

Stipsi: una riduzione della frequenza delle evacuazioni si può associare al cancro del colon-retto, ma anch’essa non sempre indirizza subito verso la diagnosi di questa patologia, perché, soprattutto nelle fasce di età più avanzate, che sono anche quelle nelle quali aumenta la prevalenza del tumore, è molto diffusa la stipsi funzionale, che dipende da un’alterata funzione del colon e del retto. C’è però una modalità di presentazione della stipsi che dovrebbe sempre suscitare la massima attenzione: la riduzione improvvisa della frequenza delle evacuazioni, non giustificata da cambiamenti dell’alimentazione e delle abitudini di vita, in persone che fino a quel momento sono andate di corpo sempre regolarmente. La stipsi caratteristica del cancro del colon-retto è spesso dovuta a una crescita della neoplasia verso l’interno del lume. Gli ultimi tratti del colon posti a sinistra dell’addome hanno un diametro minore del lume, rispetto al colon ascendente e trasverso. Ciò fa sì che le lesioni che tendono a svilupparsi su tutta la circonferenza dell’organo provocando sintomi da ostruzione, rallentando il passaggio del materiale fecale.

Diarrea: anche la diarrea si può associare al tumore del colon-retto, ma con una frequenza molto più bassa della stipsi.

Sensazione di mancato svuotamento dell’intestino: sintomo abbastanza tipico che viene avvertito appunto come un incompleto svuotamento dell’ultima parte dell’intestino dopo l’evacuazione delle feci.

Tenesmo: è un sintomo che consiste in una sensazione di spasmo della zona anale, accompagnato da una sensazione di bisogno urgente di evacuare l’intestino.

Ostruzione intestinale: per le differenze anatomiche appena descritte tra i primi e gli ultimi tratti del colon è più facile che le neoplasie localizzate nel colon discendente, nel sigma e nel retto diano luogo a un’ostruzione del passaggio delle feci. Questo è un sintomo molto evidente e che stimola esecuzione di esami diagnostici, ma purtroppo spesso lo provocano tumori in fase avanzata, più difficili da rimuovere e da guarire.

Dolore addominale: localizzazione e gravità del dolore provocato dal cancro del colon-retto variano ampiamente. Spesso è poco intenso e per questo non suscita allarme.  Altre volte si presenta come crampi ed è più persistente.

 Astenia, anemia, inappetenza, calo di peso e febbre:  sono manifestazioni aspecifiche del cancro del colon-retto, nel senso che molte altre malattie le possono provocare e ciò fa sì che non sempre spingano a ricercare la presenza di questa neoplasia. Quando coesistono anemia, stanchezza, febbricola, dolore alla parte destra dell’addome e calo di peso, in particolare in soggetti con fattori di rischio per lo sviluppo del cancro del colon-retto, si può ipotizzare una sua localizzazione al colon ascendente.              

Anche se, come sopra riportato, molti dei segni e dei sintomi elencati in precedenza possono essere causati anche da patologie non tumorali, è sempre bene riferirli al medico, riportando anche tempi di comparsa e andamento.  Tanto più importante è porre attenzione a queste manifestazioni se si ha uno o più dei seguenti fattori di rischio per lo sviluppo della neoplasia.

Età: aumentando l’età cresce il rischio di sviluppare il tumore. Oltre il 90% delle persone affette da tumore del colon ha più di 50 anni.

Abitudini di vita: comprendono i fattori dietetici, il sovrappeso o l’obesità e il diabete, la ridotta attività fisica e il fumo.

Malattie infiammatorie croniche intestinali: chi è affetto da rettocolite ulcerosa o da morbo di Crohn, ha un rischio aumentato di sviluppare un cancro del colon-retto.

Presenza di polipi: maggiore è il numero di polipi, più elevato è il rischio che uno di essi si trasformi in un carcinoma, quindi sarebbe opportuno che chi ha polipi si sottoponesse a controlli adeguati.

Familiarità e fattori genetici: quasi un terzo dei tumori del colon si presenta in persone che hanno nella famiglia altri casi di questa neoplasia, e a volte sono dovuti a vere e proprie Sindromi ereditarie.

Combinando tutte le informazioni disponibili, si concorderanno con il medico gli opportuni approfondimenti diagnostici.

Bibliografia

  • Sleisenger and Fordtran’s Gastrointestinal and Liver Disease, 11th Edition; JJ Garber e DC. Colorectal Cancer; 2108-2152.
  • Associazione Italiana di Oncologia Medica. Linee guida Tumori Del Colon; Edizione 2021; https://snlg.iss.it/wp-content/uploads/2021/11/LG-146_Colon_agg2021.pdf
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