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Segnalato il rischio di cancro associato all’impiego di alcuni lassativi di tipo erboristico

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Segnalato il rischio di cancro associato all’impiego di alcuni lassativi di tipo erboristico

L’Agenzia Europea per la Sicurezza del Cibo, un’Agenzia pubblica dedicata alla valutazione della sicurezza di alimenti e supplementi nutrizionali, ha pubblicato un documento che segnala il rischio di sviluppo di cancro associato all’uso protratto di lassativi a base di estratti di senna, rabarbaro e aloe.

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L’Agenzia Europea per la Sicurezza del Cibo (in inglese: European Food Safety Agency - EFSA) ha pubblicato un documento in cui segnala il rischio di promuovere lo sviluppo di vari tipi di cancro, fra i quali quello del colon e del retto, da parte di una sostanza denominata idrossiantracene. L’idrossiantracene è presente nelle radici, nelle foglie, nella corteccia e nei semi di piante come senna, rabarbaro e aloe. Evidenze raccolte in studi eseguiti su animali hanno dimostrato che tale sostanza può provocare tumori nell’intestino. Il gruppo di esperti ai quali è stato affidato il compito di valutare l’effetto di alcune componenti di piante sulle cellule umane ha rilevato che sostanze come l’emodina, l’aloe-emodina, e una sostanza dalla struttura simile denominata dantrone, sono in grado di danneggiare i geni. Inoltre, hanno osservato che estratti di aloe possono essere tossici per i geni probabilmente per la presenza, in tali estratti, dell’idrossiantracene. L’aloe-emodina ha mostrato di danneggiare i geni in modelli animali e all’estratto della foglia di aloe è stato attribuito un potere cancerogeno. Dati epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio del cancro del colon e del retto associato, in generale, con l’uso di lassativi, molti dei quali contengono derivati dell’idrossiantracene. Considerando la possibile presenza di aloe-emodina e di emodina negli estratti di aloe, il gruppo di esperti ha concluso che i derivati dell’idrossiantracene dovrebbero essere considerati genotossici e cancerogeni, nonostante alcune evidenze contrarie. Gli esperti non sono stati in grado di indicare limiti giornalieri di assunzione di idrossiantracene che evitino gli effetti dannosi che questa sostanza ha dimostrato in laboratorio.

Nel sentire comune, ai prodotti a base di erbe non vengono associati i rischi di effetti indesiderati attribuiti ai farmaci, perché essi sono naturali e, quindi, meno dannosi di molecole sintetizzate in laboratorio. Per questo, per affrontare problemi come la stitichezza tante persone si affidano a prodotti erboristici. La letteratura scientifica ha sempre documentato i rischi che si associano anche al consumo abituale di prodotti erboristici. Questo documento dell’EFSA, un’Agenzia pubblica dedicata alla valutazione della sicurezza di alimenti e supplementi nutrizionali, fornisce un’ulteriore evidenza di possibili danni per l’organismo provocati da preparati oggi molto in voga come quelli a base di aloe. D’altra parte, questo tipo di avvertenza non vuol dire necessariamente che i prodotti di questo tipo vadano evitati, ma piuttosto che vanno assunti con opportune cautele.

Tommaso Sacco

Fonte: Safety of hydroxyanthracene derivatives for use in food; EFSA Journal, 2018; 16(1): 5090.