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Lo screening eseguito con un tipo particolare di tomografia ha ridotto la mortalità da cancro del polmone

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Lo screening eseguito con un tipo particolare di tomografia ha ridotto la mortalità da cancro del polmone

Uno studio multicentrico eseguito in Olanda e in Belgio ha valutato l’efficacia dello screening per la diagnosi precoce del cancro del polmone. I risultati ottenuti hanno dimostrato che, in soggetti ad alto rischio di sviluppare questa neoplasia, uno screening con tomografia volumetrica polmonare a bassa dose riduce in maniera statisticamente significativa il rischio di decesso.

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Mentre sull’efficacia dello screening per la diagnosi precoce del cancro del colon-retto c’è una grande mole di dati e tale approccio viene applicato abitualmente nella maggior parte delle Regioni italiane, non si disponeva, prima di questo nuovo studio, di evidenze altrettanto conclusive circa la diagnosi precoce del tumore del polmone. D’altra parte, quella del polmone è la neoplasia che provoca più decessi nel Mondo, con una mortalità del 18.4%. Solo il 15% delle persone che ricevono questa diagnosi sopravvivono fino a 5 anni dalla stessa, perché circa il 70% di loro presenta una forma avanzata quando il tumore viene individuato. Nonostante la diffusione del fumo si sia ridotta nei Paesi dell’occidente, dal 17 al 28% degli adulti tuttora fuma e si inizia a fumare da giovani. Lo studio eseguito fra Olanda e Belgio è iniziato nel 2000 e ha confrontato l’efficacia, nell’individuare il cancro del polmone in soggetti ad alto rischio, dello screening con una tomografia volumetrica polmonare a bassa dose rispetto a non sottoporsi ad alcuno screening. La valutazione è avvenuta su un tempo di osservazione di dieci anni. L’acronimo dello studio è stato NELSON, facendo riferimento al nome per esteso formulato nella lingua locale. Un totale di 13.195 maschi (analisi primaria) e 2594 femmine (analisi del sottogruppo), di età compresa fra 50 e 74 anni, è stato assegnato in ordine casuale al gruppo da sottoporre allo screening o a quello che non vi è stato sottoposto. Lo screening ha previsto l’esecuzione di una tomografia volumetrica polmonare a bassa dose ad un tempo iniziale e dopo 1, 2 e 5.5 anni. I principali dati raccolti sono stati: l’eventuale diagnosi di tumore e la data e la causa di un eventuale decesso, ottenuti analizzando i Registri Nazionali olandese e belga e chiedendo, quando possibile, una conferma della causa di morte al Comitato di Revisione. Un periodo minimo di osservazione di dieci anni è stato completato per tutte le persone coinvolte entro il 31 dicembre 2015. Per quanto riguarda i maschi, l’aderenza media allo screening con tomografia volumetrica polmonare a bassa dose è stata del 90.0% e, in media, nel 9.2% dei soggetti sottoposti allo screening è stata eseguita una seconda tomografia dopo quella iniziale. La frequenza complessiva dei controlli per noduli sospetti è stata del 2.1%. Dopo dieci anni di osservazione, l’incidenza del cancro del polmone è stata di 5.58 casi per 1000 soggetti ogni anno nel gruppo sottoposto allo screening e di 4.91 casi per 1000/anno in quelli che non vi sono stati sottoposti, mentre la media dei decessi è stata di 2.50 e 3.30, rispettivamente nei due gruppi. Fra il gruppo sul quale è stato eseguito lo screening e quello di confronto, il rapporto cumulativo di frequenza dei decessi per tumore del polmone a dieci anni è stato di 0.76 (intervallo di confidenza al 95% 0.61-0.94) e valori simili sono stati ottenuti dopo 9 e 8 anni di osservazione. Fra le donne il rapporto di frequenza è stato di 0.67 (intervallo di confidenza al 95% 0.38-1.14) a dieci anni, di 0.52 a nove anni e di 0.41 a sette anni. L’insieme di questi dati indica che lo screening ha fatto individuare più casi di cancro, ma che i decessi dovuti alla neoplasia sono stati ridotti del 24% nei maschi e del 33% nelle femmine, perché diagnosticati in uno stato meno avanzato e più sensibili alle cure.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che i risultati del loro studio hanno dimostrato una riduzione statisticamente significativa del rischio di decesso da cancro del polmone, in soggetti ad alto rischio, sottoposti a screening con tomografia volumetrica polmonare a bassa dose. Inoltre, tale esame ha permesso di ridurre rischi rilevati con altri approcci diagnostici come quelli dei falsi positivi e dell’esecuzione di procedure di diagnosi non necessarie.

I risultati di questo studio, pubblicati su una delle riviste scientifiche più prestigiose del mondo sono molto importanti. Finora non sono stati attivati su larga scala programmi di screening per il cancro del polmone perché le evidenze disponibili sulle procedure diagnostiche applicate non erano giudicate decisive. La speranza è che questi dati convincano gli amministratori della Sanità ad attivare programmi di screening che permettano di ridurre drasticamente le diagnosi tardive di cancro del polmone e i decessi che da esse dipendono.

Tommaso Sacco

Fonte: Reduced Lung-Cancer Mortality with Volume CT Screening in a Randomized Trial; New England Journal of Medicine 2020;382:503-13.