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Rilevato un aumento di rischio di cancro del polmone e del colon-retto nei superstiti dell’Olocausto

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Rilevato un aumento di rischio di cancro del polmone e del colon-retto nei superstiti dell’Olocausto

Da sempre le sollecitazioni mentali provocate da eventi di vita drammatici sono state poste in relazione con lo sviluppo dei tumori. Uno studio ha valutato il rischio di cancro in una popolazione di soggetti sopravvissuti all’Olocausto durante la seconda guerra mondiale.

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Sadetzki e colleghi hanno valutato la frequenza di tumori in una popolazione complessiva di 152.622 persone. Di queste, alcune, essendo sopravissute all’Olocausto e alle persecuzioni in Paesi occupati dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, avevano subito delle forti sollecitazioni mentali, mentre altri le avevano evitate vivendo in Nazioni non occupate. L’analisi statistica ha valutato il rischio di sviluppare tumori a partire dal 1° gennaio 1960, come data di immigrazione in Israele, al 31 dicembre 2006. La frequenza del cancro è stata del 22% in quelli vittime di Olocausto e persecuzioni e del 16% in coloro che non avevano subito questi traumi. La differenza statistica è stata altamente significativa: p<0.0001. Anche considerando nell’analisi variabili come data di nascita, sesso, paese di origine e data di immigrazione si è confermata la differenza di rischio significativo fra i due gruppi. Il tumore del quale si è rilevata la frequenza più elevata è stato quello del polmone (+37%; p=0.008) seguito da quello del colon-retto (+12%; p=0.07). Gli autori hanno concluso che i risultati ottenuti hanno dimostrato un aumento consistente della frequenza di tumori nei sopravvissuti all’Olocausto sottoposti a persecuzioni e privazioni. Questo, a loro parere, contribuisce alle conoscenze finora acquisite sulle conseguenze per la salute di sollecitazioni psicologiche così intense.

Nello stesso numero della rivista nel quale è stato pubblicato l’articolo di Sadetzki e colleghi, Electra Paskett ha pubblicato un editoriale che sottolinea che eventi orrendi, come l’Olocausto, non esauriscono il loro effetto nel momento in cui terminano, ma continuano a ripercuotersi sulla salute delle vittime per decenni. Per ribadire il nesso fra questo tipo di sollecitazione e il rischio di sviluppare il cancro, l’editoriale cita altre calamità, come gravi carestie e pesanti discriminazioni.

Tommaso Sacco

Fonte: Cancer risk among Holocaust survivors in Israel-A nationwide study; Cancer, 2017, July 10.