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Rilevata un’associazione fra la steatosi non alcolica del fegato e il cancro del colon-retto

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Rilevata un’associazione fra la steatosi non alcolica del fegato e il cancro del colon-retto

Una malattia metabolica del fegato denominata malattia del fegato grasso non alcolica (in inglese Nonalcoholic Fatty Liver Disease: NAFLD) è stata posta in relazione con il rischio di sviluppo di cancro del colon-retto. Uno studio clinico ha confermato questa associazione.

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La malattia del fegato grasso, o steatosi, consiste nell’accumulo anomalo di grasso nell’ambio del parenchima del fegato. In generale, tale alterazione dipende da un’incapacità del fegato di smaltire prodotti del metabolismo che vengono immagazzinati nelle cellule e che, con il tempo, possono dar luogo a infiammazione. La steatosi può conseguire a un’eccessiva assunzione di alcol, ma si può verificare anche in persone che non eccedono in tale abitudine. In questo caso si chiama, appunto, malattia del fegato grasso non alcolica. Una forma evolutiva, rispetto alla NAFLD, è la steatoepatite non alcolica (Non Alcoholic Steatoepatitis: NASH). In questa patologia, oltre all’accumulo di grasso, nel fegato si sviluppa un’infiammazione, che può, in alcuni casi, evolvere ulteriormente in cirrosi. Era stata già dimostrata l’associazione fra la NAFLD e il rischio di sviluppo di polipi adenomatosi del colon, mentre mancavano evidenze circa un’eventuale relazione fra NAFLD e cancro del colon-retto. Per tale motivo Cho e colleghi hanno valutato se esisteva un’associazione fra la gravità della NAFLD, rilevata studiando al microscopio le biopsie del fegato, e la presenza di neoplasie del colon-retto in fase avanzata. Sono stati arruolati nella ricerca soggetti di età superiore o uguale a 18 anni che, fra il 2013 e il 2018, si sono sottoposti a una colonscopia di screening e che appartenevano a una casistica con NAFLD confermata con esame istologico. È stata definita come neoplasia avanzata del colon-retto un polipo adenomatoso di diametro superiore a 10 mm che, all’esame istologico, presentava un elevato grado di displasia o caratteristiche da adenocarcinoma. Dei 476 soggetti nei quali si sospettava la presenza della NAFLD su base clinica, 379 hanno ricevuto una conferma di tale diagnosi dopo l’analisi di biopsia del fegato. Novantasette non avevano NAFLD quindi sono stati considerati come gruppo di controllo. La frequenza di neoplasia del colon-retto in fase avanzata è stata dell’11.1% (53 casi su 379). In particolare, le persone con questa forma di cancro del colon-retto avevano un grado di danno al fegato dal NAFLD più elevato (p=0.004) e un livello di fibrosi più grave (p=0.044), rispetto ai soggetti con esito negativo della colonscopia o con polipi adenomatosi meno avanzati. Con una specifica analisi statistica si è verificato che la steatoepatite non alcolica, era un fattore che, in maniera indipendente da altri, aveva aumentato il rischio di sviluppo di polipi del colon-retto (rapporto di probabilità 2.08; intervallo di confidenza al 95% 1.12-3.86; p=0.020) o di tumori del colon-retto in fase avanzata (rapporto di probabilità 2.81; intervallo di confidenza al 95% 1.01-7.87; p=0.049).

Nelle conclusioni gli autori hanno enfatizzato l’associazione fra NASH e rischio di sviluppo del cancro avanzato del colon-retto nel paziente con NAFLD. In termini pratici, questo dovrebbe suggerire ai medici di eseguire uno screening del cancro del colon-retto nelle persone con NASH.   

Tommaso Sacco

Fonte: Nonalcoholic steatohepatitis is associated with a higher risk of advanced colorectal neoplasm; Liver International, 2019 Sep;39(9):1722-1731.