MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Rettocolonscopie che durano di più sono più efficaci nell’individuare i tumori

Notizia

PUBBLICATO

Rettocolonscopie che durano di più sono più efficaci nell’individuare i tumori

Uno studio recente ha dimostrato che le rettocolonscopie nelle quali il recupero dello strumento dura di più sono più efficaci nell’individuare forme di tumore denominate adenoma del colon e del retto.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

La rettocolonscopia è un esame impegnativo. Esso comporta una fase in cui l’endoscopio viene inserito nell’intestino e fatto risalire dall’ano fino alla prima parte dell’intestino crasso o colon e di una seconda fase in cui lo strumento viene estratto progressivamente dall’operatore. Sia nella prima, che nella seconda fase, l’endoscopista osserva la superficie interna dell’intestino alla ricerca di danni, lesioni o tumori. Durante l’inserimento, però, ci sono momenti in cui la visione non è completa perché le pareti non sono adeguatamente dilatate, tanto è vero che l’operatore inserisce aria attraverso lo strumento per distenderle. Ritirando lo strumento, si attraversa un intestino ormai abbastanza dilatato dall’aria precedentemente rilasciata e, quindi, l’osservazione della superficie interna dell’organo tende a essere più chiara. Il problema però è che, nella fase di inserimento, l’aria immessa nell’intestino, e la conseguente dilatazione delle pareti, possono aver provocato disagio o dolore a chi è sottoposto all’esame. Inoltre i tempi di inserimento dell’endoscopio nell’intestino possono allungarsi se la forma dell’intestino, con le sue pieghe e curve, costringe l’operatore a manovre complesse. Tutto ciò significa che, quando inizia l’estrazione dello strumento, la persona esaminata non vede l’ora che la rettocolonscopia termini.

Uno studio, pubblicato da un gruppo di endoscopisti statunitensi, ha preso in considerazione 76.810 rettocolonscopie eseguite in sei anni, dal 2004 al 2009 da 51 operatori diversi. La durata media della fase di recupero dello strumento è stata di 8.6 ± 1.7 minuti e la percentuale complessiva di diagnosi di tumori in forma di adenoma è stata del 25% ± 9%. Ponendo in relazione il tempo impiegato per estrarre l’endoscopio con la frequenza di individuazione delle lesioni si è rilevato che a tempi più lunghi corrispondeva una maggiore probabilità di rilevare il tumore.

Un risultato di questo tipo è importante per gli operatori perché suggerisce loro di non affrettare l’estrazione dello strumento, in quanto ciò aumenterebbe il rischio di non individuare lesioni. Inoltre, i risultati dello studio contengono un messaggio anche per i malati che si sottopongono alla rettocolonscopia: alcuni minuti di pazienza in più possono rendere molto più efficace l’esame.

Tommaso Sacco

Fonte: Longer Withdrawal Time Is Associated With a Reduced Incidence of Interval Cancer After Screening Colonoscopy; Gastroenterology, Volume 149, Issue 4, October 2015, pp. 952-957