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Quali problematiche pone il tumore metastatico del colon-retto e quali sono le soluzioni disponibili: diagnosi e strategie

Intervista |time pubblicato il
Quali problematiche pone il tumore metastatico del colon-retto e quali sono le soluzioni disponibili: diagnosi e strategie

Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più frequenti, ma è anche una di quelle nelle quali, ottimizzando la gestione, si ottengono i risultati migliori. L’ideale è prevenirlo aderendo ai programmi di screening. Nelle forme diagnosticate precocemente la guarigione è più facile da ottenere, ma, con i trattamenti oggi disponibili, si raggiungono buoni risultati anche nelle forme con metastasi. Carmelo Pozzo, Professore di oncologia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, illustra, in una serie di interviste, come può essere ottimizzata la gestione di questa forma di tumore. La prima intervista è dedicata alla diagnosi e all’impostazione dei diversi approcci.

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Nell’intervista si ricorda come i sintomi del tumore del colon-retto possano essere generici e, quindi, a volte, indirizzino inizialmente verso malattie diverse dal cancro. Questo determina perdite di tempo, che si ripercuotono negativamente sull’efficacia degli approcci successivi. Sarebbe invece importante che i primi sintomi suscitassero l’attenzione del medico verso il rischio di un tumore, almeno nelle persone che hanno fattori di rischio come, ad esempio, casi di cancro del colon-retto in famiglia. Meglio ancora, spiega Carmelo Pozzo, sarebbe aderire ai programmi di screening che permettono di individuare la neoplasia anche nelle persone senza sintomi. Se queste strategie non hanno successo, la diagnosi del tumore si formula quando sono già presenti, oltre alla lesione iniziale, anche metastasi. Un cancro metastatico del colon-retto va affrontato con un approccio multidisciplinare che coinvolga oncologo, chirurgo, radioterapista e altri specialisti che possano contribuire a ottimizzare la gestione. Questa, a sua volta, dipende da come si presenta il tumore. Si possono creare necessità diverse nei malati che presentano sintomi e in quelli che non ne hanno. Ad esempio una persona che a causa di un cancro del colon-retto sviluppi una difficoltà di passaggio del contenuto intestinale nel lume o una vera o propria occlusione, può richiedere un intervento d’urgenza. Questa è, in alcuni casi, una priorità assoluta, ma è importante che, nell’eseguire l’intervento, si pongano in atto tutte le soluzioni utili a gestire al meglio la neoplasia nelle fasi successive. Infatti, un’accurata valutazione del tumore e dei linfonodi asportati, fornisce informazioni decisive per orientare le cure successive.

Redazione Fondazione Cesare Serono