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Prevista in Europa un’elevata frequenza di tumori attribuibili al consumo di alcol

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Prevista in Europa un’elevata frequenza di tumori attribuibili al consumo di alcol

La Società Europea di Gastroenterologia ha pubblicato un rapporto nel quale segnala che, considerato il consumo di alcol registrato nei Paesi europei, è atteso un sensibile aumento dei casi di tumori che dipendono in vario modo da tale consumo.

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Nell’introduzione al documento Marris Jesse, Vice Segretario Generale per la Sanità dell’Unione Europea, segnala che l’Europa è la regione del Mondo nella quale si consumano più bevande alcoliche e, come risultato, in questo continente si registra la maggiore frequenza di malattie e di decessi dovuti all’alcol. Per questo, iniziative come quella della Società Europea di Gastroenterologia sono benvenute in quanto possono indicare ai politici le priorità nell’affrontare i pericoli per la salute dovuti all’assunzione di alcol. Michael Manns, Presidente della Gastroenterologia dell’Unione Europea, ha aggiunto che, in particolare fra gli obiettivi della riduzione del consumo di alcol, c’è la diminuzione della frequenza di tumori dell’apparato gastroenterico. Nel rapporto, si precisa che in Europa si consumano l’equivalente di 9 litri di alcol puro all’anno per cittadino, mentre in America se ne assumono poco più di 8 e nell’area del pacifico meno di 5. Fin dai primi decenni del 1900 si sono raccolte evidenze circa il ruolo dell’alcol nel favorire lo sviluppo di tumori di bocca, faringe, laringe, esofago, stomaco, colon-retto e fegato. Uno studio recente ha confermato che l’alcol è la causa diretta di circa 57.600 casi di cancro dei primi tratti dell’apparato gastroenterico, del colon-retto e del fegato nei maschi e di 21.500 casi nelle femmine. Nel sesso maschile il 57% dei casi di tumore attribuiti all’alcol si presenta in persone che bevono più di 2 bevande alcoliche al giorno. Fra i problemi segnalati nel rapporto c’è quello della mancata consapevolezza del rischio di cancro associato all’alcol: 9 persone su 10 non lo conoscono. Alcune informazioni contenute nel rapporto dovrebbero essere adeguatamente divulgate per aumentare la consapevolezza del rischio. L’assunzione di una sola bevanda alcolica al giorno aumenta il rischio di cancro dell’esofago, da 1 a 4 “dosi” si associano a maggiore probabilità di sviluppare un tumore del colon-retto e 4 o più incrementano la frequenza di tumori di stomaco, pancreas e fegato. Ciò, in qualche modo, contraddice la percezione comune secondo la quale l’organo più sensibile ai danni provocati dall’alcol sia il fegato, visto che a favorire lo sviluppo di tumori, ad esempio, di stomaco e di colon-retto sono dosi inferiori a quelle che determinano lo stesso effetto sul fegato. A fronte di queste indicazioni generali, c’è da precisare che l’Italia è uno dei Paesi Europei con la minore quantità stimata di consumo di alcol, ma si tratta di valori medi e non vuol dire che, anche nel nostro Paese, non ci sia un’importante quota di individui che assume quantità di alcol a rischio di favorire lo sviluppo dei tumori. In particolare, per quanto riguarda il tumore del colon e del retto, se è indubbio che l’assunzione di alcol aumenti il rischio, non si dispone di evidenze definitive circa i meccanismi che sono alla base di tale relazione. L’ipotesi più probabile è che, mentre per i tumori dei primi tratti dell’apparato gastroenterico il contatto diretto fra alcol e tessuti attiva meccanismi che favoriscono la formazione del cancro, nel caso di quello del colon e del retto il metabolismo dell’alcol nel fegato produrrebbe molecole che, a loro volta, promuoverebbero lo sviluppo del tumore.

Nel rapporto si raccomanda l’attivazione di progetti che, informando meglio le persone, ne aumentino la consapevolezza circa il rischio di cancro dovuto all’alcol e, in questo modo, riducano il consumo di bevande che lo contengono.

Tommaso Sacco

Fonte: United European Gastroenterology