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Prevenzione dei tumori: i programmi proposti dal Servizio Sanitario Nazionale

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Prevenzione dei tumori: i programmi proposti dal Servizio Sanitario Nazionale

In Italia, in base a indicazioni del Ministero della Salute, il Servizio Sanitario Nazionale propone di partecipare gratuitamente a programmi di screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del seno e del collo dell’utero e del tumore del colon e del retto.

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In campo oncologico, i programmi di screening consistono nell’esecuzione periodica di esami capaci di individuare la presenza di un tumore in persone che non manifestano ancora i sintomi della malattia e, quindi, di selezionare quelle che devono essere sottoposte a ulteriori accertamenti. I programmi di screening si rivolgono alle persone che hanno un rischio maggiore di sviluppare un certo tipo di tumore per fattori come l’età o la presenza in famiglia di casi di quel tipo di cancro. Il valore dello screening sta nel fatto che gli esami sono eseguiti quando non ci sono ancora segni o sintomi della malattia, per individuare tumori in una fase precoce di sviluppo. Abitualmente i tumori diagnosticati in tale fase si curano meglio e, con i trattamenti attuali, possono guarire del tutto. Per fortuna esistono esami di screening efficaci per alcune fra le forme di cancro più diffuse e questo permette di combatterle efficacemente.

Il Servizio Sanitario Nazionale raccomanda a tutte le donne di aderire ai programmi di screening per i tumori propri del sesso femminile, ossia il tumore del seno e il tumore del collo dell’utero (cervice), e sia agli uomini sia alle donne di aderire al programma di screening per il tumore del colon e del retto, diffuso che ha una discreta frequenza in entrambi i sessi.

Partecipare allo screening è facile. Le persone che rientrano nella fascia di età prevista dallo screening ricevono a casa una lettera d’invito dalla propria Azienda Sanitaria Locale (ASL), nella quale il programma viene presentato, con un appuntamento presso il centro di riferimento di zona e istruzioni riguardanti l’esecuzione dell’esame. Chi non avesse mai ricevuto l’invito o non avesse ancora aderito al programma e pensa di rientrare nelle categorie coinvolte negli screening, può telefonare alla propria ASL per fissare un appuntamento oppure chiedere informazioni al medico di medicina generale.

Lo screening è gratuito e non richiede una specifica richiesta del medico di medicina generale o di uno specialista. Per sottoporsi l’esame di screening è sufficiente presentarsi presso la ASL locale con la lettera d’invito e la tessera sanitaria e, a seconda del tipo di screening, si riceveranno le istruzioni relative. Se il risultato dell’esame di screening sarà negativo, cioè non si rileveranno segni o evidenze della presenza del tumore, l’esito sarà comunicato nell’arco di alcune settimane con una lettera. Se l’esito dell’esame fosse dubbio o positivo, l’ASL contatterà la persona per concordare ulteriori approfondimenti.

Il programma di screening per la prevenzione del tumore al seno si rivolge alle donne di età compresa tra 50 e 69 anni e prevede l’esecuzione di una mammografia ogni 2 anni. La mammografia è un esame radiologico del seno che permette di identificare noduli di dimensioni inferiori a 1 cm, non ancora percepibili palpando il seno.

I programmi di screening per i tumori del collo dell’utero riguardanole donne di età compresa tra 25 e 65 anni e consistono nell’esecuzione del Pap-test ogni 3 anni o dell’esame per la ricerca del Papillomavirus umano (in inglese, Human Papilloma Virus: HPV) ogni 5 anni. Il Pap-test è un esame semplice e non doloroso, che si esegue prelevando con uno strumento apposito un campione di cellule dalla superficie del collo dell’utero; le cellule prelevate vengono poi applicate su un vetrino e osservate al microscopio per identificare la presenza di eventuali alterazioni. Il test dell’HPV si esegue in maniera simile al Pap-test, con la differenza che le cellule prelevate non vengono osservate al microscopio, ma sottoposte a un esame di laboratorio per la ricerca del virus. Il test dell’HPV può essere eseguito come esame di screening al posto del Pap-test perché molti studi hanno dimostrato che esso identifica precocemente un numero superiore di alterazioni dei tessuti del collo dell’utero, rispetto al Pap-test. Il test dell’HPV è raccomandato dopo i 30-35 anni perché nelle donne più giovani le infezioni da HPV sono molto frequenti, ma nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente.

Gli esami utilizzati per lo screening del tumore del colon retto sono la ricerca del sangue occulto nelle feci e la rettosigmoidoscopia, da effettuare ogni 2 anni a partire dai 50 anni di età. La ricerca del sangue occulto nelle feci è l’esame utilizzato dalla quasi totalità dei programmi di screening. E’ molto semplice e consiste nella raccolta di un campione di feci, che viene poi analizzato in laboratorio per verificare la presenza di tracce di sangue non visibili. La rettosigmoidoscopia, utilizzata da una piccola parte dei programmi di screening attivi sul territorio italiano, è come la retto colonscopia, ma limitata al retto e all’ultimo tratto del colon, denominato sigma.

La partecipazione ai programmi di screening non è obbligatoria, ma è molto raccomandata perché può aiutare a salvare molte vite.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonti: Ministero della Salute