La prevenzione primaria e secondaria del melanoma

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La prevenzione primaria e secondaria del melanoma

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La prevenzione in medicina deve essere considerata un’arma fondamentale al servizio dei cittadini per evitare l’esposizione a comportamenti a rischio e ai medici per effettuare tempestivamente una diagnosi precoce e agire per arginare o curare la malattia. In dermo-oncologia è molto utile per prevenire o diagnosticare precocemente i tumori cutanei, in particolare il melanoma.

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Il melanoma cutaneo è un tumore che deriva dalla trasformazione tumorale dei melanociti, un tipo di cellule presenti a livello della cute. I melanociti hanno la funzione di produrre la melanina, un pigmento protettivo dai possibili effetti dannosi dei raggi solari. In condizioni normali i melanociti possono formare degli agglomerati scuri visibili sulla superficie della pelle, ciò che comunemente definiamo nei (nevi nel linguaggio medico).

La prevenzione di questa neoplasia– che ha un’incidenza in Italia compresa fra i 12 e i 20 casi ogni 100.000 abitanti – viene differenziata in primaria e secondaria.

Prevenzione primaria

La prevenzione primaria del melanoma cutaneo è utile per ridurre le cause che possono provocarne la comparsa, evitando l’esposizione incongrua ai raggi ultravioletti naturali (derivanti dal sole) o a quelli artificiali (da lampade e lettini abbronzanti).

Che cosa si può fare nel quotidiano?

  • Non esporsi al sole nelle ore più calde della giornata e proteggersi con cappelli e filtri solari adeguati
  • Evitare le scottature in particolare in giovane età

L’esposizione eccessiva al sole inoltre può risultare altamente nociva per la pelle poiché è causa di:

  • Invecchiamento cutaneo precoce
  • Comparsa di altri tumori della cute (carcinomi basocellulari o spinocellulari, diffusi soprattutto in alcune categorie professionali come contadini, pescatori ecc.).

Com’è facile intuire, i fototipi più chiari (carnagione chiara) sono maggiormente colpiti, ma anche i soggetti con caratteristiche fisiche tipicamente mediterranee con capelli e pelle più scura devono proteggersi e prevenire ogni possibile rischio.

Prevenzione secondaria

La maggior parte dei nevi non è di per sé pericolosa, ma bisogna monitorare quelli che presentano elementi dubbi o apparenti anomalie (irregolarità di forma, discromie ecc.). La prevenzione secondaria del melanoma, e dei tumori cutanei in generale, mira alla diagnosi tempestiva e precoce di lesioni sospette in senso neoplastico mediante visite di controllo dermatologiche periodiche (screening) con l’ausilio della dermatoscopia.

La dermatoscopia – conosciuta anche come dermatoscopia a epiluminiscenza, dermoscopia o nevoscopia – è una tecnica dermatologica non invasiva che permette di:

  • esaminare le caratteristiche delle strutture pigmentate dell’epidermide, non riscontrabili alla semplice ispezione a occhio nudo;
  • facilitare la diagnosi medica;
  • ridurre la necessità di biopsie a scopo diagnostico.

Si ricorre all’utilizzo di due strumenti:

  • Dermatoscopio manuale: dotato di una lente di ingrandimento di 10-20 volte e di una luce che consente l’illuminazione della superficie cutanea da esaminare.
  • Videodermatoscopio digitale: permette non solo la visualizzazione con maggiore ingrandimento su monitor delle lesioni esaminate, ma anche elaborazioni delle immagini, archiviazione delle stesse e il confronto temporale in occasione di visite successive.

Come funziona?

La parte ottica dello strumento viene appoggiata direttamente sull’area cutanea da esaminare, previa applicazione di una goccia di liquido incolore (olio minerale, gel da ecografia ecc.). Questo permette di annullare il potere riflettente dello strato corneo dell’epidermide, riuscendo così a visualizzare gli aspetti morfologici propri della lesione sui quali verrà poi effettuata una accurata valutazione.

Come in altre patologie tumorali (screening mammografico nel tumore mammario, PAP test nei tumori della cervice uterina, astensione dal fumo e dall’abuso alcolico nei tumori testa e collo ecc.), la prevenzione primaria e secondaria ricopre un ruolo centrale e fondamentale per il controllo e la diagnosi precoce delle neoplasie. In particolare contribuisce a ridurre il rischio di morte per malattia tumorale e i conseguenti costi legati alle cure e alle eventuali ospedalizzazioni.

Bibliografia

  1. Linee guida AIOM Edizione aggiornata giugno 2021
  2. Linee guida NCCN Melanoma cutaneo versione 2/2021
  3. Neo: dal sintomo alla diagnosi. Castanet, JP Ortonne – EMC-AKOS-Trattato di Medicina, 2011 – Elsevier
  4. Radiazioni ottiche. Paolo A. Ascierto, Marco Palla, Ileana De Michele, Fabrizio Ayala. Progetto ambiente e tumori. Edito da Aiom – Associazione Italiana di Oncologia Medica Edizione 2011
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