Piano oncologico 2022-2027: le critiche delle Associazioni dei malati 

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Piano oncologico 2022-2027: le critiche delle Associazioni dei malati 

Il Ministero della Salute ha trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni il nuovo Piano Oncologico per il periodo 2022-2027. L’eliminazione di alcune soluzioni importanti e la mancanza dei miglioramenti auspicati ha suscitato le reazioni molto negative delle Associazioni dei malati.

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L’epidemia da COVID-19 ha influito negativamente sull’assistenza ai malati di cancro su tutto il territorio, tanto che da più parti si è ipotizzato un peggioramento dell’andamento della sopravvivenza per le persone affette da neoplasie, dopo che per anni si era assistito a progressive riduzioni della mortalità. Secondo quanto dichiarato da rappresentati della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) e dell’Associazione Italiana Malati di Cancro (AIMAC), l’assistenza alle persone affette da tumori rischia di essere penalizzata dal Piano Oncologico per il quinquennio 2022-2027 che il Ministero della Salute ha trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni. Infatti, secondo la FAVO e l’AIMAC, le risorse previste dal piano sarebbero inadeguate, mancherebbero indicazioni su come investire quelle disponibili, non sarebbe stata impostata la tempistica e non ci sarebbero indicatori di monitoraggio. Inoltre, soprattutto, è stata eliminata l’esenzione temporanea dalla contribuzione alla spesa, cioè il ticket, per le persone che devono fare esami perché si sospetta che abbiano un cancro. Il dettaglio delle lacune del Piano Oncologico è stato descritto in un documento che le Associazioni dei malati hanno inviato al Ministero della Salute, chiedendo l’apertura di un dialogo, che finora è stato negato. L’obiettivo di FAVO e AIMAC sarebbe quello di integrare il piano con obiettivi e parametri che permettano di trasformarlo da documento tecnico-scientifico a guida operativa per risolvere problemi pratici dei malati. Nella prima bozza del Piano Oncologico era inserita l’esenzione temporanea dal ticket per chi aveva un sospetto di diagnosi di neoplasia e questo avrebbe comportato un importante progresso nel campo della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori. Un’altra cosa che manca nel Piano Oncologico sono le indicazioni sulle risorse necessarie per assumere nelle Regioni figure professionali come Dirigenti Amministrativi, Psicologi, Nutrizionisti, Fisiatri, Assistenti Sociali, che sono indispensabili per attuare i Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) previsti per ciascuna neoplasia. Un’area essenziale che il Piano Oncologico non copre è quella della psico-oncologia. Secondo la FAVO e l’AIMAC il documento non contiene né una stima delle necessità in termini di numeri di psico-oncologi necessari a fornire il servizio, né una programmazione per la copertura dei bisogni di supporto psicologico che hanno i malati di cancro. Secondo le Associazioni dei Malati, la posta in palio è molto alta: salvare le vite di 3 milioni di malati oncologici, aumentando la frequenza della sopravvivenza dal 47% di oggi al 75% entro il 2030.

Nella lotta al cancro gli ultimi decenni hanno permesso di ottenere importanti successi che si sono tradotti in meno sofferenze dei malati e in una maggiore sopravvivenza. L’auspicio è che, dopo le lacune dell’assistenza createsi nel corso dell’epidemia da COVID-19, si ritorni a offrire tutto il supporto necessario alle persone malate di cancro, anche grazie a una messa a punto dei contenuti del Piano Oncologico.

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