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Perché si muore di tumore? Perché si vive più a lungo

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Perché si muore di tumore? Perché si vive più a lungo

Il rapporto annuale del governo americano sullo Stato dei Tumori nel Paese indica che rispetto a  50 anni fa, quando era molto più probabile che una persona morisse per una malattia cardiovascolare, oggi invece il cancro sta per superarla come prima causa di mortalità.

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A prima vista può sembrare preoccupante e certamente fa notizia – si sono letti titoli come “stiamo perdendo la lotta contro il cancro” - ma questo confronto diretto è ingiusto e si deve guardare la notizia in un ambito più ampio.

Il cancro è un problema di gran lunga più difficile da affrontare, rispetto alle malattie di cuore e vasi, perché dipende  da meccanismi fondamentali per l’evoluzione degli organismi. Nelle cellule dell’organismo, durante la vita e nel corso delle generazioni, si possono verificare delle variazioni dei geni che si definiscono mutazioni.

Nonostante le difficoltà, i ricercatori e i clinici si stanno impegnando e stanno facendo importanti passi in avanti nella lotta al cancro. Infatti, il già citato rapporto indica anche come, negli anni compresi tra il 2001 e il 2010, i decessi dovuti al cancro abbiano continuato a diminuire dell’ 1.5% ogni anno.  Risultati simili sono emersi dalla ricerca europea EUROCARE-5 che ha indicato chiaramente che, nel periodo  1999 -2007, c’è stata una tendenza all’aumento della sopravvivenza ai tumori nella maggior parte dei paesi.

Miglioramenti particolarmente incoraggianti sono stati ottenuti nella sopravvivenza dei bambini nei quali, dal 1975 in poi, la mortalità da tumore è stata ridotta del 50%. Negli adulti, certi tumori sono trattati, e in qualche caso guariti, con una combinazione di chemioterapia, terapie a bersaglio, radioterapia e chirurgia. In altri casi, anche se non si riescono a guarire, i tumori sono tenuti sotto controllo per anni. Le terapie a bersaglio (dette anche farmaci intelligenti o farmaci “mirati”) sono la “nuova frontiera” della terapia contro i tumori.  Sono molecole create in laboratorio per interagire con una precisa funzione delle cellule del tumore e non hanno effetti, o hanno effetti minimi, sulle cellule normali.

In particolare, nelle persone in età avanzata, oggi le malattie cardiovascolari e il cancro si equivalgono come causa di morte, ma, dato che gli sviluppi nel trattamento delle malattie cardiovascolari hanno ridotto costantemente e di molto i rischi di decesso, è probabile che presto i tumori  diventeranno la prima causa di morte anche in questa fascia di età. Non perché la mortalità da tumori sia in aumento, anzi diminuisce in valori assoluti, ma perché, appunto, diminuiscono i decessi da malattia cardiovascolare.

D’altra parte, il cancro è difficile da combattere perché un “fenomeno naturale” più che una malattia. Esso è il risultato biologico di uno dei meccanismi che permette l’evoluzione della specie umana: la mutazione che consiste, come detto in precedenza, in modificazioni dei geni. Per riprodursi, ogni cellula si divide in due. Per trasmettere a queste cellule i geni si creano due copie dell’acido desossiribonucleico (in inglese desoxiribonucleic acid: DNA) della cellula dalla quale derivano.  Quindi si creano copie, di copie, di copie di una cellula originaria. Ma come tutti i meccanismi biologici, anche la copiatura del DNA può comportare errori, fra i quali le mutazioni. Le mutazioni in qualche caso possono avere effetti molto positivi, ad esempio possono rendere un individuo meno sensibile a certe malattie, in altri, invece, sono causa di malattie come, ad esempio, i tumori. Inoltre, a parte le mutazioni che si verificano casualmente durante le copiatura del DNA, altre dipendono dal contatto fra l’organismo e le radiazioni o sostanze chimiche definite “cancerogene”. Nel corso del tempo, le mutazioni si accumulano. Le cellule hanno sviluppato meccanismi per identificare e correggere molti degli errori, ma non tutti.

Fra le mutazioni che si accumulano negli anni, alcune sono potenzialmente causa di cancro. Infatti, il meccanismo dell’evoluzione può avere un prezzo da pagare: certe volte, combinazioni di mutazioni conferiscono alla cellula troppo “potere di cambiare” e, resasi indipendente dai meccanismi che danno stabilità all’organismo, si riproduce in modo incontrollato, diventando un tumore. Tutto questo fa sì che non ci sono facili rimedi.

Il fatto che si muoia per malattie cardiovascolari e cancro è dovuto all’invecchiamento dell’organismo. Volendo semplificare i concetti, quando a causa di carenza di cibo, grandi epidemie e altri fattori limitanti la vita media era di 30-40 anni, malattie di cuore e tumori non “facevano in tempo” a svilupparsi e a provocare il decesso. Ora, che quelle minacce per la specie umana sono state debellate in molte popolazioni, si vive più a lungo e si diventa a rischio di malattie di cuore e tumori.

Se non proprio confortante, il fatto che i tumori e le malattie cardiovascolari siano “pari” come cause di morte può essere considerato un successo. Da un lato, i trattamenti per le malattie del cuore sono diventati progressivamente più efficaci negli anni, grazie ai farmaci per diminuire la pressione arteriosa, a quelli per ridurre il colesterolo ecc. Quando si verificano problemi, come l’usura delle valvole del cuore o l’ostruzione di vasi sanguigni, si interviene con opportune riparazioni. Grazie a questi interventi, dal 1990 la mortalità attribuibile a quei danni si è ridotta del 44%.  Oggi, sempre più persone di età compresa fra 55 e 84 anni curano i loro problemi di cuore e vasi sanguini e vivono  più a lungo. Proprio per questo  possono sviluppare tumori, che come detto in precedenza sono conseguenza, in parte, dell’invecchiamento dei tessuti.

Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, piuttosto che mezzo vuoto …

Cento anni fa l’aspettativa di vita non superava i 55 anni, oggi in molti paesi sviluppati è di quasi 79 anni.  Oggi la popolazione vive più a lungo, quindi è più probabile che le persone raggiungano un’età dove c’è maggiore possibilità di sviluppare un tumore.

Inoltre, ci sono importanti speranze per il futuro. Lo strumento con risultati più incoraggianti è la prevenzione. Nel mondo, tra il 15 ed il 20% dei tumori è causato da virus; il vaccino contro il papilloma virus ha la potenzialità di eliminare il tumore del collo dell’utero quasi completamente. Le campagne contro il fumo, l’obesità e il diabete stanno contribuendo a diminuire la mortalità per cancro.

Anche per le cure del cancro, i progressi della scienza continueranno. Per alcuni tumori i trattamenti definiti “immuno-terapie”, che rafforzano le difese dell’organismo contro le cellule tumorali, stanno dando i primi risultati positivi. Le immuno-terapie anti-tumorali sono trattamenti che sfruttano il sistema immunitario dell’organismo per lottare “dall’interno” contro il tumore.  I tumori rilasciano certe sostanze che “mettono il freno” alle cellule del sistema immunitario che altrimenti riconoscerebbero ed eliminerebbero le cellule tumorali. Sono stati sviluppati farmaci biologici, in gran parte anticorpi monoclonali, che bloccano questo processo, infatti, mirano alla riattivazione delle difese immunitarie fisiologiche dell’organismo colpito da un tumore  mettendole in grado di attaccare e distruggere il tumore.  L’immunoterapia potrebbe essere il quinto approccio alla cura del cancro, insieme alla chirurgia, alla chemioterapia, ai farmaci mirati e alla radioterapia. La prima immunoterapia è già utilizzata in pazienti con melanoma metastatico (tumore della pelle con tumori secondari a distanza) e nuovi anticorpi monoclonali sono in sviluppo per altri tipi di tumore. [link al news “Science”]. Inoltre, ci sono in sviluppo i nano robot, cioè microscopici dispositivi che riparano il danno cellulare. Infine si definiranno sempre meglio le alterazioni genetiche alla base dei singoli tumori e questo permetterà di mettere a punto terapie sempre più personalizzate e mirate.

Insomma, non c’è la certezza che il cancro possa essere debellato, ma sicuramente la scienza fornirà strumenti sempre più efficaci per combatterlo.

Janet Crompton

Fonte: Annual Report to the Nation on the status of cancer, 1975-2010, featuring prevalence of comorbidity and impact on survival among persons with lung, colorectal, breast, or prostate cancer; Cancer 16 Dec, 2013.