MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Oggi il cancro è la più prevenibile e la più curabile delle malattie croniche gravi

Notizia

PUBBLICATO

Oggi il cancro è la più prevenibile e la più curabile delle malattie croniche gravi

Il 27 aprile 2017 l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha presentato, a Roma, il Rapporto 2017 sullo Stato dell’Oncologia in Italia. All’evento hanno partecipato, oltre ai dirigenti della Società Scientifica, Beatrice Lorenzin, responsabile del Ministero della Salute, e altre autorità politiche e istituzionali, a testimonianza dell’attenzione che c’è verso questa area clinica. In questo aggiornamento si riportano i punti chiave dei primi due interventi, quelli del Presidente dell’AIOM e del Ministro della Salute.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

E’ stato Carmine Pinto, Presidente dell’AIOM e Direttore della Struttura Complessa di Oncologia dell’IRCCS (Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico) Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, che ha detto, nel corso della sua relazione, che “oggi il cancro è la più prevenibile e la più curabile delle malattie croniche gravi” è un’affermazione forte, che ribalta quello che fino a qualche anno fa era l’immagine di questa malattia. È una frase che va anche interpretata, nel senso che, sulla base dei dati che lo stesso relatore ha mostrato, vale per molti tipi di cancro, ancora non per tutti, ma è comunque importante che questo messaggio arrivi a tutti. Infatti nella frase si esprimono diversi concetti per certi versi rivoluzionari:

  • Che il cancro è prevenibile: si sa che questo è vero per molte neoplasie, ma non si fa abbastanza per prevenirlo concretamente, mentre a volte si inseguono falsi miti e si applicano approcci privi di fondamento.
  • Che il cancro è curabile: come ha detto Carmine Pinto, definire curabile il cancro vuol dire che a volte lo si guarisce, altre lo si rende cronico e altre ancora si riesce a prolungare significativamente la sopravvivenza.
  • Che il cancro è una malattia cronica: questo è un concetto rivoluzionario per una patologia che, nella maggior parte dei casi, portav rapidamente al decesso.

Per ottenere questi cambiamenti epocali del destino di tanti malati, si è potuto contare su: strumenti per la diagnosi precoce e cure sempre più efficaci, perché, in generale, una stessa terapia è più risolutiva nei casi scoperti presto. Inoltre, un altro passaggio decisivo per vincere la lotta al cancro è la prevenzione: abolizione del fumo e riduzione di altri abitudini a rischio. A questo proposito, il relatore ha sottolineato che, solo lavorando su questi aspetti, si potrebbe dimezzare la frequenza dei cancri prevenibili. Fra i dati presentati, alcuni indicavano che in Italia persistono problemi strutturali che rendono molto sbilanciata l’assistenza ai malati oncologici: nel nord dell’Italia i Centri dedicati alla gestione dei tumori sono tre volte più numerosi di quelli presenti nel centro, nel sud e nelle isole e le Reti Oncologiche sono state realizzate in poche Regioni. Inoltre, non si è parlato dei problemi di accesso alle cure più nuove ed efficaci dovuti ai problemi economici dei Sistemi Sanitari di alcune Regioni, nelle quali un’amministrazione inadeguata dei fondi rischia di privare gli assistiti dei trattamenti dei quali potrebbero giovarsi. Fra le iniziative meritorie dell’AIOM riguardo all’accesso alle terapie, Carmine Pinto ha segnalato un’area del sito della Società Scientifica, aperta ai malati, nella quale è possibile informarsi sui Centri presso i quali si eseguono ricerche sulle cure più innovative. Tutto si deve fare, come ha sottolineato il relatore, per garantire “uguale accesso alle cure migliori per tutti i malati”.

Beatrice Lorenzin, con il suo intervento, ha dimostrato di essere un’eccellente comunicatrice. Sempre appassionata, nel presentare i suoi argomenti e, a tratti, veemente. Si è detta “indignata” per la disparità nella distribuzione dei Centri di oncologia fra nord e centro-sud dell’Italia. Indignazione pienamente condivisibile per un problema che non è certo nato ieri: il Rapporto Osservasalute, appena pubblicato, parla di una vera e propria “questione meridionale” della sanità italiana. Sarebbe stato però interessante sapere cosa ha fatto e farà il Ministero della Salute, sotto la sua gestione, per ridurre tali disparità. Fra i provvedimenti che il Ministro ha citato come contributi al miglioramento della gestione dei malati di cancro in Italia ci sono le Reti Oncologiche, i Percorsi Diagnostici e Terapeutici Assistenziali (PDTA) per le diverse forme di tumore e i Registri per malattia. Iniziative e strumenti che hanno un potenziale positivo, ma possono anche diventare veicoli di “burocratizzazione” dell’assistenza di persone affette da una malattia che, invece, richiede sempre più la massima personalizzazione della gestione. Un altro motivo di indignazione del Ministro sono i ritardi per l’esecuzione di esami decisivi per formulare la diagnosi di tumore: in certe realtà anche 6-7 mesi. Un periodo di tempo nel quale un tumore curabile può diventare incurabile. Giustissimo e più che condivisibile. Ma di chi è la colpa di questi ritardi? Dei malati, che sono anche contribuenti, e quindi finanziatori del Sistema Sanitario, che meritano la migliore assistenza possibile? Dei medici e degli altri operatori sanitari? O degli organizzatori e degli amministratori dei servizi? O di chi ha impostato in questo modo il Sistema Sanitario? Può darsi che Beatrice Lorenzin volesse, in qualche modo, associare i gravi disservizi alla cosiddetta regionalizzazione della Sanità, che sarebbe stata in parte corretta dal Sì al referendum del dicembre 2017, ma, nella realtà, ci sono Regioni che offrono un buon livello di assistenza e altre meno, quindi il problema non è quello di dare o togliere potere alle Regioni, ma di fare in modo che tutte le Regioni garantiscano la stessa assistenza. Un altro punto enfatizzato da Beatrice Lorenzin è quello della prevenzione e della riduzione dei fattori di rischio con . l’estensione delle campagne di screening e l’aumento delle tasse sul fumo per finanziare l’assistenza e la ricerca mediche. Di nuovo argomenti condivisibili e senza riserve. Commentando alcuni dati presentati dal Presidente dell’AIOM, il Ministro ha evidenziato che, fra i pochi tumori dei quali sta aumentando la frequenza in Italia, c’è il cancro del polmone nelle donne e ha definito inconcepibile che questo possa dipendere anche dal fatto che la diffusione dell’abitudine al fumo sia in aumento fra le ragazze e fra le giovani donne, nonostante le dimostrazioni inconfutabili dei danni che questa abitudine provoca.

Nel corso dell’evento sono stati presentati dati interessanti dei quali si darà conto in un prossimo aggiornamento. Gli interventi del Presidente dell’AIOM e del Ministro della Salute hanno fornito molti spunti interessanti, tali da sostenere la motivazione a curarsi dei malati di cancro e l’attenzione verso la prevenzione di chi è sano. I risultati ci sono, la situazione concretamente migliora e potrà migliorare ancora di più con il sostegno concreto delle Istituzioni.

Tommaso Sacco