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Microendoscopia ad alta risoluzione: un nuovo strumento per la diagnosi precoce del cancro del colon

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Microendoscopia ad alta risoluzione: un nuovo strumento per la diagnosi precoce del cancro del colon

Un nuovo strumento diagnostico potrebbe contribuire alla diagnosi precoce dei polipi maligni del colon, si tratta della microendoscopia ad alta risoluzione.

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La microendoscopia ad alta risoluzione è una tecnica che permette di valutare l’aspetto microscopico di lesioni della mucosa intestinale, lo strato di tessuto che tappezza il lume, per distinguere meglio le lesioni maligne da quelle benigne. La possibilità di distinguere dettagli più fini nelle immagini prodotte da strumenti digitali, cioè il potere di risoluzione, dipende dal numero di “pixel” dai quali l’immagine è formata. Normalmente un endoscopio, vale a dire lo strumento che introdotto nell’intestino trasmette ad uno schermo esterno l’immagine del lume, produce una risoluzione di 100.000-400.000 pixel. Gli strumenti impiegati per l’endoscopia ad alta risoluzione producono immagini con un numero di pixel variabili da 850.000 a 1.000.000. Questa differenza tecnologica si traduce nella capacità di individuare, all’interno dell’intestino, lesioni con diametro di 10-71 micron (un micron è uguale a un millesimo di millimetro), rispetto a quelle di 125-165 micron, visibili ad occhio nudo e con un endoscopio convenzionale. In conclusione, quindi, la microendoscopia ad alta risoluzione è in grado individuare e valutare lesioni molto più piccole di quelle rilevate da un normale endoscopio.

In uno studio pubblicato di recente, tre endoscopisti hanno individuato un totale di 171 polipi in 94 soggetti e che queste lesioni sono state classificate in tempo reale come tumorali o non-tumorali con la microendoscopia ad alta risoluzione. L’accuratezza della diagnosi formulata con la microendoscopia ad alta risoluzione è stata confrontata con quella di un’altra metodica endoscopica, denominata ad alta definizione, e con l’analisi al microscopio dei campioni di tessuto raccolti dai polipi. Quest’ultima ha fronito la prova definitiva della natura maligna o benigna della lesione. La microendoscopia ad alta risoluzione ha dimostrato di essere più accurata nel definire le caratteristiche maligne dei polipi del colon e del retto anche se di dimensioni inferiori 10 o, in alcuni casi, a 5 millimetri.

Secondo gli autori, i risultati dello studio suggerirebbero che, utilizzando l’esame endoscopico tradizionale per individuare i polipi e la microendoscopia ad alta risoluzione per definirne le caratteristiche tumorali, si possono selezionare le lesioni da rimuovere, quelle da analizzare al microscopio, per studiarne meglio le caratteristiche, e quelle che invece possono essere lasciate in sede perché non a rischio. Studi futuri dovranno confermare, su più ampie casistiche, le reali potenzialità di questa metodica di diagnosi.

Tommaso Sacco

Fonti: In vivo diagnostic accuracy of high-resolution microendoscopy in differentiating neoplastic from non-neoplastic colorectal polyps: a prospective study; The American Journal of Gastroenterology 2014; 109:68–75.