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Malattie infiammatorie croniche dell’intestino e rischio di cancro

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Malattie infiammatorie croniche dell’intestino e rischio di cancro

Da tempo si ritiene che le malattie infiammatorie croniche dell’intestino aumentino il rischio di sviluppare tumori e, in particolare, neoplasie localizzate al colon e al retto e anche all’intestino tenue. Una revisione della letteratura ha fatto il punto sulle attuali conoscenze sull’argomento.

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Colite ulcerosa e malattia di Crohn sono le più importanti malattie infiammatorie croniche dell’intestino. Per ambedue, la causa non è nota e si sa che, nei meccanismi che sono alla base del loro sviluppo, entrano in gioco anche fenomeni di autoimmunità. Tutte e due queste malattie provocano danni alla mucosa dei tratti di intestino dove sono localizzate e il loro andamento, caratterizzato da recidive e remissioni, comporta l’alternanza di alterazioni e ripristino delle strutture della parete dell’intestino. Ciò è stato collegato con l’aumento del rischio di sviluppare tumori. Molte ricerche epidemiologiche hanno dimostrato che, nelle persone con malattie infiammatorie croniche dell’intestino, aumenta il rischio di sviluppare un cancro del colon e del retto. Questo è particolarmente vero nei soggetti che sono più giovani al momento della diagnosi, in quelli con infiammazione estesa ad ampi tratti del colon e con una durata più protratta della malattia. Relativamente all’associazione fra colite ulcerosa e rischio di cancro del colon e del retto, la nota positiva è costituita da una progressiva riduzione di tale rischio registrata in anni recenti. Ad esempio, in uno studio eseguito in Danimarca, si è rilevato che, nel periodo 1979-1988, le persone con colite ulcerosa mostravano un rischio aumentato del 34% di sviluppare un cancro del colon e del retto, rispetto alla popolazione di riferimento. Negli anni 1999-2008 il rischio era invece addirittura del 40% minore. Una metanalisi, pubblicata nel 2014, ha stimato un rischio di cancro del colon e del retto, nei malati di colite ulcerosa di 1.58 casi su 1000, con una tendenza alla riduzione. In tempi recenti, un’altra metanalisi ha rilevato che la frequenza del cancro del colon e del retto, in soggetti con malattie infiammatorie croniche dell’intestino, non cambia, sia che essi abbiano assunto farmaci immunomodulatori, sia che non li abbiano assunti. Per quanto riguarda la malattia di Crohn, varie metanalisi hanno dimostrato che il rischio di cancro del colon e del retto aumenta sensibilmente, se la patologia è localizzata agli ultimi tratti dell’intestino.

Garg e colleghi hanno concluso che il rischio di cancro del colon e del retto nelle persone con colite ulcerosa, sensibilmente aumentato alcuni anni fa, mostra oggi differenze meno ampie rispetto a quello della popolazione generale. Nella malattia di Crohn l’andamento del rischio è meno chiaro e meriterebbe ulteriori approfondimenti.

Tommaso Sacco

Fonte: Risk of Cancer in Inflammatory Bowel Disease: Going up, Going Down, or Still the Same?; Current Opinion in Gastroenterology, 2016;32(4):274-281.