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La localizzazione a destra o a sinistra del cancro del colon può fare la differenza

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La localizzazione a destra o a sinistra del cancro del colon può fare la differenza

Uno studio presentato a un recente Congresso di oncologia svoltosi negli Stati Uniti ha dimostrato che la sopravvivenza al cancro metastatico del colon e del retto cambia in maniera significativa a seconda che la lesione iniziale si sviluppi nel colon discendente o in quello ascendente, vale a dire nelle parti del colon poste, rispettivamente, sul lato sinistro o a destro dell’addome.

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Il colon e il retto costituiscono l’ultima parte dell’intestino e il colon, in particolare, è disposto a formare una “U” rovesciata all’interno dell’addome. Il suo primo tratto è situato sul lato destro e si chiama colon ascendente perché il materiale che lo attraversa procede dal basso verso l’alto. I tratti successivi sono: il colon trasverso e il colon discendente. Quest’ultimo è situato sul lato sinistro della cavità dell’addome. Lo studio appena presentato ha dimostrato che la sopravvivenza media è stata di 33.3 mesi per i soggetti nei quali il cancro si era sviluppato originariamente nel colon discendente, cioè nel tratto a sinistra, mentre è stata di 19.4 mesi in quelli che avevano la lesione nel colon di destra o ascendente. Da segnalare che i dati si riferivano a 1137 soggetti con cancro del colon-retto, che aveva già prodotto metastasi. Un ulteriore aspetto rilevante è stato che né la sopravvivenza complessiva nè la sopravvivenza priva di recidive cambiavano in relazione al tipo di trattamento somministrato, a parità di localizzazione del tumore. Nel presentare i dati è stato chiarito che in 66, dei 1137 casi, il tumore era nel colon trasverso ma che questi sono stati esclusi dall’analisi. Inoltre, tutti i tumori considerati per la valutazione non avevano la mutazione del gene RAS. Questa è una caratteristica della neoplasia che favorisce la risposta a terapie a bersaglio e ne indica l’utilizzo. Infatti, un gruppo di soggetti era stato curato con cetuximab, un farmaco a bersaglio, mostrando una differenza ancora più ampia fra i due gruppi identificati in base alla sede del tumore: 36 mesi di sopravvivenza per i tumori metastatici del colon sinistro, rispetto a 17 mesi per quelli del colon destro. La differenza fra i due gruppi è risultata meno ampia nelle persone curate con un altro prodotto dello stesso tipo denominato bevacizumab.

I risultati della ricerca sono stati considerati interessanti da alcuni esperti presenti al Congresso. In generale, essi hanno auspicato che nuovi studi, su gruppi di malati ancora più numerosi, esplorino lo stesso aspetto ed eventualmente confermino i dati presentati in questa occasione. Alcuni hanno anche ricordato che precedenti ricerche avevano suggerito che, in base alla localizzazione del tumore potevano cambiare caratteristiche delle cellule che influenzano la risposta alle terapie a bersaglio. La speranza è che presto si faccia chiarezza su questi punti e che, sulla base di tali nuove acquisizioni, si offrano ai malati soluzioni più efficaci.

Tommaso Sacco

Fonte: Medscape