Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

L’immunoterapia nella cura del cancro del colon-retto

Parere degli esperti |time pubblicato il
L’immunoterapia nella cura del cancro del colon-retto

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Negli ultimi anni l’immunoterapia si sta sempre di più affermando come un’arma fondamentale nel trattamento del cancro. Per immunoterapia si intende l’utilizzo di farmaci che stimolano il sistema immunitario, determinando l’attivazione dei linfociti che diventano i killer delle cellule tumorali.

Potrebbe interessarti anche…

In molte patologie neoplastiche l’uso dell’immunoterapia ha rappresentato una vera e propria rivoluzione, portando a un drastico miglioramento della prognosi dei pazienti. In particolare nel melanoma, ma anche nel cancro del polmone e in quello renale i risultati sono molto positivi. In altre patologie tumorali, invece, i risultati dell’utilizzo dell’immunoterapia sono più incerti o addirittura deludenti.

Nel caso del cancro del colon-retto metastatico, vari studi hanno cercato di esplorare l’efficacia dell’immunoterapia, da sola oppure in combinazione alla chemioterapia. In generale, si può dire che nella maggior parte dei casi gli studi clinici hanno dimostrato che l’immunoterapia non è efficace nel trattamento del cancro del colon-retto metastatico, neanche quando viene associata alla chemioterapia. Tuttavia, esiste una piccola parte di pazienti metastatici (meno del 5% dei casi) che presenta una caratteristica biologica che è l’instabilità dei microsatelliti, la quale predispone a un’eccellente risposta all’immunoterapia.

I microsatelliti sono corti segmenti del DNA costituiti dalla ripetizione di coppie di nucleotidi. In presenza di un difetto di riparazione del DNA causato dall’alterazione (in genere un deficit) degli enzimi preposti alla riparazione, questi segmenti del DNA sono più soggetti a mutazioni e dunque si parla di instabilità dei microsatelliti.

I tumori che presentano l’instabilità dei microsatelliti sono caratterizzati istologicamente dalla presenza di un infiltrato linfocitario molto ricco. Questo avviene perché l’accumulo di danno del DNA non riparato produce un richiamo per le cellule del sistema immunitario, che cercano di eliminare le cellule alterate. Pertanto, i tumori con instabilità dei microsatelliti sono già per loro natura “attaccati” dal sistema immunitario e per questo l’uso dell’immunoterapia, che potenzia ancor di più tale attacco nei confronti delle cellule tumorali, determina un efficace controllo di malattia. Basti pensare che, nella maggior parte degli studi in cui l’immunoterapia è stata utilizzata in pazienti con cancro del colon-retto instabili per i microsatelliti, ancora non è stata raggiunta la mediana di progressione, ovvero in più della metà dei pazienti trattati non sono presenti segni di progressione di malattia dopo quasi tre anni di trattamento.

I risultati degli studi in questa categoria di pazienti sono stati così entusiasmanti che l’FDA (l’Agenzia di controllo per l’approvazione dei farmaci negli Stati Uniti) ha approvato già nel 2017, con procedura d’urgenza, l’uso dell’immunoterapia in questi pazienti. Purtroppo non è stato fatto altrettanto dall’EMA (l’Agenzia europea per i medicinali), e di conseguenza dall’AIFA (Agenzia italiana del farmaco). Per questo motivo nel nostro Paese l’immunoterapia non è ancora ufficialmente utilizzabile e rimborsabile nei pazienti con cancro del colon-retto metastatico con instabilità dei microsatelliti, malgrado le molte proteste da parte degli oncologi (ad oggi inascoltate), che chiedono una maggiore sensibilità degli enti regolatori nel cercare di offrire un’importante opportunità di cura a questo piccolo sottogruppo di pazienti.

E nel prossimo futuro?

Innanzitutto c’è da augurarsi che venga approvato l’uso dell’immunoterapia nei pazienti con instabilità dei microsatelliti, visto che i risultati degli studi clinici stanno diventando sempre più maturi e convincenti.

L’altro aspetto importante è ampliare la ricerca su farmaci che possano rendere responsivi all’immunoterapia quei tumori del colon-retto che finora non hanno mostrato di beneficiare significativamente di questa tipologia di trattamento. Il punto cruciale, infatti, è cercare di capire come rendere più “attaccabili” da parte del sistema immunitario quei tumori che ora sembrano capaci di sfuggirgli.

Infine, bisognerà esplorare le potenzialità dell’immunoterapia in fasi più precoci di malattia, in pazienti operati, come terapia “preventiva” di eventuali recidive. In quest’ambito, tuttavia, la strada da percorrere in termini di ricerca è ancora lunga.

Angela Torsello - UOC Oncologia Medica, AO San Giovanni-Addolorata, Roma

Bibliografia di riferimento