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Inaugurata una nuova era nello screening del cancro del colon e del retto

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Inaugurata una nuova era nello screening del cancro del colon e del retto

Due esperti statunitensi hanno fatto il punto dei progressi relativi allo screening del cancro del colon e del retto. Le novità positive consistono nella disponibilità di molti esami alternativi per la diagnosi precoce di questo tumore. I problemi riguardano il fatto che non tutti i paesi si possono permettere di utilizzare quelli più efficaci.

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Il cancro del colon e del retto è uno dei tumori più frequenti, essendo il secondo nel sesso femminile e il terzo in quello maschile per numero di casi. D’altra parte, è anche uno di quelli nei quali diagnosi precoce e cure tempestive hanno permesso di ottenere miglioramenti decisivi in termini di guarigione e di aumento della sopravvivenza. La maggior parte dei tumori del colon e del retto si sviluppa da adenomi, vale a dire da lesioni che si formano per degenerazione delle cellule delle ghiandole presenti nella mucosa. In particolare, il meccanismo chiave che dà inizio alla formazione del tumore consiste nella modificazione, o mutazione, di un gene che dovrebbe sopprimere lo sviluppo del tumore. A tale mutazione se ne accompagnano altre in un processo costituito da passaggi che possono durare anni. La predisposizione che un individuo può ereditare e fattori legati all’ambiente favoriscono l’attivazione di tali meccanismi. Lo screening, vale a dire il controllo eseguito su ampie popolazioni per individuare precocemente la presenza del tumore, ha dimostrato di ridurre l’incidenza del cancro del colon e del retto e anche il rischio di decesso che esso comporta. Poiché, però, la frequenza di questa neoplasia continua ad aumentare in molte parti del mondo, sempre nuove proposte si aggiungono agli strumenti già disponibili per eseguire gli screening. Dalla ricerca del sangue nelle feci, forse la prova più semplice ed economica, si è passati a proporre ricerche più elaborate, comunque da eseguire sulle feci, come l’individuazione del DNA. Rimanendo agli esami di laboratorio, sono state proposte alcune valutazioni sul sangue, per certi versi più facili da eseguire, che devono ancora confermare la loro efficacia nel rivelare precocemente la presenza del tumore. Per gli screening sono stati impiegati anche esami radiologici, endoscopie, altri esami strumentali e metodologie ancora più avanzate, come l’ingestione di capsule che, progredendo lungo l’intestino, permettono di visualizzare l’interno dell’organo. Gli autori di questa revisione hanno analizzato vantaggi e svantaggi di ciascun esame segnalando, però, che troppo spesso la scelta di quello da utilizzare è guidata più da criteri di economia che di ricerca della massima efficacia.

Tommaso Sacco

Fonte: New era of colorectal cancer screening; World Journal of Gastrointestinal Endoscopy 2016 March 10; 8(5): 252-258