Come gestire gli effetti collaterali più frequenti dei farmaci a bersaglio molecolare

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Come gestire gli effetti collaterali più frequenti dei farmaci a bersaglio molecolare

Alberto Zaniboni, Direttore del Dipartimento di Oncologia della Fondazione Poliambulanza di Brescia, in questa intervista parla della gestione dei possibili effetti indesiderati dei farmaci a bersaglio molecolare.

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I farmaci a bersaglio molecolare, detti anche biologici, sono usati nella cura del cancro metastatico del colon-retto, per potenziare gli effetti della chemioterapia. I due tipi di farmaci a bersaglio molecolare usati in questa indicazione sono: gli anti-EGFR e gli anti-VEGF. Questi ultimi, in particolare, hanno lo scopo di impedire o limitare la creazione di nuovi vasi sanguigni, che servono a portare il sangue al cancro per “alimentarlo”. Ambedue i tipi di molecole vengono associati alla chemioterapia tradizionale se le cellule del tumore hanno specifiche caratteristiche genetiche e, quindi, è di fondamentale importanza che la neoplasia sia studiata da questo punto di vista. In generale, i farmaci a bersaglio molecolare sono tollerati meglio dei chemioterapici, ma possono determinare anch’essi effetti indesiderati. Il più frequente, fra quelli provocati dagli anti-EGFR, è un’alterazione della cute simile all’acne, che si localizza al volto, al cuoio capelluto e al busto. Tale effetto indesiderato può essere prevenuto e curato con specifici prodotti, per lo più applicati localmente. L’evento avverso più frequente con gli anti-VEGF è invece l’aumento della pressione arteriosa. Perciò, ai malati in cura con questi farmaci, si raccomanda di seguire nel tempo i valori della pressione, anche annotandoli in diari, e di assumere terapie specifiche, se necessarie.  

Tommaso Sacco
Video: Marco Marcotulli

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