Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

La gestione del cancro del colon-retto complicato

Notizia |time pubblicato il
La gestione del cancro del colon-retto complicato

Un gruppo di esperti italiani e britannici ha passato in rassegna gli approcci impiegati per la gestione in urgenza di quadri complicati di cancro del colon-retto. L’analisi della casistica non ha indicato vantaggi di una soluzione rispetto alle altre, quindi si dovrà personalizzare l’approccio caso per caso.

Potrebbe interessarti anche…

Tebala e colleghi hanno analizzato i dati relativi a 131 casi di cancro del colon-retto gestiti in urgenza per sopraggiunte complicanze, come: ostruzioni del lume dell’intestino, sanguinamenti e perforazioni della parete intestinale. La casistica è stata raccolta in un ospedale italiano, l’Umberto I di Roma, e in uno inglese, l’ospedale di Douglas nell’Isola di Man. I casi raccolti sono stati divisi in tre gruppi, in base al tipo di trattamento d’urgenza ricevuto: resezione immediata dell’intestino oppure riparazione del danno e resezione in una fase successiva oppure ancora approcci che non comportavano la resezione. Per definire le caratteristiche dei componenti dei tre gruppi si sono registrate informazioni demografiche, dati clinici e informazioni sulle cure. I principali parametri di valutazione sono stati la mortalità e la morbilità a 90 giorni, variabili secondarie sono state la durata del ricovero, il numero dei linfonodi analizzati, la frequenza di resezioni radicali e il numero dei malati sottoposti a chemio- e a radioterapia. Quarantadue soggetti non sono stati sottoposti a resezione perché il cancro era in uno stadio troppo avanzato o perché le condizioni della persona non lo permettevano. In 78 casi è stata eseguita una resezione immediata e, in 11, la resezione è stata eseguita dopo un primo intervento di riparazione del danno. Dal confronto fra questi ultimi due approcci non sono emerse differenze statisticamente significative riguardo a morbilità (26.9% e 27.3%, rispettivamente) e mortalità (15.4% e 0%, rispettivamente) a 90 giorni. Anche per altre variabili, come il numero dei linfonodi rimossi e la frequenza delle resezioni radicali, non si sono osservate differenze statisticamente significative. Nelle persone sottoposte a trattamenti più articolati si è fatto ricorso più spesso a interventi in laparoscopia. Infine, la mortalità è stata leggermente maggiore per i casi sottoposti a resezione immediata.

Nelle conclusioni, gli autori hanno sottolineato che nessuno degli approcci impiegati nella loro casistica ha dimostrato una chiara superiorità rispetto agli altri, in assoluto. Ciò conferma che il trattamento va scelto in base alle caratteristiche di ciascun caso.

Tommaso Sacco

Fonte: Emergency treatment of complicated colorectal cancer; Cancer Management and Ressearch, 2018 Apr 20;10:827-838.