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Fattori di rischio dello sviluppo del cancro del colon-retto

Parere degli esperti |time pubblicato il
Fattori di rischio dello sviluppo del cancro del colon-retto

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Il cancro del colon-retto è uno dei più comuni tumori, la cui incidenza è tradizionalmente alta nei Paesi occidentali. Tuttavia, l’incidenza sta aumentando rapidamente anche nei Paesi in via di sviluppo economico, in molte parti del mondo [1].

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I fattori di rischio riconosciuti sono:

Tra questi fattori di rischio, alcuni sembrano avere un peso maggiore.

Nel caso di un eccessivo consumo di alcol, si ha un aumento del rischio di circa il 60% di sviluppare un cancro colorettale. Questo è dovuto a effetti ossidativi e non ossidativi determinati dai metaboliti dell’alcol [2].

L’obesità induce uno stato infiammatorio e l’alterazione del segnale di IGF-1, determinando un danno genomico che favorisce lo sviluppo di tumori al colon [3]. Questo è più accentuato nei pazienti con sindrome di Lynch. Per questo l’uso di aspirina in pazienti obesi e/o con sindrome di Lynch sembra comportare una diminuzione del rischio di sviluppare un cancro colorettale.

La familiarità è un elemento fondamentale, in quanto la presenza di familiari che hanno avuto un tumore del colon e/o hanno manifestato la presenza di polipi intestinali, determina un aumento importante del rischio di sviluppare un cancro colorettale. Circa il 5% dei pazienti che sviluppano un cancro colorettale presenta una vera e propria condizione ereditaria, come nella poliposi adenomatosa familiare (FAP) e nella sindrome di Lynch, nella quale c’è anche un aumentato rischio di sviluppare altri tumori (ad esempio tumori gastrici e dell’utero) [4]. La sindrome di Lynch, ad esempio, può essere sospettata quando l’insorgenza del cancro colpisce soggetti giovani, con casi di tumori del colon in altri familiari o storia familiare di tumori gastrici e dell’utero. Per verificare se si possa trattare di sindrome di Lynch, è possibile effettuare un test rapido andando ad analizzare sul campione tumorale la presenza di un’alterazione del DNA che si chiama instabilità dei microsatelliti.

Esistono poi i rischi derivanti dai fattori ambientali e tra questi è da annoverare principalmente la dieta [5]. L’alimentazione può influenzare il rischio di sviluppare un cancro colorettale in vario modo. In generale, le diete sbilanciate hanno un impatto negativo sull’organismo. In particolare, le diete molto ricche di carne rossa e il consumo eccessivamente frequente di carni cotte alla brace (“bruciacchiate”) e di insaccati aumentano il rischio di sviluppare cancro colorettale. Ciò non significa che questi alimenti debbano essere banditi dalla dieta, ma che andrebbero consumati con molta moderazione. Infatti, studi recenti hanno dimostrato che l’unica vera dieta anti-cancro è la dieta mediterranea, che presuppone l’uso moderato e bilanciato di tutti gli alimenti. Questa è un’indicazione importante, non solo quando si parla di dieta e prevenzione del cancro, ma anche nel caso di pazienti che hanno già sviluppato un cancro colorettale e sono in fase di controlli oppure si stanno sottoponendo alla chemioterapia. Specialmente in corso di chemioterapia non è opportuno abbracciare diete particolari e sbilanciate, ma bisognerebbe seguire una dieta mediterranea, ricca di tutti gli elementi necessari all’organismo per affrontare lo stress indotto dalla terapia.

Recentemente ha suscitato molto interesse il fatto che uno dei meccanismi attraverso cui la dieta può favorire lo sviluppo del cancro colorettale è l’alterazione della flora batterica o microbiota [6] presente all’interno dell’intestino. Infatti, un microbiota alterato (disbiosi) può indurre lo sviluppo del cancro colorettale, come avviene ad esempio quando aumenta la rappresentanza del Fusobacterium nucleatum o del Bacteroides fragilis nell’intestino per effetto delle diete povere di fibre e ad alto carico di carne rossa.

In conclusione si può dire che il cancro colorettale, come tutti i tumori, ha una genesi multifattoriale in cui non sempre è facile soppesare l’importanza di un fattore rispetto a un altro, ma in questa neoplasia si può affermare che la familiarità costituisce un elemento davvero determinante. Pertanto, tutti i soggetti che hanno avuto un caso in famiglia dovrebbero essere molto scrupolosi nel sottoporsi a controlli con colonscopia. Un aspetto infatti importantissimo è che il tumore del colon è prevenibile ed è l’unico caso in cui un esame, ovvero la colonscopia, può contribuire a ridurre l’incidenza del tumore, in quanto attraverso questa tecnica si possono eliminare i polipi intestinali che sono i precursori del cancro. Estendendo il concetto, si può dire che anche in assenza di una più o meno spiccata familiarità, dopo i 50 anni è assolutamente utile sottoporsi a colonscopia a scopo preventivo considerato che l’incidenza di questa neoplasia tende ad aumentare con l’età.

Angela Torsello - UOC Oncologia Medica, AO San Giovanni-Addolorata, Roma

Bibliografia

  1. Brenner H, Chen C. The colorectal cancer epidemic: challenges and opportunities for primary, secondary and tertiary prevention. Br J Cancer 2018;119(7):785-92.
  2. Rossi M, Jahanzaib Anwar M, et al. Colorectal Cancer and Alcohol Consumption-Populations to Molecules. Cancers (Basel) 2018 30;10(2). pii: E38. doi: 10.3390/cancers10020038.
  3. Mathers JC. Obesity and bowel cancer: from molecular mechanisms to interventions. Nutr Res 2018 Sep 1. pii: S0271-5317(18)30337-3. doi: 10.1016/j.nutres.2018.08.004.
  4. Giglia MD, Chu DI. Familial colorectal cancer: understanding the Alphabet Soup.Clin Colon Rectal Surg 2016 Sep;29(3):185-95.
  5. Thanikachalam K, Khan G. Colorectal Cancer and Nutrition. Nutrients 2019 Jan 14;11(1). pii: E164. doi: 10.3390/nu11010164.
  6. De Almeida CV, de Camargo MR, Russo E, Amedei A. Role of diet and gut microbiota on colorectal cancer immunomodulation. World J Gastroenterol 2019;25(2):151-62.