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La fase di preparazione alla radioterapia nei tumori del retto

Parere degli esperti

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La fase di preparazione alla radioterapia nei tumori del retto
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Il paziente con tumore del retto che viene avviato a un percorso di radioterapia, sia pre- che postoperatoria, spesso associata alla chemioterapia, non è totalmente consapevole di ciò che questo comporti.

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Quali le domande più frequenti? Che cosa significa centraggio della radioterapia? Perché ripetere una nuova tomografia computerizzata (TC) se si è già eseguita una TC con mezzo di contrasto?

Fatta salda la conferma dell’indicazione alla radioterapia per un tumore del retto, l’impostazione di un trattamento radiante su tale distretto inizia generalmente da una valutazione del medico radioterapista oncologo che sulla base delle informazioni anamnestico-clinico-strumentali (stadiazione preoperatoria o postoperatoria, esame istologico), decide quali saranno le zone esatte da irradiare e quali dosi somministrare.

Bisogna infatti distinguere la sede dove è/era presente macroscopicamente la malattia e tutte quelle zone in cui vi è un rischio di diffusione di tumore, soprattutto a livello dei drenaggi linfonodali pelvici, che potremmo immaginare come i primi “tombini” dove vanno a finire le cellule tumorali nella loro tendenza di diffusione.

La prima operatività consisterà nella scelta della posizione di trattamento, comoda e riproducibile nelle varie sedute di radioterapia che dovranno essere eseguite.

In tale posizione verrà acquisita la TC di centraggio ed è su questo esame che verranno individuate le zone da irradiare.

La scelta della posizione di cura, così come dell’eventuale supporto/dispositivo di immobilizzazione (al fine di evitare spostamenti del paziente durante il trattamento radiante), è di fondamentale importanza per la buona riuscita della terapia sia in termini di guarigione sia di riduzione degli effetti collaterali acuti e tardivi.

La moderna tecnologia radioterapica consente di concentrare in maniera sempre più precisa le radiazioni, evitando i tessuti sani che nella pelvi sono vescica, intestino, teste dei femori, utero, ovaie e vagina nella donna, prostata nell’uomo.

Durante la fase di preparazione del trattamento radiante vengono segnati sulla pelle del bacino del paziente dei punti di riferimento che verranno utilizzati per riposizionarlo quotidianamente sul lettino di terapia, mediante puntatori laser.

Attualmente la tecnologia non si limita ad aiutare medico e paziente solo nella fase di preparazione della cura ma consente un controllo sempre più preciso anche prima di ogni seduta.

I moderni acceleratori lineari, le macchine con cui si fa la radioterapia, possono acquisire delle immagini TC anche prima di ogni singola seduta radioterapica, se necessario, garantendo la visione di strutture non solo ossee, come fino a qualche anno fa, ma anche di tessuti molli e organi.

Nel caso dei trattamenti dei tumori del retto è possibile pertanto valutare lo spostamento e lo stato di riempimento di organi come vescica, retto e intestino prima di ogni seduta e scegliere quindi di fare la radioterapia solo nella condizione in cui il bersaglio sia perfettamente colpito e le condizioni anatomiche e fisiologiche del giorno corrispondano a quelle del centraggio.

Dott. Francesco Miccichè - Radioterapia Oncologica, Fondazione Policlinico A. Gemelli, Roma

Letture consigliate

  • Glimelius B. What is most relevant in preoperative rectal cancer chemoradiotherapy - the chemotherapy, the radiation dose or the timing to surgery? Acta Oncol 2016;55(12):1381-5.
  • Liu WY, Dinapoli N, Wang X, et al. Possible contribution of IMRT in postoperative radiochemotherapy for rectal cancer: analysis on 1798 patients by prediction model. Oncotarget 2016 Jun 22. doi: 10.18632/oncotarget.10228 [Epub ahead of print].
  • Meldolesi E, van Soest J, Damiani A, et al. Standardized data collection to build prediction models in oncology: a prototype for rectal cancer. Future Oncol 2016;12(1):119-36.
  • Valentini V, Gambacorta MA, Barbaro B, et al. International consensus guidelines on Clinical Target Volume delineation in rectal cancer. Radiother Oncol 2016;120(2):195-201. Glimelius B. What is most relevant in preoperative rectal cancer chemoradiotherapy - the chemotherapy, the radiation dose or the timing to surgery? Acta Oncol 2016;55(12):1381-5.