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Epidemiologia e fattori di rischio del cancro dello stomaco in Italia

Parere degli esperti|timepubblicato il
Epidemiologia e fattori di rischio del cancro dello stomaco in Italia

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Negli ultimi decenni si è assistito, in Italia come in tutti i Paesi occidentali, a una costante riduzione sia in termini di incidenza che di mortalità del cancro dello stomaco (una riduzione stimata in –3% per ogni anno). Ciononostante, il cancro dello stomaco rappresenta ancora oggi un enorme problema sanitario e sociale, in quanto ogni anno in Italia si registrano 14.500 nuovi casi e per questa patologia muoiono 10.000 persona all’anno. Inoltre, si registra anche una forte differenza di incidenza tra le diverse regioni italiane, con regioni ad alta incidenza (26 casi/100.000 abitanti, soprattutto le zone centrali del Paese), regioni a incidenza intermedia (22 casi/100.000 abitanti nelle regioni del nord) e regioni a bassa incidenza (16 casi/100.000 abitanti nelle regioni del sud) [1].

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Molto più complesso è il tentativo di inquadrare il problema cancro dello stomaco dal punto di vista dei fattori di rischio, e quindi dei processi di prevenzione di tali tumori. Indubbiamente, la riduzione di incidenza registrata negli ultimi decenni è coincisa con la diffusione su larga scala di una corretta refrigerazione degli alimenti, con un rispetto sempre più adeguato ed efficiente di quella che comunemente viene definita come “catena del freddo”. Sappiamo infatti che una corretta conservazione degli alimenti riduce i pericoli di contaminazione del cibo da parte di batteri, funghi e altri agenti, con conseguente minore produzione di nitrosamine, che sono appunto gli agenti chimici riconosciuti come cancerogeni per lo stomaco. Oltre alla conservazione del cibo, riveste un ruolo fondamentale nella diffusione del cancro gastrico anche il consumo di nitrati, sostanze chimiche presenti in concentrazioni elevate nei cibi conservati e che in qualche modo possono giustificare le differenti incidenze presenti nelle diverse aree del Paese. Laddove infatti vi è un maggior consumo di carni e altri alimenti conservati si registra una maggiore incidenza di questa patologia neoplastica. Così come maggiori rischi di sviluppare carcinomi dello stomaco sono legati a un maggiore consumo di carni rosse, cibi affumicati e utilizzo di sale. Al contrario si registra una minore incidenza di tumori dello stomaco quanto maggiore è il consumo di frutta e verdura (anche se questi dati debbono essere ancora in qualche modo chiariti in maniera definitiva e prospettica).

Un discorso a parte merita l’infezione da Helicobacter pylori (HP), un batterio che vive solo in ambiente acido e protetto da uno strato di muco, ragion per cui trova nello stomaco il suo habitat più consono. Si tratta di un’infezione molto frequente nella popolazione adulta, anche se nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di forme asintomatiche e silenti. Tuttavia, la presenza di questo batterio all’interno della mucosa gastrica porta le cellule della parete dello stomaco a diretto contatto con metaboliti tossici prodotti da questo batterio, tanto che ormai da oltre 20 anni HP viene considerato un agente cancerogeno di tipo I per i tumori dello stomaco, perché in grado di creare una gastrite cronica e poi con gli anni favorire lo sviluppo di un carcinoma gastrico.

Infine, per quanto riguarda i fattori di rischio del tumore allo stomaco, bisogna considerare che un 5% dei tumori gastrici è legato anche a forme ereditarie di patologie, come la poliposi familiare adenomatosica o la sindrome di Li Fraumeni ecc., che se diagnosticate richiedono appunto un percorso di screening particolare e più mirato.

Se questo è il panorama epidemiologico e patogenetico dei tumori gastrici, allora si può facilmente comprendere in quale direzione debbano muoversi le politiche sanitarie di prevenzione di tali tumori. Prima di tutto nella direzione di una corretta conservazione del cibo, che ne garantisca non solo l’integrità organolettica ma anche e soprattutto un’adeguata igienicità. Ma la via principale di prevenzione passa soprattutto, e primariamente, attraverso la diffusione di un corretto stile alimentare, che favorisca il consumo di frutta e verdura, e più in generale di fibre alimentari, riducendo al contempo il consumo di carni rosse, cibi insaccati, carne bruciata ecc. Uno stile di vita alimentare che deve di essere diffuso, appreso e implementato sin dalle giovani età, per evitare squilibri alimentari che in età adulta possono poi favorire lo sviluppo di patologie neoplastiche.

Un ruolo altresì fondamentale nella prevenzione dei tumori dello stomaco è svolto dalla prevenzione secondaria, ovvero una diagnosi precoce di tale patologia mediante l’esecuzione programmata della gastroscopia. La riduzione di mortalità degli ultimi decenni del cancro gastrico è legata anche e soprattutto alla capacità di individuare tale patologia nei primi stadi di diffusione, mediante appunto un esame endoscopico eseguito a scopo preventivo. In alcune nazioni, come in Giappone, la diffusione della gastroscopia su larga scala (favorita anche da campagne di politiche pubbliche incentivanti in tal senso) ha consentito una diagnosi tanto precoce della malattia da impattare fortemente e positivamente sulla mortalità cancro-correlata.

Michele De Tursi - Cattedra di Oncologia Medica, Università G. D’Annunzio, Chieti

Bibliografia

  1. Aiom