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Epidemiologia del cancro del polmone in Italia negli ultimi anni

Parere degli esperti |time pubblicato il
Epidemiologia del cancro del polmone in Italia negli ultimi anni

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


I Registri Tumori Italiani (AIRTUM) sono registri di popolazione che rappresentano un importante strumento di monitoraggio della patologia oncologica e attualmente coprono oltre il 70% della popolazione.

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L’ISTAT collabora attivamente negli studi italiani: nei 38 anni analizzati si constata un allungamento della speranza di vita di oltre 10 anni. Attualmente l’aspettativa di vita per i maschi è di 80 anni e per le donne di 84,6; ciò comporta un innalzamento dell’età della popolazione e la possibilità che agenti dannosi a cui è esposta (fumo/idrocarburi/polveri/asbesto ecc.) possano più a lungo agire quali cancerogeni primari o co-cancerogeni.

I tumori del polmone rappresentano globalmente in Italia la terza tipologia per incidenza (14% nei maschi e 8% nelle femmine), soprattutto in età compresa tra i 50 e gli 80 anni; il trend di incidenza dei tumori polmonari tende a ridursi per gli uomini, mentre è stabile o in lieve aumento nelle donne; tale dato è coerente con i dati europei. I tumori polmonari rappresentano inoltre la principale causa di morte negli uomini e la seconda nelle donne. In Italia vi è un chiaro incremento in entrambi i sessi dell’istotipo adenocarcinoma vs le forme squamose.

La sopravvivenza negli ultimi 2-3 anni tende a migliorare probabilmente in rapporto a una diagnosi più precoce e una maggiore efficacia delle cure (immunologiche/terapie a bersaglio). La percentuale di sopravvivenza a 5 anni oscilla tra il 18 e il 24% a seconda le Regioni italiane.

Pertanto lo scenario futuro ci riporta a:

  • Prevenzione primaria (astinenza dal fumo, protezione industriale e personale nelle attività lavorative).
  • Diagnosi precoce (programmi di screening nelle popolazioni a rischio con TC ad alta definizione).
  • Implementazione delle nuove terapie a bersaglio/immunoterapia con l’obiettivo primario di prolungare la sopravvivenza vs la cronicizzazione della malattia.

Riguardo la prevenzione, una particolare attenzione va posta nei confronti dei giovani. L’astinenza dal fumo di sigaretta riduce in maniera logaritmica il rischio di contrarre tumori polmonari ed è età-dipendente (maggior rischio per il fumo in età giovanile).

Dott. Antonio Maria Alberti - Oncologia Ospedale Sandro Pertini ASL RM 2, Roma; Presidente ALTEG (Associazione Lotta ai Tumori in Età Giovanile)

Bibliografia di riferimento

  • AIOM-AIRTUM. I numeri del cancro in Italia 2018.