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Epidemiologia del cancro del colon e del retto in Italia negli ultimi anni

Parere degli esperti

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Epidemiologia del cancro del colon e del retto in Italia negli ultimi anni
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Il carcinoma colorettale rappresenta una delle principali cause di mortalità per neoplasia in tutti i Paesi Occidentali e ad alto sviluppo tecnologico. Si riscontrano 678.000 nuovi casi l’anno nel mondo e 30.000 in Italia [1]. Tra gli uomini si trova al terzo posto per incidenza, preceduto dal cancro alla prostata e al polmone (14% di tutti i nuovi tumori), tra le donne è al secondo posto, preceduto dal tumore della mammella, con il 13%.

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La diffusione dei fattori di rischio, l’anticipazione diagnostica e l’aumento dell’età media della popolazione sono alla base della progressiva crescita dell’incidenza di questo tumore negli ultimi decenni. Il trend per gli uomini è passato da un andamento in crescita (+2,3%/anno) fino alla metà degli anni Duemila, a una successiva riduzione (–7,1%/anno), questo grazie all’attivazione dei programmi di screening; lo stesso discorso vale anche per le donne: l’aumento (+2,1%/anno) è stato seguito da riduzione (–4,2%/anno). Il rischio di ammalare di carcinoma del colon-retto varia tra Nord e Sud in entrambi i sessi ed è verosimilmente correlato alle diverse abitudini alimentari e/o stili di vita differenti, tant'è che al Centro-Nord l’incidenza di questo tipo di neoplasia è superiore in entrambi i sessi rispetto al Sud [2].

Le principali localizzazioni del cancro del colon (70% circa) si riscontrano nel sigma e nel retto e circa l’80% dei carcinomi del colon-retto insorge a partire da lesioni precancerose (adenomi con componente displastica via via crescente).

Gli stili di vita e la familiarità sono da tempo chiamati in causa quali fattori di rischio. Tra i primi spiccano fattori dietetici quali il consumo di carni rosse e di insaccati, farine e zuccheri raffinati, il sovrappeso e la ridotta attività fisica, il fumo e l’eccessivo consumo di alcol [3]. Una protezione è conferita dal consumo di frutta e verdure, carboidrati non raffinati, vitamina D e calcio. Le fibre, infatti, dando luogo a un transito intestinale accelerato, diminuiscono il tempo di contatto della mucosa con eventuali carcinogeni, mentre una dieta ricca in grassi (colesterolo e suoi derivati) contiene sostanze a potenziale carcinogenetico e una dieta iperproteica è in grado di alterare la flora batterica del colon (inducendo la crescita degli anaerobi, capaci di trasformare i sali biliari in carcinogeni, rispetto agli aerobi) [1].

Altre cause predisponenti e ulteriori condizioni di rischio sono costituite dalla malattia di Crohn e dalla rettocolite ulcerosa [4].

Vi è poi circa un terzo dei tumori del colon-retto che presenta caratteristiche di familiarità ascrivibili a suscettibilità ereditarie [5]. Solo una parte di questo rischio familiare (2-5%) è riconducibile a sindromi in cui sono state identificate mutazioni genetiche associate ad aumento del rischio di carcinoma colorettale [6,7]. Fra queste le sindromi caratterizzate dall’insorgenza di polipi, quali la poliposi adenomatosa familiare (FAP) e quelle non poliposiche come la sindrome di Lynch. Per gli individui appartenenti a gruppi familiari a rischio non ancora inquadrati in sindromi definite, il rischio di ammalare di carcinoma del colon-retto è circa doppio rispetto alla popolazione generale, nel caso in cui sia presente un consanguineo di I grado, e più che triplo qualora quest’ultimo abbia contratto il tumore prima dei 50 anni di età [8].

Allo stato attuale questa neoplasia presenta elevati livelli di curabilità, rispetto a quelle insorgenti in altri distretti dell’apparato digerente, ma la sopravvivenza a 5 anni si attesta mediamente sul 40-50%, potendo, invece, raggiungere l’80-90% nelle forme precoci. I carcinomi del colon-retto, dal punto di vista biologico, sono neoplasie a basso potenziale maligno, soprattutto nelle età più avanzate; la chirurgia, se realizzata in fase precoce, ha possibilità curative. È per questo che il programma di screening del colon-retto è indirizzato a uomini e donne dai 50 ai 69 anni di età, mediante il test di ricerca di sangue occulto nelle feci (e successiva colonscopia nei casi positivi) con ripetizione regolare ogni 2 anni. Lo screening può consentire il riscontro e la rimozione di precursori (adenomi) prima della trasformazione in carcinoma e la diagnosi di carcinomi in stadio iniziale, con una conseguente riduzione della mortalità sia per riduzione dell’incidenza sia per il riscontro di carcinomi in stadi più iniziali, e quindi suscettibili di guarigione [2].

Sara Lattuada - SC Oncologia, Ospedale S. Andrea, Vercelli

Bibliografia

  1. Società Italiana Unitaria Colonproctologia (SIUCP). Tumori del colon e del retto. www.siucp.org/patologie-colon-retto/Tumori-del-colon-e-del-retto-28.aspx#1.
  2. AIOM, AIUTUM. I numeri del cancro in Italia 2015. Neoplasie per singole sedi: colon-retto. Intermedia Editore, pp. 101-3.
  3. Chan AT, Giovannucci EL. Primary prevention of colorectal cancer. Gastroenterology 2010;138:2029-43.
  4. Freeman HJ. Colorectal cancer risk in Crohn disease. World J Gastroenterol 2008;14:1810-1.
  5. Czene K, Lichtenstein P, Hemminski K. Environmental and heritable causes of cancer among 9.6 million individuals in the Swedish Family-Cancer Database. Int J Cancer 2002;99:260-6.
  6. Ponz De Leon M, Benatti P, Rossi G, et al. Epidemiology of tumors of the colon and rectum. Ed. Ufficio Attività Grafiche, Modena, 2006.
  7. Jasperson KW, Tuohy TM, Neklason DW, et al. Hereditary and familial colon cancer. Gastroenterology 2010;138:2044-58.
  8. Butterworth AS, Higins JP, Pharoah P. Relative and absolute risk of colorectal cancer for individuals with a family history: a meta-analysis. Eur J Cancer 2006;42:216-27.