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Effetti collaterali delle cure per i tumori della testa e del collo: consigli per i pazienti

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Effetti collaterali delle cure per i tumori della testa e del collo: consigli per i pazienti

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Le recenti revisioni e linee guidaTumori della testa e del collo. Una guida per il paziente” della Società Europea di Oncologia (ESMO) sono state redatte in italiano per supportare i pazienti affetti da queste neoplasie.

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Per questo tipo di tumori vengono considerati i trattamenti eseguiti e le loro conseguenze a lungo e breve termine.

La prevenzione degli effetti collaterali nasce dalla abolizione dei fattori di rischio che sono gli stessi che incidono sulla patogenesi della malattia (tabacco, alcol, infezioni virali attuali e pregresse).

È fondamentale in tal senso la personalizzazione della dieta con adeguato apporto vitaminico, riduzione dei grassi ed esclusione di cibi piccanti.

Deve inoltre essere mantenuta un’adeguata igiene orale attraverso l’impiego di collutori, spazzolini morbidi e dentifricio al fluoro e mediante la regolare pulizia degli spazi interdentali con filo. La prevenzione si arricchisce della diagnosi precoce di lesioni precancerose come le leucoplachie (chiazze biancastre sopraelevate del cavo orale) e le eritroplachie.

Fra gli effetti collaterali della chirurgia e della radioterapia, in associazione o meno con la chemioterapia o con i farmaci biologici, vi sono difficoltà relative a masticazione, deglutizione e fonazione, motilità di organi e apparati del massiccio facciale e del cingolo collo-scapolare, oltre a rilevanti danni di tipo estetico e fisiognomico.

Gli effetti collaterali legati alla radioterapia che viene utilizzata nelle varie modalità (post-operatoria, esclusiva o in associazione a farmaci chemioterapici o biologici) dipendono dal volume trattato e da intensità e tecnica radiante.

Tali reazioni avverse possono essere suddivise in acute e tardive.

Le reazioni acute compaiono dopo 2-3 settimane dall’inizio del trattamento e sono rappresentate da:

  • Mucositi: per cui si consigliano l’astensione dall’alcol e dal fumo, una accurata igiene orale e un’idratazione adeguata. Tali lesioni si manifestano con ulcerazioni e/o erosioni e spesso peggiorano per la sovrapposizione di microinfezioni soprattutto fungine. Per tale motivo si consigliano il co-trattamento con anti-micotici di superficie e la bonifica dentaria pre-trattamento.
  • Alterazioni cutanee: caratterizzate da arrossamento della cute e iperpigmentazione, oltre alla comparsa di eczemi. Si consigliano creme idratanti, l’utilizzo di detergenti a pH neutro e il lavaggio con acqua tiepida.
  • Disfagia: indica la difficoltà a deglutire cibi liquidi e solidi ed è in rapporto a eventuale malnutrizione iniziale. Si manifesta durante il trattamento ma può mantenersi a lungo anche in seguito, per cui si consiglia un energico supporto nutrizionale anche per via enterale o parenterale prima, durante e dopo il trattamento radiante.
  • Edema: le zone sottoposte a radioterapia, nella prima fase del trattamento, vanno incontro a edema e, nonostante gli antinfiammatori e i cortisonici, possono determinare la necessità di tracheostomia o derivazione delle vie digestive.

Le reazioni tardive sono più durature e possono influenzare in maniera maggiore la qualità di vita post-trattamento.

Sono rappresentate in genere da:

  • xerostomia (secchezza della bocca da danno alle ghiandole salivari);
  • danni dentari;
  • fibrosi sottocutanea e teleangectasie: il tessuto irradiato appare duro-grinzoso, iperpigmentato e con comparsa di piccoli capillari superficiali;
  • necrosi dei tessuti molli e dell’osso;
  • ototossicità;
  • ipotiroidismo.

Agli effetti collaterali della radioterapia si associano quelli comunemente riferibili alla chemioterapia, che principalmente in questo tipo di pazienti sono rappresentati da eritrodisestesie palmo-plantari, leuco-piastrinopenia e anemia, ma soprattutto dalla tossicità neurologica con neuropatie periferiche distali di tipo sensitivo-motorio che spesso si sovrappongono a quelle determinate dai substrati metabolici, dall’abuso di alcol e dal diabete.

Per contrastare questi effetti collaterali si consiglia in ogni caso di adottare una dieta ricca di frutta e verdura, assumere al bisogno blandi lassativi e antidolorifici e svolgere un’attività fisica, moderata e continua.

Tossicità dei farmaci a bersaglio anti-EGFR

Tali farmaci, che hanno rappresentato un rilevante miglioramento nella prognosi e nella risposta clinica della neoplasia testa-collo, benché utilizzati per un breve periodo in associazione al trattamento radiante, sono responsabili di una tipica tossicità dermatologica con eritema acneiforme. La prevenzione si basa sull’idratazione precoce e sull’utilizzo già prima dell’inizio del trattamento di creme idratanti contenenti urea e terapia antibiotica, soprattutto con tetracicline.

In tutti i pazienti con tumori testa-collo va curato il benessere psicologico, che è molto influenzato dall’entità delle cure e dal danno estetico dovuto a cicatrici e ad alterazioni fisiognomiche e funzionali.

La prevenzione del danno psicologico si basa sulla conoscenza e informazione della malattia in rapporto alla sede anatomica e alle caratteristiche dei trattamenti.

Nei gruppi di autoaiuto, che consentono di mettere a confronto le esperienze dei pazienti, è molto forte la condivisione del disagio e del suo possibile superamento.

A tal fine sono di rilevante importanza il rapporto con le Associazioni di pazienti, il supporto con specialisti psicologi e la riabilitazione con fisioterapisti dedicati e logopedisti.

Va infine considerato il rilevante dato della fatigue. Come evidenziato in una revisione pubblicata su JAMA Oncology del 2017, tale condizione richiede attenzione da parte dei medici e delle strutture che si dedicano all’ammalato, non escludendo l’utilizzo anche di sostanze naturali che aiutano a superare la debolezza fisica.

Dott. Antonio Maria Alberti - Oncologia Ospedale Sandro Pertini ASL RM 2 – ROMA; Presidente ALTEG (Associazione Lotta ai Tumori in Età Giovanile)

Bibliografia di riferimento

  • Bonner JA, Harari PB et al. Radiotherapy plus cetuximab for squamous-cell carcinoma of the head and neck. N Engl J Med 2006;354:567-78.
  • Mustian KM, et al. Comparison of Pharmaceutical, Psychological, and Exercise Treatments for Cancer-Related Fatigue: A Meta-analysis. JAMA Oncol. 2017 Jul 1;3(7):961-968
  • Vermorken JB et al. Cetuximab plus platinum-based therapy first line in recurrent and/or metastatic squamous cell carcinoma of the head and neck (SCCHN). Efficacy and safety results of a randomized phase III trial (EXTREME). ECCO 2007. Abs 5501.