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Effetti collaterali delle cure per il cancro del polmone

Parere degli esperti |time pubblicato il
Effetti collaterali delle cure per il cancro del polmone

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Tutti i trattamenti oggi disponibili per la cura dei tumori polmonari, dalla classica chemioterapia, alle moderne terapie biologiche, fino alla rivoluzionaria e innovativa immunoterapia, sono accompagnati da effetti collaterali, specifici per ogni tipo di terapia, che impattano molto sulla qualità di vita del paziente e che spesso condizionano il prosieguo o meno della terapia stessa. Tenendo sempre presente questo concetto di base, il lavoro dell’oncologo medico non è solo rivolto alla prescrizione della migliore cura possibile per quella determinata patologia, ma anche e soprattutto alla educazione del paziente per una corretta e attenta gestione degli effetti collaterali. Iniziamo dalla chemioterapia, non solo perché tradizionalmente rappresenta il punto di riferimento terapeutico per la cura dei tumori ma anche per l’alone di negatività, di paura e di preoccupazione con cui si è sempre accompagnato. Oggi, grazie ad un grande progresso delle terapie di supporto registrato nell’ultimo decennio, molte tossicità tradizionali legate alla chemioterapia, come nausea, vomito, mielodepressione, mucosite, ecc.., sono state quasi completamente superate: esistono farmaci così efficaci e così mirati per ogni singolo disturbo per cui i pazienti non devono più temere per tali complicanze legate alla terapia a cui dovranno essere sottoposti. Rimane, tuttora, il problema della caduta dei capelli, legato (bisogna sottolinearlo) solo ad alcuni farmaci, per fortuna sempre di meno e sempre meno utilizzati: ma anche in questo ambito i miglioramenti registrati nell’ambito della cosmesi e dei prodotti estetici disponibili (parrucche di alta qualità che è veramente difficile distinguere dai capelli normali), accompagnati anche da una maggiore maturità psicologica media dei pazienti che abbiamo oggi davanti, hanno fortemente ridotto l’impatto emotivo e psicologico di tale tossicità. Forse oggi il disturbo legato alla chemioterapia maggiormente riferito dai pazienti è quello globalmente inteso come “disturbo alimentare”, ovvero l’insieme di inappetenza, mancanza di gusto, perdita di peso, ecc.. Da questo punto di vista, oggi molte delle oncologie presenti su tutto il territorio nazionale si sono dotate di uno specifico supporto nutrizionale, nel quale il dietista accompagna l’oncologo medico in tutto il percorso di cura del paziente, dai momenti della diagnosi e dell’inizio delle terapie fino alle fasi più complesse della malattia avanzata. E’ questo un progresso culturale enorme, perché mette al centro la qualità di vita del paziente e non solo la sua possibilità di cura della malattia.

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Nel corso degli ultimi anni alla chemioterapia si sono affiancate le cosiddette targeted therapies, terapie biologiche rivolte contro un target specifico, terapie più mirate e meno tossiche. Meno tossiche, però, non significa esenti da effetti collaterali, si tratta invece di tossicità nuove, meno conosciute dalla stessa classe medica, che sta rapidamente imparando a gestire e a trattare. E’ il  caso della tossicità cutanea (come rash acneiforme, fissurazioni, xerosi, ecc..) (1), della tossicità endocrina (ipotiroidismo, ipofisite, ecc..) o della tossicità vascolare (ipertensione, proteinuria, trombosi, ecc..), che hanno preso il posto della nausea, vomito, alopecia legati alla chemioterapia, ma che vanno ugualmente bene inquadrati e bene trattati per garantire al paziente non solo una migliore cura del tumore ma anche una migliore qualità di vita.

Infine l’immunoterapia, un’arma rivoluzionaria nuova contro questa malattia che sta radicalmente cambiando il nostro approccio alla cura del tumore. Per la prima volta, infatti, la terapia non va ad agire direttamente sulle cellule tumorali (come avviene con la chemioterapia e con le terapie biologiche), ma va a stimolare il sistema immunitario del paziente affinchè da solo questo possa riconoscere e combattere il tumore. Un approccio rivoluzionario che ha altresì rivoluzionato lo spettro di tossicità con cui eravamo abituati a confrontarci: non c’è nausea, non c’è vomito, non c’è alopecia, non c’è tossicità cutanea, ecc.., sono farmaci molto efficaci e soprattutto ben tollerati. Tuttavia, in una buona percentuale dei pazienti il sistema immunitario può agire così intensamente da portare anche a reazioni di autoimmunità, per cui si possono avere pancreatiti, coliti, ipofisiti, ecc.., tutte su base immunitaria. Un nuovo profilo di tossicità, quindi, che bisogna imparare a riconoscere e a gestire. Sostanzialmente, però, si tratta di terapie globalmente molto meglio tollerate rispetto alla classica chemioterapia, e quindi se un consiglio proprio si vuole dare ai pazienti è quello di aver fiducia nella possibilità di cura della malattia, ma anche nella possibilità di gestire ogni evento collaterale che si dovesse presentare, e in tale prospettiva chiedere al e collaborare con il proprio oncologo di riferimento perché si possano avere tutte le informazioni utili per ridurre al minimo i disagi delle terapie oncologiche.

Michele De Tursi - Cattedra di Oncologia Medica, Università G. D’Annunzio, Chieti

Note

  1. De Tursi M, Zilli M, Carella C, Auriemma M, Lisco MN, Di Nicola M, Di Martino G, Natoli C, Amerio P Skin toxicity evaluation in patients treated with cetuximab for metastatic colorectal cancer: a new tool for more accurate comprehension of quality of life impacts. Onco Targets Ther. 2017 Jun 16;10:3007-3015