MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Effetti collaterali delle cure per il cancro del polmone: consigli per i malati

Parere degli esperti

PUBBLICATO

Effetti collaterali delle cure per il cancro del polmone: consigli per i malati
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Oggi lo scenario terapeutico di un paziente affetto da neoplasia del polmone comprende un trattamento chemioterapico e anche trattamenti mirati a bersaglio molecolare, per quei casi che presentano mutazioni specifiche del DNA della cellula tumorale, oppure che vengono sottoposti a trattamenti che stimolano il sistema immunitario ad aggredire la neoplasia o che bloccano la sua vascolarizzazione. Ognuno di questi trattamenti è gravato da effetti collaterali, quasi sempre di entità lieve o moderata, che devono essere gestiti perché il paziente possa beneficiare il più a lungo possibile del trattamento.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Cominciamo a parlare dei farmaci a bersaglio molecolare, in primis dei farmaci utilizzati nei pazienti con mutazione del gene EGFR. Sono registrati gefitinib, erlotinib, afatinib, e altri non ancora registrati e con il medesimo bersaglio possono essere proposti all'interno di protocolli di ricerca. La loro tossicità è principalmente cutanea (eruzione e secchezza cutanea, paronichia) e gastroenterica (diarrea, stomatite/mucosite).

Oltre il 60% dei pazienti presenta tossicità cutanea, quasi sempre lieve/moderata, mentre una tossicità severa si osserva in meno del 16% dei casi. Per ridurre il rischio di effetti collaterali cutanei che possono portare a sospensione temporanea o permanente della terapia è importante cercare di prevenire la loro insorgenza. È importante idratare la pelle con creme emollienti diverse volte al giorno, ed evitare l'esposizione al sole. Gli unguenti sono più utili nelle eruzioni secche; sono da evitare creme a base di acqua che possono ulteriormente seccare la pelle, ed emollienti molto grasse che incrementano il rischio di follicolite. Sarebbe utile utilizzare uno shampoo che riduca il rischio di follicolite del cuoio capelluto, per esempio ketoconazolo, betadine ecc. Bisognerebbe inoltre evitare l'esposizione prolungata al sole, specialmente nelle ore più calde, e proteggersi con abiti adatti oppure con creme solari a protezione alta (fattore di protezione almeno 30).

Per la gestione della tossicità cutanea, oltre l'utilizzo di emollienti, a seconda della gravità della dermatite e previa valutazione specialistica oncologica e/o dermatologica, possono essere prescritti antibiotici topici in formulazione senza alcol per almeno 14 giorni, corticosteroidi topici, antibiotici per via orale e/o anti-istaminici. Il medico oncologo di riferimento valuterà inoltre la necessità di sospendere temporaneamente il trattamento o ridurne il dosaggio.

La paronichia invece è un'infiammazione dei tessuti molli attorno all'unghia e può condizionare la vita quotidiana del paziente. È importante cercare di prevenire questo evento avverso, come per la dermatite. Il paziente deve cercare di mantenere più asciutti possibile le mani e i piedi, evitare di tenere le mani a contatto con acqua insaponata per periodi prolungati, utilizzando guanti per lavare i piatti ecc. Procedere con attenzione a manicure e pedicure, evitando i traumi e le lesioni delle unghie. Bisogna applicare emollienti regolarmente, indossare scarpe non strette ma che proteggano le unghie.

Alcuni pazienti trovano beneficio immergendo la parte interessata in acqua calda (15 minuti, 3-4 volte al giorno) o in una soluzione in parti uguali di acqua ed aceto bianco (15 minuti al giorno). Possono essere utilizzati prodotti topici contenenti combinazioni di corticosteroidi e antimicrobici, e nei casi più importanti possono essere prescritti antibiotici orali e applicazioni di nitrato di argento. È importante che il paziente informi il medico oncologo di riferimento tempestivamente, onde evitare il peggioramento della paronichia.

La diarrea di forma secretoria è l'effetto collaterale più frequentemente osservato nei pazienti che assumono un inibitore EGFR. Tra il 25 e il 95% dei pazienti presentano diarrea di ogni grado, con una diarrea severa in meno del 13% dei casi. Il medico oncologo, prima della prescrizione di un inibitore EGFR, deve valutare le abitudini dell'alvo del paziente nonché i farmaci che assume cronicamente. Non vi sono evidenze importanti per consigliare una modificazione della dieta, e potrebbe essere suggerita una dieta a basso contenuto lipidico e di fibre, riducendo il consumo di frutta, alcol, carne rossa, spezie e caffeina, oppure consigliando una valutazione dietologica. Le restrizioni alimentari possono però avere un impatto negativo sulla qualità di vita del paziente.

Per quel che riguarda la gestione della diarrea, si consiglia assunzione di loperamide 4 mg dopo il primo episodio, e 2 mg dopo gli eventuali episodi successivi, fino a 16-20 mg al giorno. Bisogna assumere 1-1,5 litri di soluzioni isotoniche, reidratanti orali, evitando di bere più di mezzo litro di liquidi ipotonici al giorno, come acqua, tè, succhi di frutta, che possono peggiorare la diarrea. Se la diarrea persiste nonostante loperamide, o se peggiora di intensità, si raccomanda una consultazione medica oncologica, per valutare l'eventuale prescrizione di codeina, partendo da 30 mg al giorno, fino a 60 mg al giorno quattro volte al giorno, o la temporanea riduzione del dosaggio o la sospensione del trattamento antitumorale, oppure il ricovero del paziente per terapia di supporto in casi di diarrea severa e disidratazione.

Anche la stomatite/mucosite è un effetto indesiderato frequente. Nel caso, è importante mantenere una buona igiene orale con un corretto spazzolamento dei denti e utilizzo di filo interdentale, due volte al giorno; un collutorio senza alcol è consigliato. Assumere cibo che non causa lesioni della mucosa orale, per esempio cibi morbidi, umidi, facili da masticare e deglutire, consumati a temperatura ambiente, senza spezie e sale. Si consiglia di bere acqua, di usare il burro di cacao per le labbra, e dare sollievo alla bocca con ghiaccioli e cubetti di ghiaccio.

Per la mucosite/stomatite lieve potrebbe essere utile eseguire sciacqui con bicarbonato di sodio, e valutare l'opportunità di profilassi o trattamento di un’eventuale sovra-infezione microbica. In caso di peggioramento il medico oncologo valuterà la riduzione del dosaggio della terapia o la sua sospensione, prescrivendo anestetici locali, agenti di rivestimento della mucosa orale, o benzidamina, analgesici e antimicrobici locali e sistemici.

Effetti collaterali simili possono essere causati dai trattamenti immunologici di recente introduzione nella cura del tumore del polmone, principalmente di istotipo squamoso. Diverso è il meccanismo che causa la dermatite, la mucosite e la colite, rispetto ai farmaci di cui abbiamo parlato finora, e la gestione di questi è sostanzialmente farmacologica con cortisonici. È di primaria importanza seguire molto attentamente le indicazioni oncologiche fornite al momento della prescrizione di questi farmaci e di rivolgersi tempestivamente al proprio oncologo per ogni problematica, senza temporeggiare e senza paura di disturbare.

Un paziente invece che riceve un trattamento anti-angiogenetico (che ha la funzione di bloccare la vascolarizzazione del tumore) in combinazione con la chemioterapia, potrebbe sviluppare effetti collaterali cardiovascolari, con incremento della pressione arteriosa e necessità di assumere farmaci antipertensivi oppure di aumentare il loro dosaggio, aumento del rischio di avere sanguinamento, più frequentemente epistassi o gengivorragia, dolore addominale, o eventi trombotici-tromboembolici arteriosi o venosi. È importante riferire ad ogni controllo medico eventuali problematiche, per una tempestiva gestione di questi eventi avversi.

Un paziente infine che riceve un trattamento chemioterapico senza farmaci a bersaglio molecolare deve cercare di svolgere una vita quotidiana normale, e seguire le raccomandazioni fornite dal centro oncologico di riferimento. Deve assumere i farmaci che vengono prescritti per ridurre l'incidenza di nausea e vomito e cercare di consumare con regolarità cibi saporiti, gustosi, con frequenti spuntini. La stipsi, spesso causata dai farmaci contro nausea e vomito, può essere controllata con una dieta adeguata e/o con lassativi naturali o osmotici. Deve idratarsi regolarmente, almeno 1,5 litri di liquidi al giorno, e cercare di mantenere una corretta igiene orale.

Tutti i pazienti con tumore del polmone in trattamento devono cercare di svolgere una vita quotidiana fisica e mentale attiva, conforme alla loro condizione clinica, partecipando attivamente al trattamento loro offerto.

Petros Giovanis - Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica, Ulss 2, Feltre

Letture consigliate

  • Califano R, Tariq N, Compton S, et al. Expert consensus on the management of adverse events from EGFR tyrosine kinase inhibitors in the UK. Drugs 2015;75:1335-48.
  • Friedman CF, Proverbs-Singh TA, Postow MA. Treatment of the immune-related adverse effects of immune checkpoints inhibitors. A review. JAMA Oncol 2016 June 30.