I disturbi della sfera sessuale nei pazienti lungoviventi dopo diagnosi tumorale

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I disturbi della sfera sessuale nei pazienti lungoviventi dopo diagnosi tumorale

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La salute sessuale è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale legato alla sessualità, specificando che essa è una componente integrante della qualità della vita in tutta la sua durata.

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Le disfunzioni sessuali si caratterizzano per una persistente incapacità di raggiungere una prestazione sessuale soddisfacente e possono essere causate da alterazioni organiche e/o psicologiche che influenzano il desiderio, l’eccitazione, l’orgasmo o che causano dolore.

Le malattie oncologiche e i necessari trattamenti causano una serie di trasformazioni fisiche e psicologiche che possono avere un rilevante impatto sulla salute sessuale. Alcuni dati evidenziano che il 50% delle persone affette da tumore ha delle alterazioni della sfera sessuale già alla diagnosi, e che tale percentuale aumenta nettamente a seguito delle terapie [1]. Trattamenti chirurgici, chemioterapici, radioterapia e terapia ormonale possono causare danni alla salute sessuale attraverso molteplici meccanismi. Modifiche dell’immagine corporea causate ad esempio da interventi chirurgici per neoplasie mammarie, confezionamento di stomie dopo interventi chirurgici per tumori intestinali o urologici, perdita dei capelli a seguito di chemioterapie e radioterapie possono provocare vergogna, rabbia, demoralizzazione, diversa percezione della propria identità di genere che esitano in gravi disturbi della sessualità. Inoltre le persone affette da tumore hanno spesso sintomi, come dolore o stanchezza, ansia legata alla paura della ripresa della malattia, che possono impattare fortemente sulla salute sessuale. Molto spesso le alterazioni organiche, le conseguenze psicologiche e le paure legate alla malattia determinano difficoltà nel rapporto con il proprio partner come sensi di colpa, sensazioni di essere in difetto per non avere desiderio sessuale, ansia da prestazione [2,3]. Per tali motivi le Linee Guida Internazionali per la gestione dei disturbi della sessualità consigliano di coinvolgere sin dall’inizio il partner, se la persona malata acconsente.

Per ciò che riguarda la prevalenza di tali disturbi, sono stati pubblicati diversi lavori scientifici che evidenziano la presenza di tali problematiche sostanzialmente in tutti i tipi di neoplasie. Le donne con tumore mammario, ad esempio, hanno una probabilità significativamente maggiore di soffrire di problemi sessuali rispetto alle donne sane, con percentuali variabili tra il 16 e il 63% nelle diverse casistiche [4-6]. Nelle donne affette da tumori ginecologici e negli uomini con neoplasia prostatica le disfunzioni sessuali sono molto frequenti in considerazione della sede di malattia e dei trattamenti oncologici necessari: danno da radioterapia e/o da chirurgia sugli organi sessuali, alterazioni ormonali conseguenti alla chemioterapia e alla terapia ormonale [7-10]. Per esempio, negli uomini affetti da tumori della prostata il declino della funzione sessuale è stato identificato come la più comune causa di peggioramento della qualità di vita [11,12].

Una diagnosi di tumore in età giovanile, per esempio tumori del testicolo o tumori ematologici, e ancor di più in età pediatrica, può impattare gravemente su intimità e sessualità, rischiando di compromettere lo sviluppo psicosessuale e creando disturbi della sfera sessuale che spesso si cronicizzano [13-17].

A fronte di evidenze forti del fatto che le persone affette da tumore hanno frequentemente disturbi della sfera sessuale, sono pochi gli studi scientifici che valutino l’efficacia di strategie o trattamenti specifici per la gestione di tali disfunzioni. I pochi studi pubblicati sono stati condotti per lo più in pazienti con neoplasie mammarie o ginecologiche per il genere femminile o in pazienti con neoplasie prostatiche per il genere maschile, comunque su pochi pazienti, quasi sempre su persone o coppie eterosessuali e con molti limiti da un punto di vista metodologico [18-21]. I trattamenti per i disturbi della sfera sessuale sono molteplici e spesso andrebbero integrati: terapie ormonali sistemiche e/o locoregionali per i problemi vaginali e per il dolore durante la penetrazione, terapie farmacologiche come gli inibitori della fosfodiesterasi 5 per i disturbi dell’erezione, interventi psicoeducazionali per la persona o di coppia, gruppi di supporto. Dagli studi disponibili emerge chiaramente il fatto che anche interventi semplici, come la distribuzione di materiale informativo scritto o colloqui con personale formato (infermieri, medici, altri pazienti), possano impattare positivamente sulla salute sessuale.

Nonostante i limiti degli studi scientifici, numerose linee guida internazionali (ASCO, American Society of Clinical Oncology; NCCN, National Comprehensive Cancer Network; Linee Guida Ontario) danno indicazioni su ciò che è possibile fare per la gestione di tali disturbi [21-23]. A questo proposito sono da poco state aggiornate le linee guida “Lungoviventi” dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM), approvate dall’Istituto Superiore di Sanità, in cui è presente un capitolo dedicato ai disturbi della salute sessuale [2].

Ad esempio le linee guida dell’ASCO, come prima indicazione, raccomandano di discutere delle problematiche della salute sessuale fin dalla prima visita, alla diagnosi di malattia tumorale, consigliando fortemente il coinvolgimento da subito del partner, se il/la paziente lo desidera [21].

Anche nelle linee guida NCCN viene raccomandato di valutare la salute sessuale ad ogni valutazione, dalla diagnosi, durate i trattamenti e nei successivi controlli di follow-up [22]. Nonostante tali raccomandazioni i dati disponibili evidenziano che le problematiche sessuali sono poco considerate nella pratica clinica e spesso non gestite [25,26].

Gli ostacoli alla gestione delle problematiche sessuali sono molteplici [27-29]. Vi possono essere ostacoli legati alle difficoltà vissute dalle persone affette da tumore circa questo argomento: imbarazzo e riluttanza a parlare di sessualità, evitamento emotivo, poca rilevanza rispetto alla situazione di malattia. Ma la difficoltà alla gestione di tali disfunzioni sono anche legate ad attitudine e percezione del problema da parte dei curanti. La formazione universitaria sia di Medicina sia di Scienze Infermieristiche, infatti, non prepara adeguatamente gli studenti alla valutazione e alla cura della salute sessuale [29]. Inoltre vi sono ostacoli legati all’organizzazione sanitaria: ad esempio una survey rivolta a medici e infermieri della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta ha evidenziato che in più del 60% dei casi l’operatore non era in grado di offrire ai pazienti una consulenza sessuologica come indicato dalle linee guida internazionali [26].

È chiaro quindi che i disturbi della sfera sessuale nelle persone affette da tumore sono frequenti, spesso cronici e ingravescenti, e di non facile gestione. Le linee guida e le raccomandazioni per la pratica clinica possono aiutare gli operatori sanitari a gestire tali problematiche, ma il passo più importante è chiedere ai pazienti sistematicamente notizie circa la salute sessuale, aprendo il dialogo e restando disponibili a ridiscutere di tali argomenti quando la persona lo vorrà.

Bibliografia

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  11. Helgason AR, Fredrikson M, Adolfsson J, et al. Decreased sexual capacity after external radiation therapy for prostate cancer impairs quality of life. Int J Radiat Oncol Biol Phys 1995;32(1):33-9.
  12. Penson DF, Feng Z, Kuniyuki A, et al. General quality of life 2 years following treatment for prostate cancer: what influences outcomes? Results from the prostate cancer outcomes study. J Clin Oncol 2003;21(6):1147-54.
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