Disfagia nel tumore della testa e del collo

Notizia |
Disfagia nel tumore della testa e del collo

La disfagia può essere un sintomo iniziale del tumore testa-collo e può anche residuare o comparire dopo che questa neoplasia è stata trattata. Due studi hanno valutato tali aspetti e le loro conclusioni hanno indicato che bisogna porre attenzione alla disfagia nei soggetti anziani e che, quando il sintomo compare dopo le terapie, può penalizzare la qualità di vita.

Potrebbe interessarti anche…

Uno studio eseguito negli Stati Uniti ha valutato, in maniera retrospettiva, le cartelle cliniche di 731 soggetti di età superiore a 64 anni che erano stati sottoposti, fra il 2010 e il 2018, a un esame per la valutazione della deglutizione, denominato videofluoroscopia. La casistica è stata divisa in tre fasce di età: giovani/anziani, di età compresa fra 65 e 74 anni, anziani/anziani, di età compresa fra 75 e 84 anni, e anziani/più anziani, di età superiore a 85 anni. In queste persone la presenza della disfagia è stata posta in relazione con i risultati della videofluoroscopia. Si è osservato che la disfagia era causata più spesso dal tumore testa-collo nei soggetti appartenenti al gruppo dei giovani/anziani (p<0.0001). Negli anziani/più anziani il sintomo era dovuto invece più frequentemente a demenza (p<0.0001) o alla presbifagia, vale a dire alle alterazioni della deglutizione dovute all’insieme di disfunzioni conseguenti all’età. La videofluoroscopia ha permesso anche di definire specifiche alterazioni del meccanismo della deglutizione, rispetto alle diverse cause. In particolare, la disfagia dovuta al tumore testa-collo, o ad altre alterazioni degli organi che partecipano a quel processo, era caratterizzata da una ritardata risposta della faringe alla deglutizione (p<0.05) e a una fase di aspirazione durante la stessa. A commento dei risultati, gli autori hanno sottolineato che, a seconda dell’età, la disfagia può avere cause diverse, e presentare caratteristiche differenti.

Anche dopo che il tumore della testa e del collo è stato trattato, si può osservare la disfagia, insieme a problemi nel parlare e a dolore. Tutto ciò può avere ripercussioni negative sul quadro clinico, sui comportamenti dei malati, sulla loro socialità e sulla qualità di vita. Zebralla e colleghi hanno studiato 689 persone con tumore della testa e del collo, che sono state sottoposti a controlli regolari tra il luglio 2013 e il settembre 2019 e che hanno compilato questionari mirati a valutare disfagia, problemi della voce, dolore, astenia e qualità della vita. Con specifiche analisi statistiche sono state cercate relazioni tra gli andamenti delle variabili registrate. Nel 54.9% dei casi si è rilevata disfagia. Il punteggio medio del questionario sulla voce è stato di 37.6 ± 33.9, in un intervallo compreso tra 0 e 100, e il punteggio medio della voce è stato di 1.98 ± 2.24, in un intervallo da 0 a 10. Nei soggetti trattati con tre approcci, chirurgia, radioterapia e chemioterapia, si sono registrati i punteggi più alti della disfagia, la presenza della quale si è associata, in maniera significativa, a quella dei problemi della voce e a quella del dolore. La frequenza di associazione maggiore ha riguardato disfagia e dolore (r=0.51). La qualità della vita ha mostrato una stretta associazione con la disfagia (r= -0.39) e con il dolore (r= -0.40). L’associazione con i problemi della voce è stata meno stretta (r= -0.28).

I due studi hanno dimostrato che la disfagia può essere un sintomo di allarme importante, nei soggetti anziani con tumore della testa e del collo, e può costituire un problema clinico e sociale rilevante in più della metà delle persone trattate per questa neoplasia. Per il primo aspetto, sarebbe importante che i medici ponessero la giusta attenzione al sintomo, per rendere la diagnosi più precoce e, per il secondo, è auspicabile l’individuazione di soluzioni per prevenire la comparsa della disfagia o per minimizzarne gli effetti.                     

Tommaso Sacco

Fonti:

Fact checking

Fact checking disclaimer

ll team di Fondazione si impegna a fornire contenuti che aderiscono ai più alti standard editoriali di accuratezza, provenienza e analisi obiettiva. Ogni articolo è accuratamente controllato dai membri della nostra redazione. Inoltre, abbiamo una politica di tolleranza zero per quanto riguarda qualsiasi livello di plagio o intento malevolo da parte dei nostri scrittori e collaboratori.

Tutti gli articoli di Fondazione Merck Serono aderiscono ai seguenti standard:

  • Tutti gli studi e i documenti di ricerca di cui si fa riferimento provengono da riviste o associazioni accademiche di riconosciuto valore, autorevoli e rilevanti.
  • Tutti gli studi, le citazioni e le statistiche utilizzate in un articolo di notizie hanno link o riferimenti alla fonte originale.
  • Tutti gli articoli di notizie devono includere informazioni di base appropriate e il contesto per la condizione o l'argomento specifico.