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Confermata l’efficacia a lungo termine di un farmaco per la cura del carcinoma a cellule di Merkel

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Confermata l’efficacia a lungo termine di un farmaco per la cura del carcinoma a cellule di Merkel

Uno studio, che ha coinvolto ricercatori di vari Paesi del Mondo fra i quali l’Italia, ha seguito per un periodo prolungato persone con carcinoma a cellule di Merkel trattate con il farmaco avelumab. Si è rilevato che la cura produce una risposta protratta nel tempo e ciò suggerisce vantaggi in termini di sopravvivenza.

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Il carcinoma a cellule di Merkel è una neoplasia rara e aggressiva della pelle, che determina ridotte percentuali di sopravvivenza nei soggetti nei quali la malattia ha prodotto metastasi a distanza. In una prima esperienza, eseguita con il farmaco avelumab, si era osservato un buon livello di efficacia e di tollerabilità nel breve termine. Kaufman e colleghi hanno pubblicato i dati relativi a un periodo di osservazione superiore o uguale a un anno, di casi di carcinoma a cellule di Merkel con metastasi a distanza che aveva progredito dopo un iniziale trattamento con chemioterapia. A tutti i soggetti è stato somministrato avelumab alla dose di 10 mg per kg di peso corporeo con infusione endovenosa della durata di un’ora. La cura è stata somministrata ogni due settimane fino a: dimostrazione che la malattia progrediva, effetti collaterali gravi o esclusione dallo studio. Il principale criterio di valutazione dell’efficacia è stata la risposta complessiva al trattamento. Un totale di 88 malati è stato seguito per almeno 12 mesi e la frequenza di risposta obiettiva confermata è stata del 33.0% (95% IC, 23.3%-43.8%; risposta completa 11.4%). Si è rilevato che, nel 74% dei casi, la risposta alla terapia si è mantenuta per 1 anno o più e che, nel 72.4%, la risposta era ancora presente nel momento in cui i dati sono stati analizzati. Data la durata della risposta, non si è potuto calcolare il valore medio della stessa e la sopravvivenza libera da progressione della malattia è risultata prolungata. A 1 anno, la sopravvivenza libera da progressione è stata del 30% (95% IC, 21%-41%) e la sopravvivenza complessiva è stata del 52% (95% IC, 41%-62%). La sopravvivenza complessiva media è stata di 12.9 mesi (95% IC, 7.5-non stimabile). L’analisi delle caratteristiche dei soggetti trattati ha suggerito che una maggiore probabilità di risposta era associata a minore assunzione precedente di cure sistemiche, minore gravità della malattia all’inizio dello studio e presenza della molecola PD-L1 sulle cellule del tumore. Comunque, precisano gli autori, la risposta protratta si è verificata indipendentemente dalle caratteristiche che aveva il tumore all’inizio dello studio.

Kaufman e colleghi hanno concluso che l’osservazione protratta da loro eseguita ha notato che l’avelumab determina una risposta duratura e miglioramenti promettenti della sopravvivenza.

Fonte: Updated efficacy of avelumab in patients with previously treated metastatic Merkel cell carcinoma after ≥1 year of follow-up: JAVELIN Merkel 200, a phase 2 clinical trial; Journal for ImmunoTherapy of Cancer (2018) 6:7