Cisplatino: utilizzo e tossicità

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Cisplatino: utilizzo e tossicità

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Il cisplatino è un farmaco chemioterapico alchilante utilizzato dalla fine degli anni Settanta. Ha dimostrato elevata attività antitumorale sia come singolo agente sia in combinazione con altri farmaci antineoplastici. Nonostante sia un farmaco “vecchio”, è ancora oggi molto utilizzato e rimane un trattamento fondamentale per diverse neoplasie. Nel corso degli anni le sue indicazioni sono progressivamente aumentate: viene attualmente somministrato per via endovenosa in soluzione salina per il trattamento di neoplasie solide ed ematologiche. In particolare, viene utilizzato nella terapia adiuvante, neo-adiuvante o palliativa delle seguenti patologie oncologiche: carcinoma del polmone a piccole cellule e non a piccole cellule, carcinoma dello stomaco, carcinoma dell’esofago, neoplasie del distretto testa-collo, carcinoma della vescica, carcinoma dell’ovaio, osteosarcoma. In associazione con bleomicina e vinblastina (o etoposide) offre elevate percentuali di guarigione dal carcinoma non seminomatoso del testicolo.

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I composti del platino condividono una tossicità caratteristica che è rimasta invariata negli anni. Gli effetti avversi possono essere categorizzati in tossicità acuta, che comprende mielodepressione, nausea e vomito, e tossicità ritardata, che comprende invece neuropatie, alterazioni della funzionalità renale ed epatica, ototossicità, disturbi elettrolitici. Nonostante le tossicità non siano cambiate, un importante cambiamento è stato ottenuto grazie a quelle terapie di supporto effettuate normalmente insieme alla chemioterapia. Pertanto è sicuramente migliorata la tossicità gastroenterica, in particolare nausea e vomito sono nettamente ridotti grazie all’utilizzo di farmaci che prevengono o trattano la loro comparsa.

Una tossicità caratteristica è quella relativa all’udito, che può insorgere anche dopo la prima somministrazione, soprattutto con dosi maggiori o uguali a 75 mg/mq. Pertanto sarebbe meglio evitare la somministrazione di cisplatino in caso di grave ipoacusia. Come viene evidenziato nella revisione sistematica di Jessica Paken et al. del 2019 [1], non esiste a oggi un agente otoprotettivo raccomandato di routine per la prevenzione dell’ototossicità associata a cisplatino; per questo motivo è di fondamentale importanza l’approccio multidisciplinare per integrare un programma di monitoraggio audiologico in modo tale da ridurre qualsiasi ulteriore perdita della qualità di vita dei pazienti affetti.

La tossicità più caratteristica e soprattutto dose-correlata è quella renale; il cisplatino può determinare una tossicità diretta a livello dei tubuli renali, causando nei casi più seri un quadro di insufficienza renale acuta. Prima di somministrare il cisplatino è essenziale quindi valutare accuratamente la funzionalità renale sia con esami del sangue sia con esami specifici sulle urine delle 24 ore. In caso di funzionalità renale non permissiva all’inizio (ad esempio un filtrato renale inferiore a 60) sarebbe meglio evitare l’utilizzo di cisplatino. Ad oggi non ci sono molti farmaci in grado di mitigare questo effetto collaterale. Una revisione sistematica del 2017 [2] mostra come l’unico accorgimento sia l’utilizzo di schemi che prevedono un’abbondante idratazione durante l’infusione della chemioterapia. Inoltre, per limitare ulteriormente la nefrotossicità può risultare utile l’integrazione di magnesio. Sull’uso dei diuretici durante l’infusione di cisplatino, invece, non ci sono ancora dati certi, in quanto i diuretici stessi, soprattutto alcune classi, sembrano peggiorare l’effetto tossico del cisplatino sul rene. È comunque sempre importante, indipendentemente dai valori iniziali, mantenere un attento monitoraggio della funzionalità renale in corso di trattamento con cisplatino.

Ad oggi, grazie appunto alla terapie di supporto e a una corretta anamnesi del paziente oncologico, si cerca di garantire l’indicazione e la continuità terapeutica con cisplatino soprattutto in quelle patologie in cui può avere un ruolo curativo come quelle del distretto cervico-cefalico.

Bibliografia

  1. Paken J, Govender CD, Pillay M, et al. A review of cisplatin-associated ototoxicity. Semin Hear 2019;40(2):108-21.
  2. Crona DJ, Faso A, Nishijima TF, et al. A systematic review of strategies to prevent cisplatin-induced nephrotoxicity. Oncologist 2017;22(5):609-19.

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