Cinque proposte di legge per migliorare le tutele sul lavoro per i malati oncologici

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Cinque proposte di legge per migliorare le tutele sul lavoro per i malati oncologici

La Favo (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato) è stata recentemente chiamata a parlare in un’audizione presso la Camera su 5 proposte di legge per migliorare le tutele sul lavoro per i malati oncologici ed in particolare la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche dei lavoratori affetti da tumori, malattie invalidanti e croniche.

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Le 5 proposte di legge sono: 

Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche: Presentata dall’On. Silvana Comaroli, la proposta di legge mira a tutelare i lavoratori dipendenti affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche affinché conservino il posto di lavoro per tutto il periodo necessario alle cure o ai trattamenti che comportano condizioni psicofisiche non compatibili con l’attività lavorativa e, comunque, per un periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla certificazione medica specialistica, salvo, ovviamente, che i CCNL di categoria non prevedano norme di maggiore favore. 

Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i periodi di assenza retribuiti per i lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche: Presentata dall’ On. Elvira Salvino, questa proposta si preoccupa di mettere le persone affette da una patologia grave – come sono le patologie oncologiche, invalidanti o croniche – nelle condizioni di conservare il proprio posto di lavoro, ed essere così pienamente tutelate in relazione alle proprie necessità terapeutiche e ad eventuali altre esigenze particolari, per un periodo maggiore di quello attualmente previsto, e quindi in parziale deroga da quanto sancito dalla normativa vigente e dai contratti collettividi lavoro. 

Modifica all’articolo 6 del regio decreto-legge 13 novembre 1924, n. 1825, convertito dalla legge 18 marzo 1926, n. 562, in materia di conservazione del posto di lavoro in caso di malattia oncologica o necessitante di prolungate terapie, anche riabilitative: L’On. Debora Serracchiani ha proposto una legge che ha l’obiettivo di intervenire sul decreto legge n. 1825 del 1924 (in caso di interruzione di servizio dovuta ad infortunio o malattia, il lavoratore conserva il proprio posto di lavoro per un periodo di tre mesi, se ha un’anzianità di servizio non superiore a dieci anni, e per un periodo di sei mesi, se ha un’anzianità di servizio di oltre dieci anni), prevedendo che il periodo di comporto, laddove non stabilito in misura più favorevole dalla contrattazione collettiva di riferimento, sia raddoppiato in caso di patologie di tipo oncologico o che comunque necessitano di prolungate terapie, anche di carattere riabilitativo. 

Delega al Governo per la modifica della normativa sul diritto alla conservazione del posto di lavoro per i lavoratori dipendenti e sull’indennità di malattia per i lavoratori autonomi affetti da patologie oncologiche o altre gravi malattie temporaneamente invalidanti: Gli Onorevoli Walter Rizzetto e Ylenja Lucaselli hanno presentato una proposta di legge che si pone il fine di riconoscere un congruo periodo di comporto ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, con equità di trattamento tra tutti i lavoratori, sia del settore pubblico che di quello privato. 

Delega al Governo per la modifica della disciplina sul diritto alla conservazione del posto di lavoro per i lavoratori dipendenti e sull’indennità di malattia per i lavoratori autonomi affetti da patologie oncologiche o altre gravi malattie temporaneamente invalidanti: L’On.  Enrica Segneri ha proposto di ampliare le tutele previste dall’ordinamento giuridico per garantire un’effettiva omogeneità di trattamento tra tutti i lavoratori affetti da patologie oncologiche, o da altre gravi patologie, da cui discenda una temporanea inabilità lavorativa pari al 100 per cento. 

La delegazione Favo ha espresso soddisfazione per gli strumenti di tutela indicati nelle diverse proposte di legge, valutandoli come appropriati per garantire in concreto la piena ed effettiva inclusione lavorativa delle persone malate di cancro, e ha fatto le seguenti proposte volte a rafforzare e rendere più completa la tutela dei lavoratori affetti da tumori, malattie invalidanti e croniche:

  • semplificazione burocratica della certificazione della patologia oncologica per la fruizione dei benefici economici e giuridici e di tutela del lavoro.
  • esplicito divieto di lavoro in orario notturno.
  • revisione del congedo retribuito di 30 giorni lavorativi all’anno per cure agli invalidi (con invalidità superiore al 50%) da estendersi anche alle assenze per trattamenti riabilitativi ed alle visite diagnostiche e di follow up
  • equiparazione dei giorni di assenza per visite specialistiche, esami diagnostici e trattamenti riabilitativi ai giorni di assenza per malattia.
  • richiamo dell’esenzione, per i lavoratori con grave patologia certificata, dalle fasce di reperibilità in malattia
  • atto di indirizzo alle casse di previdenza ordinistiche delle libere professioni affinché garantiscano in modo omogeneo interventi minimi comuni a sostegno del reddito professionale in caso di malattia oncologica o di altra grave patologia.
  • coordinamento delle norme di tutela dei lavoratori caregiver di malati oncologici o di altri gravi patologie.
  • esplicita previsione del coinvolgimento delle associazioni dei pazienti e di volontariato oncologico nelle attività di approfondimento ed istruttoria governativa e/o parlamentare al fine di individuare le soluzioni più idonee e valorizzazione del ruolo delle associazioni nell’informazione ai malati e caregiver sui rispettivi diritti.

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