Chemioterapia e trattamenti loco-regionali per il tumore metastatico del colon-retto

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Chemioterapia e trattamenti loco-regionali per il tumore metastatico del colon-retto

In questa intervista, Alberto Zaniboni, Direttore del Dipartimento di Oncologia della Fondazione Poliambulanza di Brescia, parla delle scelte relative ai protocolli di chemioterapia e alle terapie loco-regionali per il cancro metastatico del colon-retto.

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I protocolli di chemioterapia per il cancro del colon-retto hanno raggiunto oggi un elevato grado di personalizzazione. I criteri sulla base dei quali vengono scelte le combinazioni di farmaci inseriti in tali protocolli riguardano principalmente le caratteristiche del malato e gli obiettivi che quest’ultimo concorda con l’oncologo di riferimento. Lo stato generale di salute e l’età “biologica” della persona affetta dal tumore sono aspetti fondamentali da considerare. Si sottolinea che l’età da considerare è quella biologica e non quella anagrafica perché oggi molti soggetti avanti negli anni possono affrontare cure che una volta erano riservate ai più giovani, grazie, appunto, al buono stato di salute. Un altro aspetto da considerare, in parte correlato a quello appena citato, riguarda gli obiettivi che ci si pongono. Infatti, in base alle caratteristiche del cancro e del malato, si può puntare a una guarigione o a una cronicizzazione della malattia, per la quale si possono scegliere cure meno potenti, ma tollerate meglio. Quello che Alberto Zaniboni sottolinea è che tutte le scelte devono essere condivise con la persona affetta dal tumore, spiegando pro e contro di ciascuna opzione. Decisa la cura e iniziata la sua somministrazione, si possono presentare effetti indesiderati. Nella loro gestione gioca un ruolo decisivo il personale infermieristico del Centro di oncologia, che può suggerire ai malati gli approcci migliori per gestirli, evitando l’abbandono della terapia. Il relatore segnala che la perdita dei capelli, che molti associano al trattamento delle neoplasie, non si presenta quasi mai nelle persone in cura per il cancro del colon-retto, mentre è frequentissima l’astenia, che di solito dura per 2-3 gg dopo l’infusione, ma può ridurre molto la qualità di vita. L’inappetenza è frequente e va affrontata con approcci mirati, come anche il vomito, che oggi si previene efficacemente con farmaci specifici. Infine, ci possono essere diarrea e infiammazioni delle mucose, che sono comunque gestibili. Nell’intervista, Alberto Zaniboni fa cenno anche alle terapie loco-regionali e alla radioterapia esterna, che a volte riescono a ridurre le dimensioni o a eliminare il tumore primario o le sue metastasi.

Tommaso Sacco
Video: Marco Marcotulli

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