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Carcinoma squamoso di testa e collo: la radioterapia a intensità  modulata comporta meno effetti collaterali della radioterapia tradizionale?

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Carcinoma squamoso di testa e collo: la radioterapia a intensità  modulata comporta meno effetti collaterali della radioterapia tradizionale?

In una ricerca condotta su alcuni pazienti con carcinoma squamoso di testa e collo (HNSCC, dall'inglese Head and Neck Squamous Cell Carcinoma, che significa carcinoma a cellule squamose di testa e collo) da un gruppo di studiosi della Gran Bretagna, pubblicata su The Lancet Oncology, la radioterapia a intensità  modulata (IMRT, dall'inglese Intensity Modulated Radiotherapy, che significa proprio radioterapia a intensità  modulata) è risultata più tollerata della radioterapia tradizionale.

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L'HNSCC è il tipo di tumore di testa e collo più diffuso nel mondo. Le neoplasie di testa e collo insorgono nei tessuti o negli organi del distretto cervico-facciale, che include la cavità  orale, le cavità  nasali, le orecchie, la faringe e la laringe.

La radioterapia è una cura che comporta la somministrazione di radiazioni. Il settore medico nel quale la radioterapia ha applicazioni più estese è la cura dei tumori. IMRT è una forma di radioterapia che permette di irradiare con assoluta precisione, senza intaccare i tessuti sani circostanti, e con dosi di radiazioni elevate anche tumori (bersagli) di forma complessa e/o localizzati in prossimità  di strutture critiche, che in genere sono in grado di tollerare dosi inferiori di radiazioni rispetto a quelle richieste per il trattamento della neoplasia.

La radioterapia convenzionale per il trattamento dei tumori del collo e della testa può danneggiare le ghiandole salivari, che hanno il compito di secernere la saliva. Per questa ragione, la secchezza delle fauci (xerostomia), è il sintomo più comune nei pazienti affetti da questo tipo di cancro e sottoposti a radioterapia. La mancanza di saliva comporta, a sua volta, altre difficoltà , in particolare può impedire ai pazienti di mangiare cibi solidi e di parlare normalmente e può accelerare lo sviluppo di carie. La IMRT, riducendo al minimo l'esposizione dei tessuti circostanti sani alle radiazioni, sembra in grado di preservare la funzionalità  delle ghiandole salivari. Questo studio ha cercato proprio di valutare il diverso effetto delle due forme di radioterapia sulla produzione di saliva e gli altri eventi avversi causati da queste due terapie.

Tra il gennaio 2003 e il dicembre 2007, gli autori hanno arruolato 94 pazienti con HNSCC, provenienti da 6 centri di radioterapia del Regno Unito. 47 sono stati trattati con radioterapia convenzionale e 47 con IMRT. Prima del trattamento e a intervalli regolari dopo la radioterapia, gli esperti hanno sottoposto i pazienti a una scialometria (un esame che consente di misurare la saliva prodotta dalla persona in un determinato arco di tempo e raccolta in un contenitore graduato) e hanno misurato gli effetti collaterali della terapia sui tessuti sani con apposite scale di valutazione (come la scala SOMA/LENT, una scala piuttosto complessa per la valutazione degli effetti tardivi sui tessuti sani). Inoltre, tutti i pazienti sono stati invitati a rispondere a questionari sulla qualità  di vita e i disturbi avvertiti a intervalli regolari dopo il trattamento, per un massimo di due anni.

Dall'analisi dei risultati è emerso che, a 12 mesi, il 74% dei pazienti curati con la radioterapia convenzionale e il 39% di quelli sottoposti a IMRT hanno riportato una significativa secchezza della bocca."¨A 24 mesi i valori sono aumentati nel primo gruppo, arrivando all'83%, mentre sono scesi ulteriormente nel secondo, attestandosi attorno al 29%. Inoltre, a un anno dalla somministrazione del trattamento, il flusso di saliva spontaneo è stato riportato in circa metà  dei pazienti trattati con IMRT e in nessuno di quelli in terapia tradizionale. Il solo evento avverso di una certa intensità  significativamente maggiore nei pazienti trattati con IMRT è stato l'astenia (sensazione di stanchezza) durante il trattamento: questo sintomo è stato avvertito dal 74% dei pazienti sottoposti a IMRT contro il 41% di quelli in terapia tradizionale.

Gli autori hanno concluso che, in questa casistica, l'uso di IMRT per il trattamento dei pazienti con HNSCC ha ridotto significativamente l'incidenza di xerostomia e condotto al recupero della secrezione di saliva, oltre ad aver migliorato la qualità  della vita dei malati (l'unico effetto collaterale significativo registrato nello studio è stata l'astenia). Secondo gli esperti questi risultati dovrebbero essere riproducibili in tutti i tumori di testa e collo per i quali viene effettuata la radioterapia convenzionale. Studi condotti su casistiche più ampie aiuteranno a identificare meglio gli effetti collaterali delle due radioterapie sui pazienti affetti da neoplasia di testa e collo.

Fonte: Parotid-sparing intensity modulated versus conventional radiotherapy in head and neck cancer (PARSPORT): a phase 3 multicentre randomised controlled trial; The Lancet Oncology, Volume 12, Issue 2, Pages 127 - 136, February 2011

Redazione Fondazione Cesare Serono

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