Carcinoma a cellule di Merkel: fattori che influenzano la sopravvivenza

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Carcinoma a cellule di Merkel: fattori che influenzano la sopravvivenza

Uno studio eseguito in Svezia ha valutato l’influenza di vari fattori sulla sopravvivenza nel carcinoma a cellule di Merkel. I risultati hanno indicato che età, sesso, presenza del Polyomavirus e impiego della radioterapia adiuvante hanno  un impatto rilevante.  

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Il carcinoma a cellule di Merkel è un tumore raro, caratterizzato da esiti poco favorevoli, anche per il ritardo con il quale si arriva alla diagnosi e per il fatto che si presenta in persone avanti in età. Quest’ultima caratteristica, insieme alla rarità della neoplasia, sono all’origine anche del numero relativamente ridotto di ricerche eseguite per studiarla e, quindi, della scarsità di evidenze sulla quali basare la prognosi. Nel 2008 è stato scoperto il Polyomavirus delle cellule di Merkel, il corredo genetico del quale è integrato nel DNA delle cellule neoplastiche di quasi l’80% dei casi di questo tumore. Finora la presenza del virus è stato considerato un fattore favorevole, in termini di prognosi, così come lo è il sesso femminile. In anni recenti, l’introduzione in oncologia dei farmaci immunoterapici ha portato a importanti progressi nel trattamento farmacologico del carcinoma a cellule di Merkel e il primo prodotto registrato in questa indicazione è stato l’avelumab. Andtback e colleghi hanno eseguito uno studio per valutare quali fattori avevano influenzato la sopravvivenza in una casistica di soggetti affetti da questo tumore. In particolare hanno verificato l’impatto dell’età e del sesso dei malati, della presenza del Polyomavirus delle cellule di Merkel e della esecuzione di cicli di radioterapia adiuvante, dopo il trattamento chirurugico del tumore. Sono stati analizzati, in maniera retrospettiva, i dati di 113 malati, con età media di 76 anni e che, per il 57%, erano femmine. Si è osservata una chiara differenza, nella sopravvivenza complessiva, fra i soggetti di età compresa fra 19 e 69 anni, che rappresentavano solo il 22% del totale, e quelli di più di 70 anni. Infatti, mentre la sopravvivenza complessiva dell’intera casistica è stata del 16% al termine del periodo di osservazione di 30 anni, quella del gruppo di età inferiore a 70  è stata del 46% (p=0.005). Nelle femmine la sopravvivenza è stata migliore (30%), rispetto ai maschi (p=0.04). In 54 dei 113 casi era disponibile il risultato della ricerca del Polyomavirus delle cellule di Merkel, che ha dato esito positivo nel 74% dei soggetti di tale sottogruppo. Considerando tutti e 54 i casi, non si sono rilevate associazioni fra positività del virus e sopravvivenza, ma selezionando in particolare maschi con negatività del virus, si è rilavato un rischio di decesso maggiore (rapporto di rischio 3.6; intervallo di confidenza al 95% 1.2-10; p=0.018), rispetto al totale dei maschi positivi. Il 58% della casistica era stato sottoposto al solo trattamento chirurgico e il 47% a una radioterapia adiuvante, dopo l’intervento. In questo sottogruppo di malati, si è notato un vantaggio altamente significativo in termini di sopravvivenza: p=0.0001.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato il vantaggio fornito dalla radioterapia adiuvante e le differenze di andamento della malattia associate alla presenza del Polyomavirus delle cellule di Merkel. A proposito di quest’ultimo aspetto, hanno proposto di considerare come due differenti malattie il carcinoma a cellule di Merkel nel quale si rileva il Polyomavirus delle cellule di Merkel e quello nel quale esso non è presente.

Tommaso Sacco

Fonte: Sex Differences in Overall Survival and the Effect of Radiotherapy in Merkel Cell Carcinoma—A Retrospective Analysis of A Swedish Cohort; Cancers 2021, 13, 265.

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