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Un articolo ha ricostruito la storia dei tumori della testa e del collo: ne fu affetto anche Giacomo Puccini

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Un articolo ha ricostruito la storia dei tumori della testa e del collo: ne fu affetto anche Giacomo Puccini

Un articolo ha ricostruito la storia di alcuni casi di tumori della testa e del collo relativi a persone famose. Fra di esse, c’è il grande compositore Giacomo Puccini.

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Il carcinoma a cellule squamose localizzato nelle prime vie aeree, comunemente classificato come tumore testa-collo, è stato descritto per la prima volta ai tempi dell’antico Egitto e ha influenzato, in alcuni casi, le attività lavorative, la produttività culturale e scientifica e, per certi versi, il corso della storia. I tumori della testa e del collo hanno una diffusione ampia in Paesi e comunità meno ricchi, ma possono presentarsi in qualsiasi strato socio-economico. A conferma di questo, l’articolo ha descritto una serie di casi relativi a persone famose, a partire da Federico III, ultimo Imperatore di Prussia, per arrivare a Sigmund Freud. Fra gli artisti delle ultime generazioni che hanno presentato questa neoplasia, ci sono stati Katharine Hepburn, attrice, e George Harrison, già membro del complesso dei Beatles. Un artista italiano, noto in tutto il mondo, che è stato affetto da un tumore della testa e del collo è stato Giacomo Puccini. Si tratta del più grande compositore di opera della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo. Le sue opere, dalla Bohème alla Madama Butterfly, hanno segnato la storia della musica e del costume. Puccini è stato un grande fumatore di sigarette e di sigari e nel 1924, all’età di 66 anni, presentò: disfonia, disfagia, dolore all’orecchio e raucedine. Consultò molti medici e fu formulata la diagnosi di infiammazione reumatica della gola, per la quale fu prescritto un trattamento sintomatico. Nel novembre dello stesso anno ebbe un calo di peso, il dolore all’orecchio peggiorò e non fu più in grado di allacciarsi il colletto della camicia per l’ingrossamento dei linfonodi del collo. Fu formulata la diagnosi di cancro e la lesione, della dimensione di una nocciola, fu individuata sopra la glottide. All’epoca, le neoplasie della laringe erano classificate in intrinseche, con prognosi migliore, ed estrinseche, più aggressive e quella di Giacomo Puccini era estrinseca. Una biopsia eseguita sul tumore confermò la diagnosi di carcinoma a cellule squamose. Molti fattori influenzarono la scelta del trattamento, primo fra tutti la notorietà e il tipo di attività del malato. L’approccio più efficace sarebbe stato l’asportazione chirurgica del tumore e dei tessuti circostanti, ma esso avrebbe avuto pesanti conseguenze funzionali ed estetiche. Per evitarle, si optò per una cura con radiazioni che, all’epoca, era una novità assoluta ed era eseguita in un unico Centro in Europa, a Bruxelles, e lì si recò il musicista. La terapia, in una prima fase, consistette nell’applicazione di un collare che emetteva radiazioni, che Giacomo Puccini definì “una tortura”. Pochi giorni dopo, lo specialista che lo seguiva inserì 7 aghi, che emettevano radiazioni, nel collo. Dopo 4 giorni, Giacomo Puccini ebbe una grave emorragia e morì il 29 novembre del 1924. Nei mesi precedenti all’inizio delle cure, il compositore stava lavorando all’opera Turandot, che non riuscì a finire. Lo fece Franco Alfano, in collaborazione con il Direttore d’Orchestra Arturo Toscanini. La sera in cui la Turandot fu suonata per la prima volta al teatro alla Scala di Milano, il Maestro Toscanini interruppe l’esecuzione e si rivolse al pubblico segnalando che la stesura di Giacomo Puccini era arrivata fino a quel punto. Ricostruendo la storia, si può ipotizzare che, se il malato non fosse stato così famoso e con ampie possibilità economiche, invece di una radioterapia, all’avanguardia per l’epoca, ma sperimentale, si sarebbe optato per un intervento chirurgico. Questo approccio era certamente invasivo, ma più consolidato.

L’autore dell’articolo ha proposto un parallelo fra la storia di Giacomo Puccini e lo scenario attuale, in quanto anche oggi, per i tumori testa-collo localmente avanzati, si opta a volte per la cura più recente, che non necessariamente ha il miglior bilancio fra rischio e beneficio.      

Tommaso Sacco

Fonte: Head & Neck Cancer. Its Impact on the History of Mankind. Gaceta Medica de Mexico, 2020; 156(2): 103-108.