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Aggiornamenti sui tumori del colon-retto

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Aggiornamenti sui tumori del colon-retto

Dal 25-27 ottobre 2019 si è svolto a Roma il XXI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Come tutti gli anni, una delle sessioni inaugurali è stata dedicata ai tumori del colon-retto.

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Marco Imperatori (Dirigente Medico Oncologo dell’IRCCS CROB di Rionero in Vulture, PZ) ha passato in rassegna le novità relative all’edizione 2019 delle Linee Guida dell’AIOM sul cancro del colon-retto. Ha iniziato descrivendo il programma per lo screening della Sindrome di Lynch. Tale programma stabilisce, in base alla presenza nel soggetto di questa sindrome ereditaria oppure al sospetto clinico della sua presenza oppure ancora al riscontro, in un campione di tessuto tumorale, di uno specifico marcatore biomolecolare della malattia, la scelta di una tempistica appropriata per lo screening e l’invio del soggetto a uno specialista di genetica medica, competente in questa malattia. Inoltre, il programma prevede specifici approcci per le persone guarite da un primo tumore provocato dalla sindrome per prevenire o individuare precocemente eventuali nuove neoplasie. Il relatore ha proseguito segnalando le novità, presenti nelle Linee Guida, riguardo alla gestione del cancro del colon-retto. Oggi, per ottenere i migliori risultati nella cura di questo tumore, è necessario definire le caratteristiche genetiche delle cellule dalle quali è formato.  Nelle Linee Guida si precisano i ruoli delle diverse mutazioni, da quella del gene BRAF a quella del gene RAS. Fra le novità contenute nell’edizione 2019 delle Linee Guida dell’AIOM, c’è l’indicazione all’uso dei farmaci anti-EGFR come mantenimento della cura del cancro metastatico del colon-retto. In particolare la raccomandazione indica che “nei malati con tumore metastatico del colon-retto, dopo un trattamento di prima linea con chemioterapia e farmaco anti-EGFR può esser considerata una terapia di mantenimento con farmaco anti-EGFR e 5-fluorouracile”. Questo approccio è coerente con le tendenze attuali, che modificano il concetto della gestione di certi tumori. Infatti, per le neoplasie che, a causa delle caratteristiche che hanno e dello stadio in cui si trovano, non si possono guarire, si punta a una trasformazione in malattie croniche, che permettano una sopravvivenza prolungata con una buona qualità di vita.

Il successivo relatore, Alessandro Pastorino (Dirigente Medico di Oncologia Medica dell’Ospedale Sant'Andrea; La Spezia), ha riportato le novità delle Linee Guida 2019 relative alla gestione del cancro del retto. La parte successiva della sessione è consistita in un contraddittorio riguardante il trattamento di prima linea del cancro del colon. Il quesito era se, per tale trattamento, esistono scelte completamente sbagliate e Chiara Cremolini (Ricercatrice del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Pisa) e Giuseppe Aprile (Direttore del Dipartimento Strutturale Oncologia Clinica di Vicenza) hanno sostenuto, rispettivamente, le posizioni pro e contro tale affermazione. A sostegno di ciascuna posizione sono stati presentati i dati raccolti in numerosi studi clinici. A conclusione della sua relazione, Chiara Cremolini ha elencato una serie di scelte sbagliate e Giuseppe Aprile ha evidenziato come, in realtà, alcune di tali soluzioni vadano comunque prese in considerazione, sempre ponendo al centro delle scelte le caratteristiche e le preferenze del malato. Il concetto alla base di questo approccio è che una soluzione che non è efficace nella maggior parte dei soggetti, potrebbe essere adatta in uno specifico caso. Fra gli spunti suggeriti dal relatore c’è quello di non scegliere necessariamente la cura più aggressiva, anche quando il soggetto da trattare avrebbe le caratteristiche per riceverla. Non sempre è necessario o utile adottare tale soluzione, soprattutto nelle persone di età superiore o uguale a 65 anni. Interessante anche l’opinione espressa circa l’impiego delle terapie loco-regionali nel cancro metastatico del colon-retto. In proposito, le conclusioni di Giuseppe Aprile sono state: che le evidenze a supporto di tali approcci sono di basso livello, che solo pochi Centri, con grande esperienza specifica ed elevati numeri annuali di procedure, garantiscono i migliori risultati e che costi ed effetti collaterali di tali cure non sono trascurabili.

Nel successivo contraddittorio, Angelo Restivo (Ricercatore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell'Università Cagliari) e Maria Antonietta Gambacorta (Professoressa di Oncologia, Responsabile dell’UOS di Radioterapia Urogenitale del Policlinico Gemelli di Roma) hanno discusso della possibilità di eseguire una radioterapia nel carcinoma localizzato del retto. A seguire c’è stata la relazione di Sara Lonardi (Responsabile dell’UOSD Sperimentazioni Cliniche Fasi Precoci dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova) intitolata “E io ora cosa gli dico?”, che ha spiegato come comunicare al malato perché può o meno sottoporsi alla radioterapia prima di un intervento chirurgico per un carcinoma del retto localizzato. La relatrice ha presentato le evidenze a supporto di ognuna delle due opzioni, evidenze che costituiscono anche la base delle spiegazioni da dare al malato, per condividere con lui la scelta della cura. L’ultima relazione della sessione, quella di Andrea Sartore Bianchi (Professore Associato di Oncologia presso l'Università degli Studi di Milano) ha illustrato le tendenze, per gli anni a venire, della cura del tumore del colon. I due aspetti chiave delle innovazioni saranno la definizione sempre più precisa delle caratteristiche biomolecolari delle cellule tumorali e l’introduzione di farmaci immunoterapici efficaci. Come per altre neoplasie sarà determinante identificare i meccanismi che permettono alle cellule del cancro di difendersi dalle cure e trovare soluzioni per annullare tali difese. Come esempio di questo antagonismo fra i meccanismi di cura e quelli di resistenza del tumore, il relatore ha descritto gli effetti delle mutazioni dei geni BRAF, HER2 e KRAS e le strategie terapeutiche per contrastarli. Nell’ultima parte della sua relazione, Andrea Sartore Bianchi ha riportato le attuali conoscenze circa l’immunoterapia del cancro del colon-retto, nel quale finora non hanno mostrato un’efficacia simile a quella evidenziata in altre neoplasie.                   

Tommaso Sacco